ATTUALITÀ POLITICA - 05 novembre 2026, 17:30

Caregiver, Cittadinanzattiva VdA: «Il Ddl va cambiato, servono diritti e tutele concrete per chi assiste»

Maria Grazia Vacchina, segretario di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, rilancia le richieste dell’associazione dopo l’audizione in 10ª Commissione al Senato. Nel mirino la soglia delle 91 ore settimanali, i limiti di parentela e distanza, il mancato riconoscimento dei giovani caregiver e l’insufficienza delle risorse economiche. Chiesto un fondo da 100 milioni di euro annui dal 2027 e maggiori garanzie sul fronte previdenziale e lavorativo

Il riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari non può ridursi a una dichiarazione di principio. Dietro l'attività quotidiana di chi assiste una persona cara ci sono sacrifici personali, rinunce lavorative, difficoltà economiche e spesso un progressivo isolamento sociale. È su questo terreno che si inserisce la presa di posizione di Cittadinanzattiva, che chiede al Parlamento di intervenire profondamente sul disegno di legge dedicato a chi si prende cura delle persone più fragili.

A rilanciare la questione in Valle d’Aosta è Maria Grazia Vacchina, segretario di Cittadinanzattiva VdA, che richiama l’attenzione sulle criticità evidenziate dall’associazione durante l’audizione presso la 10ª Commissione del Senato. Il messaggio rivolto ai parlamentari è netto: non approvare il testo senza aver prima introdotto le modifiche necessarie a garantire diritti effettivi a milioni di cittadini impegnati nell’assistenza familiare.

Nel corso dell'audizione, Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva, ha espresso una posizione particolarmente critica: «Ai Senatori chiediamo coraggio politico e responsabilità civica: non va licenziata una legge che abbandona chi cura in una condizione di isolamento. Chiediamo di poter riscrivere insieme queste norme per dare dignità, libertà e diritti certi a chi, ogni singolo giorno, si prende cura della parte più fragile del nostro Paese».

Per l’associazione, il provvedimento rappresenta un passaggio decisivo: il Parlamento deve scegliere se limitarsi a una legge manifesto oppure costruire una vera legge quadro, capace di riconoscere e sostenere concretamente il lavoro di cura. «Riconoscere il caregiver non è carità: è tutelare l’articolo 32 della Costituzione», ha sottolineato Mori.

Una delle contestazioni più forti riguarda il criterio delle 91 ore settimanali di assistenza richieste per accedere al contributo economico. Una soglia che, secondo Cittadinanzattiva, equivale a imporre almeno 13 ore di assistenza al giorno, senza considerare adeguatamente la complessità delle situazioni familiari e sanitarie. L'associazione chiede quindi di eliminare questo parametro, affidando la valutazione alle Unità di Valutazione Multidimensionale, affinché il riconoscimento del bisogno non dipenda da un conteggio rigido delle ore, ma dalle condizioni complessive della persona assistita e di chi se ne prende cura.

Un secondo nodo riguarda la definizione stessa di caregiver. Il vincolo della parentela e quello dei 40 chilometri di distanza tra assistente e persona assistita rischiano di escludere situazioni di cura fondate su legami affettivi e relazioni di solidarietà che non necessariamente coincidono con i rapporti familiari tradizionali. Cittadinanzattiva chiede di riconoscere anche gli «affetti scelti», superando criteri che non restituiscono la varietà delle relazioni umane.

Particolare attenzione viene inoltre richiesta per i giovani caregiver, spesso adolescenti che si fanno carico dell'assistenza di genitori, fratelli o altri familiari, con conseguenze importanti sul percorso scolastico e sulla vita personale. Per loro l'associazione propone tutele scolastiche vincolanti, percorsi specifici nei PTOF e il riconoscimento di crediti formativi, con l'obiettivo di contrastare il rischio di abbandono degli studi.

La questione economica resta altrettanto centrale. Il contributo diretto previsto dal disegno di legge viene giudicato insufficiente, soprattutto considerando l'ampliamento della platea dei potenziali beneficiari. Per questo Cittadinanzattiva propone di istituire, attraverso la Legge di Bilancio, un fondo vincolato da 100 milioni di euro all'anno a partire dal 2027, destinato a rafforzare i servizi territoriali. Le risorse dovrebbero finanziare informazione, orientamento, formazione, sostegno psicologico, accompagnamento e interventi di sollievo per le persone impegnate nell'assistenza.

La richiesta non riguarda soltanto il sostegno economico immediato, ma anche il riconoscimento del caregiver come soggetto che svolge un'attività di grande valore sociale, spesso a costo della propria carriera professionale e della propria sicurezza previdenziale. Tra le modifiche proposte figurano il riconoscimento della contribuzione figurativa fino a 3 anni, la qualificazione dell'attività di cura come lavoro usurante e l'estensione della copertura assicurativa INAIL gratuita contro gli infortuni domestici.

Sul versante occupazionale, l'associazione chiede inoltre di garantire il diritto al part-time e allo smart working per tutti i lavoratori caregiver, oltre a prevedere una riserva del 2% nei concorsi pubblici per chi deve reinserirsi nel mondo del lavoro dopo anni dedicati all'assistenza familiare. Completano il pacchetto la possibilità di rendere detraibili al 50% le spese di cura e l'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza delle visite specialistiche domiciliari per i caregiver.

La posizione di Cittadinanzattiva VdA, attraverso il richiamo di Maria Grazia Vacchina, porta dunque anche in Valle d'Aosta una questione che ha importanti ricadute sociali, economiche e politiche. In una regione caratterizzata da una forte presenza di piccoli comuni e da territori nei quali l'accesso ai servizi può essere più complicato, il sostegno a chi assiste familiari fragili assume un valore ancora più rilevante. La sfida è evitare che la cura continui a essere considerata una responsabilità esclusivamente privata, scaricata sulle famiglie, e costruire invece una rete pubblica capace di accompagnare concretamente chi ogni giorno garantisce assistenza e dignità alle persone più vulnerabili.

pi.mi.