ATTUALITÀ POLITICA - 04 novembre 2026, 21:17

Centro Autonomista conferma la maggioranza e rilancia: più confronto e una strategia comune per il futuro

Il movimento autonomista sostiene la continuità dell’attuale coalizione regionale, ma chiede un cambio di metodo nei rapporti tra le forze politiche che la compongono. Apertura al dialogo con le minoranze, maggiore condivisione delle scelte di governo e un confronto con l’Union Valdôtaine in vista delle prossime elezioni politiche

Stefano Aggravi, presidente Consiglio Valle

Il Centro Autonomista sceglie la strada della continuità, ma chiede che il prosieguo della legislatura sia accompagnato da un metodo di lavoro diverso, fondato su un maggiore coinvolgimento delle forze politiche che sostengono il governo regionale. È questa la posizione emersa dalla riunione degli organi delle forze che compongono il Centro Autonomista – Centre Autonomiste e del gruppo consiliare, chiamati a valutare il percorso della crisi politica e gli esiti delle consultazioni condotte dal presidente incaricato.

La scelta politica è chiara: confermare l'attuale perimetro della maggioranza regionale, senza escludere un confronto più strutturato con le opposizioni. Una disponibilità che, nelle intenzioni del movimento, dovrebbe andare oltre il semplice ascolto istituzionale. Le proposte avanzate dalle minoranze saranno infatti valutate e, qualora si individuino obiettivi condivisi, potranno tradursi anche in forme di collaborazione nell'interesse della Valle d'Aosta.

Non si tratta, almeno per il momento, di un'apertura a una diversa formula politica, ma del tentativo di rendere più ampio il confronto sulle principali questioni regionali, mantenendo al tempo stesso una maggioranza riconoscibile e politicamente definita. Il Centro Autonomista sottolinea che, nonostante i tempi ristretti imposti dalla gestione della crisi, il presidente incaricato e i referenti delle forze di maggioranza hanno condiviso l'opportunità di incontrare i gruppi di minoranza e ascoltarne le proposte.

Nel documento trova spazio anche il riconoscimento del lavoro svolto dal presidente uscente Renzo Testolin e dal vicepresidente Luigi Bertschy, ai quali il Centro Autonomista rivolge un ringraziamento. Un passaggio che accompagna il cambio di fase politica senza trasformarlo in una presa di distanza dall'esperienza amministrativa precedente.

L'aspetto più significativo della presa di posizione riguarda però il metodo di governo. Il Centro Autonomista esprime infatti apprezzamento per il cambio di passo proposto dal presidente incaricato, che ha manifestato l'intenzione di confrontarsi con maggiore continuità con le forze della coalizione, a partire dalla definizione dell'agenda di governo e prima delle principali decisioni politiche.

Il messaggio rivolto alla futura guida dell'esecutivo è piuttosto esplicito: le decisioni strategiche non dovranno essere il risultato di percorsi definiti da singoli soggetti e successivamente sottoposti agli alleati, ma dovranno maturare attraverso una condivisione preventiva delle priorità, delle scelte e dei tempi di attuazione. Un'impostazione che, secondo il Centro Autonomista, può rafforzare il coordinamento interno e assicurare maggiore continuità all'azione amministrativa nel resto della legislatura.

Dietro questa richiesta si intravede anche una questione di equilibrio politico all'interno della coalizione. La crisi ha infatti evidenziato quanto sia importante garantire un rapporto più solido tra le diverse componenti della maggioranza, evitando che le divergenze si trasformino in fattori di instabilità. Il nuovo metodo di lavoro rappresenta dunque non soltanto una proposta organizzativa, ma anche una condizione politica per consolidare l'intesa tra gli alleati.

C'è poi un secondo livello di ragionamento, che guarda oltre la legislatura regionale. Il Centro Autonomista richiama l'attenzione sull'evoluzione del quadro politico nazionale e sull'incertezza relativa ai tempi delle prossime elezioni politiche. Per questo ritiene opportuno avviare fin da subito un confronto sulle future candidature e sugli orientamenti da assumere per la rappresentanza valdostana in Parlamento.

A questo proposito, il movimento annuncia l'intenzione di chiedere un incontro all'Union Valdôtaine, con l'obiettivo di verificare se esistano le condizioni per costruire una proposta autonomista comune. Un passaggio politicamente rilevante, perché rimette al centro il tema dell'unità delle forze autonomiste in una competizione nazionale nella quale la Valle d'Aosta ha l'esigenza di difendere la propria specificità istituzionale e politica.

La proposta, tuttavia, dovrà misurarsi con differenze di impostazione, strategie e sensibilità politiche che non possono essere superate con un semplice richiamo all'identità autonomista. Servirà una convergenza concreta sui programmi, sulle priorità per il territorio e soprattutto sul ruolo che la rappresentanza valdostana dovrà svolgere in Parlamento.

La posizione del Centro Autonomista presenta quindi due direttrici: consolidare l'attuale maggioranza regionale attraverso un rapporto più equilibrato tra i suoi componenti e preparare, contemporaneamente, un possibile percorso unitario in vista delle prossime elezioni politiche.

La valutazione politica è che il documento contenga un messaggio condivisibile, ma anche una richiesta implicita di maggiore peso decisionale. La conferma della maggioranza non è accompagnata da una semplice dichiarazione di fedeltà alla coalizione: viene posta una condizione politica precisa, quella di una partecipazione effettiva alla definizione delle scelte di governo.

È un'impostazione ragionevole, soprattutto dopo una crisi che dimostra quanto la stabilità di un esecutivo dipenda non soltanto dai numeri in Consiglio Valle, ma anche dalla qualità dei rapporti tra le forze che lo sostengono. Resta però da verificare se il nuovo metodo annunciato riuscirà a tradursi in comportamenti concreti. Perché il confronto preventivo non può limitarsi a una dichiarazione d'intenti: deve incidere sulle decisioni, sulle priorità economiche, sugli investimenti, sui servizi e sulle politiche sociali che interessano direttamente i valdostani.

Anche il dialogo con l'Union Valdôtaine rappresenta un'opportunità, ma non deve ridursi a un accordo elettorale costruito esclusivamente intorno alla distribuzione delle candidature. Una proposta autonomista comune avrebbe senso se fosse accompagnata da una visione condivisa sul futuro della Valle d'Aosta, sulla difesa delle competenze statutarie, sui rapporti finanziari con lo Stato e sulla capacità di incidere nelle scelte nazionali.

In definitiva, il Centro Autonomista sembra voler uscire dalla crisi non mettendo in discussione gli equilibri della maggioranza, ma chiedendo che quegli equilibri diventino più partecipati e politicamente sostanziali. La vera prova sarà capire se alle parole seguirà una diversa pratica di governo. Perché la continuità, da sola, non basta: per dare stabilità alla legislatura e credibilità al progetto autonomista occorrono condivisione, responsabilità e risultati concreti.

pi.mi.