La Valle d’Aosta dell’ANPI si prepara a un nuovo passaggio della propria vita associativa e politica. In vista del XVIII Congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, in programma nel 2027, il Comitato regionale ha convocato i congressi delle sei sezioni valdostane. Saranno momenti di confronto e discussione nei quali gli iscritti saranno chiamati a esaminare e votare il documento politico nazionale e a nominare i delegati che rappresenteranno il territorio al congresso regionale.
Un percorso che non si limita agli adempimenti statutari, ma rappresenta anche l'occasione per fare il punto sul ruolo dell'associazione, sulle attività svolte e sulle prospettive dell'antifascismo in una fase storica caratterizzata da forti tensioni internazionali, trasformazioni sociali e un acceso confronto sul futuro delle istituzioni democratiche.
Per il presidente regionale Nedo Vinzio, si tratta di «un importante appuntamento per continuare il lavoro intrapreso in questi anni», un percorso che ha visto crescere la partecipazione e il numero degli iscritti. Un risultato che, nelle intenzioni della dirigenza valdostana, dovrà tradursi in un ulteriore rafforzamento della presenza dell'associazione sul territorio e nella capacità di coinvolgere nuove generazioni.
Il documento nazionale sottoposto alla discussione delle sezioni, intitolato Per il XVIII Congresso nazionale ANPI – 2027, affronta le principali questioni politiche, economiche e sociali del nostro tempo. Il punto di partenza è la constatazione di un quadro internazionale profondamente mutato, segnato dal ritorno dei conflitti armati, dalla crisi degli organismi multilaterali, dalla corsa al riarmo e dall'indebolimento del diritto internazionale.
Tra le priorità indicate dall'ANPI figura la difesa della pace e del principio costituzionale del ripudio della guerra, insieme alla richiesta di rilanciare il ruolo della diplomazia e della cooperazione internazionale. Il documento richiama inoltre la necessità di contrastare le nuove forme di autoritarismo, il revisionismo storico e le tendenze che rischiano di indebolire gli equilibri democratici e la separazione dei poteri.
Un'attenzione particolare è riservata alla dimensione sociale della democrazia. L'associazione indica nel lavoro, nella sanità pubblica, nell'istruzione, nella casa e nella lotta alle disuguaglianze alcuni dei terreni fondamentali sui quali misurare l'effettiva attuazione della Costituzione. Vengono denunciati la precarietà occupazionale, i salari insufficienti, lo sfruttamento e le difficoltà crescenti di ampie fasce della popolazione.
Il documento affronta anche il tema delle migrazioni, della discriminazione e dell'inclusione, sostenendo la necessità di politiche rispettose dei diritti fondamentali e della dignità delle persone. Centrale, inoltre, il rapporto con le giovani generazioni: la memoria della Resistenza non può essere affidata soltanto alla testimonianza diretta dei protagonisti, ma deve diventare patrimonio culturale e civile delle nuove generazioni attraverso la scuola, la formazione e la partecipazione.
Sul piano organizzativo, l'ANPI punta a consolidare il proprio carattere pluralista e autonomo dai partiti, rafforzando il radicamento territoriale e il ricambio generazionale. Un obiettivo che si accompagna a una crescita significativa del tesseramento nazionale: secondo i dati riportati nel documento, gli iscritti hanno superato quota 169.000 nel 2025, rispetto ai 160.000 del 2024. Le donne rappresentano il 42% degli associati, mentre gli under 30 costituiscono l'11,5%.
È anche su queste prospettive che si svilupperà il confronto nelle sezioni valdostane. La discussione congressuale offrirà infatti l'opportunità di declinare i grandi temi nazionali nella realtà regionale, affrontando il ruolo della memoria storica, la partecipazione democratica, la difesa dei diritti sociali e il rapporto con le istituzioni e il mondo dell'associazionismo.
La sfida per l'ANPI, come emerge dal documento, è quella di continuare a essere un'associazione capace di tenere insieme memoria e attualità, senza rinunciare alla propria autonomia e alla propria funzione civile. Il congresso sarà dunque anche un'occasione per verificare la capacità dell'organizzazione di rinnovarsi, coinvolgere nuovi iscritti e mantenere vivo il legame tra i valori della Resistenza e le questioni concrete della società contemporanea.
Per la Valle d'Aosta, il percorso che porterà al congresso nazionale partirà proprio dalle sei assemblee territoriali: il primo livello di una discussione che dovrà contribuire a definire gli indirizzi e il gruppo dirigente dell'associazione per i prossimi anni.