AGRICOLTURA - 04 novembre 2026, 11:03

Biodiversità, l’agricoltura valdostana punta a una certificazione che valorizzi le aziende

Quattro incontri sul territorio per presentare un progetto che vuole riconoscere il contributo delle imprese agricole alla tutela degli ecosistemi. L’obiettivo è trasformare la biodiversità in un valore riconoscibile, anche sul piano economico e produttivo, rafforzando il legame tra agricoltura, ambiente e identità territoriale

La biodiversità non è soltanto una questione ambientale, ma può diventare anche una risorsa per l’agricoltura e un elemento distintivo delle produzioni valdostane. È questa la prospettiva alla base del progetto «Certificazione della biodiversità degli agroecosistemi in Valle d’Aosta: una proposta innovativa per la sostenibilità ambientale», un’iniziativa che punta a riconoscere e misurare il contributo delle aziende agricole alla conservazione del patrimonio naturale regionale.

Finanziato attraverso l’Intervento SRG08 del Complemento regionale per lo Sviluppo rurale 2023-2027, il progetto intende sviluppare un percorso di certificazione capace di dare visibilità al valore ambientale degli agroecosistemi valdostani. Una prospettiva che guarda anche alle opportunità per le imprese: valorizzare le pratiche agricole attente all'ambiente significa infatti rafforzare la qualità delle produzioni, differenziarle sul mercato e consolidare il rapporto tra attività economiche e territorio.

In una regione come la Valle d’Aosta, dove l’agricoltura contribuisce in maniera determinante alla conservazione del paesaggio e alla gestione del territorio montano, il tema assume una particolare rilevanza. Le aziende agricole non svolgono soltanto una funzione produttiva, ma rappresentano anche un presidio contro l’abbandono dei terreni, contribuiscono alla conservazione degli habitat e partecipano alla tutela degli equilibri ambientali. Riconoscere concretamente questo ruolo potrebbe offrire nuove opportunità di qualificazione al comparto, attribuendo maggiore valore a un’attività che produce benefici non sempre immediatamente riconoscibili sul piano economico.

Per illustrare il progetto, confrontarsi con gli operatori e raccogliere le prime osservazioni del settore, sono stati organizzati quattro incontri in diverse località della regione. Il primo appuntamento è in programma martedì 10 novembre, dalle 10.30 alle 12, nel salone Vaudan dell’Institut Agricole Régional (IAR).

Gli altri incontri si terranno mercoledì 11 novembre, alle 10.30, nel salone polivalente del Comune di Issogne; mercoledì 18 novembre, alle 10.30, nella Biblioteca comunale di Champdepraz; e nella stessa giornata, alle 15.30, nella sede del Consorzio vini Valle d’Aosta, ad Aymavilles.

La distribuzione degli appuntamenti sul territorio risponde alla volontà di coinvolgere direttamente le aziende agricole, ascoltarne le esigenze e raccogliere indicazioni utili alla costruzione del sistema di certificazione. Non si tratta, infatti, soltanto di presentare uno strumento tecnico già definito, ma di avviare un percorso che dovrà confrontarsi con le caratteristiche concrete delle diverse realtà produttive e con la specificità degli agroecosistemi valdostani.

Il coinvolgimento degli agricoltori sarà quindi determinante. La riuscita dell'iniziativa dipenderà anche dalla capacità di costruire un modello credibile, applicabile alle aziende e in grado di riconoscere il valore delle pratiche adottate. La sfida sarà trovare un equilibrio tra rigore scientifico, sostenibilità gestionale e benefici effettivi per le imprese, evitando che la certificazione si trasformi in un ulteriore adempimento burocratico.

A promuovere il progetto è una rete di soggetti con competenze differenti, che vede l’Institut Agricole Régional nel ruolo di capofila, affiancato dal Parco Naturale Mont Avic, da Coldiretti Valle d’Aosta, da Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle, da CSQA e dal Comune di Nus. Una collaborazione che mette insieme ricerca e conoscenze scientifiche, competenze tecniche, rappresentanza agricola e attenzione alle specificità locali.

La prospettiva è quella di andare oltre il tradizionale riconoscimento delle buone pratiche ambientali, arrivando a uno strumento capace di misurare e comunicare il valore ecologico delle attività agricole. Un passaggio che potrebbe contribuire a rafforzare la competitività delle aziende, soprattutto in un contesto nel quale la sostenibilità ambientale rappresenta un elemento sempre più importante nelle scelte dei consumatori e nella qualificazione delle produzioni agroalimentari.

Per l'agricoltura valdostana si apre dunque una riflessione che riguarda non soltanto la tutela della natura, ma anche il futuro economico e sociale delle comunità rurali. La biodiversità può diventare un patrimonio da preservare e, allo stesso tempo, un valore da riconoscere a chi ogni giorno lavora e mantiene vivo il territorio.

I quattro incontri rappresentano il primo passo di questo percorso. L'obiettivo è fare in modo che la futura certificazione nasca dal confronto con le aziende e diventi uno strumento condiviso, capace di dare maggiore riconoscibilità al contributo dell'agricoltura valdostana alla salvaguardia dell'ambiente.

pi.mi.