ATTUALITÀ - 08 novembre 2026, 18:00

ALMANACH – LUNEDÌ 9 NOVEMBRE - SAINT THÉODORE

Histoire, culture et identité

LA RICORRENZA – SAN TEODORO MARTIRE

Il calendario liturgico ricorda oggi San Teodoro martire, soldato cristiano originario di Amasea, nel Ponto, nell'attuale Turchia, vissuto tra il III e il IV secolo.

Secondo la tradizione, Teodoro era un soldato dell'esercito romano che professava apertamente la fede cristiana. Durante le persecuzioni contro i cristiani rifiutò di rinnegare la propria religione e di partecipare ai culti pagani.

Per questo venne arrestato e sottoposto a torture. La tradizione racconta che fu condannato a morire sul rogo intorno al 306, durante le persecuzioni dell'imperatore Galerio.

La sua figura è particolarmente venerata nelle Chiese orientali, dove viene ricordato anche con il nome di Teodoro Tiro.

La ricorrenza occidentale del 9 novembre è legata anche alla dedicazione dell'antica chiesa romana di San Teodoro al Palatino.

La sua testimonianza è diventata simbolo di fedeltà alle proprie convinzioni, di coraggio e di libertà di coscienza.

ACCADDE OGGI – 9 NOVEMBRE 1989

Cade il Muro di Berlino: l'Europa ritrova la libertà

Il 9 novembre 1989 rappresenta una delle date più importanti della storia europea contemporanea.

Dopo settimane di manifestazioni popolari nella Germania orientale e un crescente movimento di protesta contro il regime comunista, le autorità della Repubblica Democratica Tedesca annunciarono l'allentamento delle restrizioni sui viaggi verso l'Occidente.

Un annuncio confuso, diffuso durante una conferenza stampa dal portavoce Günter Schabowski, provocò una reazione immediata.

Migliaia di cittadini si riversarono ai posti di frontiera di Berlino. Di fronte alla pressione popolare, le guardie di frontiera aprirono i varchi.

Il Muro di Berlino, costruito nel 1961 per impedire la fuga dei cittadini della Germania orientale, cessò di essere una barriera invalicabile.

La sua caduta divenne il simbolo della fine della divisione dell'Europa in due blocchi e anticipò la riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990.

Una giornata che ricorda quanto sia preziosa la libertà e quanto sia importante difendere il diritto dei popoli a scegliere il proprio futuro.

ACCADDE IN VALLE D'AOSTA – 9 NOVEMBRE 1943

Il bando Graziani e i giovani valdostani chiamati alle armi

Il 9 novembre 1943 venne pubblicato il bando di chiamata alle armi delle classi 1923, 1924 e 1925, promosso dalla Repubblica Sociale Italiana sotto la guida del maresciallo Rodolfo Graziani.

Il provvedimento imponeva ai giovani di presentarsi per essere arruolati nel nuovo esercito repubblicano. Per coloro che non avessero risposto alla chiamata erano previste pene severissime, fino alla condanna a morte. Le minacce si estendevano anche alle famiglie dei renitenti.

Il provvedimento ebbe conseguenze profonde anche in Valle d'Aosta.

Molti giovani, pur di non entrare nelle forze armate della Repubblica Sociale, scelsero la clandestinità, si rifugiarono nelle montagne oppure raggiunsero le formazioni partigiane che stavano progressivamente organizzandosi sul territorio.

La renitenza alla leva divenne così uno dei fattori che contribuirono alla crescita della Resistenza.

In Valle d'Aosta, già nei mesi successivi all'8 settembre 1943, erano nati i primi gruppi clandestini. Tra i protagonisti dell'organizzazione antifascista figuravano Émile Lexert, conosciuto con il nome di battaglia Milò, ed Émile Chanoux, esponente del movimento autonomista.

La loro attività contribuì a dare una struttura politica e organizzativa alla lotta contro il nazifascismo.

Il bando Graziani non fu dunque soltanto un provvedimento militare: rappresentò anche una scelta che spinse molti giovani a opporsi al regime e a prendere parte alla lotta per la Liberazione.

La storia di quei ragazzi ci ricorda che la libertà della Valle d'Aosta è passata anche attraverso le scelte coraggiose di una generazione che non volle piegarsi alla dittatura.

UNO SGUARDO ALLA VALLE D'AOSTA

La Dichiarazione di Chivasso: quando le comunità alpine rivendicarono l'autonomia

La storia dell'autonomia valdostana trova uno dei suoi momenti fondamentali nella Dichiarazione di Chivasso, sottoscritta il 19 dicembre 1943.

In quella giornata, in piena occupazione nazifascista, rappresentanti delle popolazioni alpine si riunirono per elaborare un progetto politico fondato sul riconoscimento delle autonomie locali, sulla tutela delle minoranze linguistiche e sul decentramento amministrativo.

Tra i protagonisti dell'incontro vi fu Émile Chanoux, figura centrale dell'autonomismo valdostano.

La dichiarazione sosteneva che le comunità alpine dovessero poter amministrare direttamente una parte significativa dei propri interessi, valorizzando le peculiarità storiche, culturali, linguistiche ed economiche.

Non si trattava soltanto di una rivendicazione amministrativa, ma di una vera visione politica: un'Italia fondata sulle autonomie, nella quale le comunità territoriali potessero partecipare alle decisioni che riguardavano il proprio futuro.

Il documento anticipò molti dei principi che sarebbero stati successivamente riconosciuti dalla Costituzione italiana e dagli Statuti speciali.

Dopo la Liberazione, il percorso istituzionale valdostano proseguì con i decreti luogotenenziali del 7 settembre 1945 e con l'approvazione dello Statuto speciale nel 1948.

La Dichiarazione di Chivasso rimane ancora oggi un riferimento fondamentale per comprendere le origini dell'autonomismo valdostano.

La Déclaration de Chivasso représente une étape essentielle dans l'histoire de notre autonomie. Elle affirme le droit des communautés alpines à préserver leur identité, leur langue et leur capacité d'autogouvernement.

L'autonomia non deve essere considerata soltanto un assetto istituzionale, ma una concezione della democrazia che riconosce il valore delle comunità e il diritto di ciascun territorio a essere protagonista del proprio destino.

IL PENSIERO DEL GIORNO

La libertà di un popolo si misura anche dalla possibilità di conservare la propria lingua, la propria cultura e il diritto di decidere del proprio futuro.

La liberté d'un peuple se mesure aussi à sa capacité de préserver sa langue, sa culture et son droit de décider de son avenir.

IL SOLE AD AOSTA – LE SOLEIL À AOSTE

Alba – Lever du soleil: ore 7.19

Tramonto – Coucher du soleil: ore 17.08

Durata del giorno – Durée du jour: 9 ore e 49 minuti.

BUON LUNEDÌ A TUTTI! – BON LUNDI À TOUTES ET À TOUS !

je.fe.