ATTUALITÀ POLITICA - 03 novembre 2026, 19:02

Pour l’Autonomie guarda oltre la maggioranza: prende forma l’ipotesi di un nuovo polo autonomista

Dopo il confronto con Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia, il Movimento conferma la linea dell’opposizione e rilancia un progetto politico di lungo periodo. Nel mirino le elezioni politiche del 2027 e le europee del 2028: l’obiettivo è costruire un’alternativa credibile, capace di riunire sensibilità autonomiste attorno a una visione condivisa del futuro valdostano

Marco Carrel, consigliere regionale e presidente PlA

La porta del dialogo resta aperta, ma la prospettiva politica comincia a spostarsi oltre gli attuali equilibri di maggioranza. Pour l’Autonomie prende atto della scelta di confermare l'attuale perimetro della coalizione regionale e, contemporaneamente, rilancia una riflessione che potrebbe avere conseguenze ben più ampie degli assetti della legislatura in corso. Al centro c'è la possibilità di costruire un progetto autonomista di lungo periodo, capace di mettere insieme esperienze, sensibilità e forze politiche che riconoscono nell'autonomia speciale il principale riferimento della propria azione.

È questo il messaggio che emerge dal documento diffuso dal Movimento al termine di una giornata di confronto politico e organizzativo. La Commissione politica di Pour l’Autonomie ha incontrato una delegazione della maggioranza regionale composta da rappresentanti dell’Union Valdôtaine, del Centro Autonomista e di Forza Italia. Successivamente, il confronto si è allargato prima al Direttivo e poi ai coordinatori territoriali e agli iscritti che avevano partecipato alle elezioni regionali del 2025.

Una modalità di lavoro che il Movimento rivendica come elemento distintivo della propria identità. «Per noi è fondamentale condividere le valutazioni e le scelte politiche non soltanto con i coordinatori e le sezioni, ma anche con coloro che, candidandosi alle elezioni regionali, hanno messo il proprio impegno a disposizione del Movimento, contribuendo al buon risultato ottenuto», sottolinea il Direttivo, ricordando che dal giugno 2025 le decisioni sono state assunte attraverso un confronto ampio e condiviso.

Il passaggio politicamente più significativo riguarda però la conferma del perimetro della maggioranza costituitasi nel novembre 2025. Pour l’Autonomie prende atto della decisione del Presidente incaricato, ma ne trae una considerazione che guarda direttamente al futuro: secondo il Movimento, non si sarebbe manifestata la volontà di costruire un fronte autonomista unitario, in grado di affrontare insieme le prossime scadenze elettorali. Una valutazione che apre inevitabilmente una questione di prospettiva: quale spazio politico può esserci per un progetto autonomista che superi gli attuali confini delle coalizioni e sappia proporsi come interlocutore riconoscibile anche a livello nazionale?

Il segretario politico Di Marco colloca questa riflessione in un orizzonte temporale preciso. «Sin dal Congresso del 24 maggio abbiamo indicato con chiarezza la nostra volontà di costruire un progetto politico di lungo periodo, con lo sguardo rivolto al 2030 e alle importanti scadenze delle elezioni politiche del 2027 e delle elezioni europee del 2028», afferma. Una prospettiva che, nelle valutazioni del segretario, si confronta con scelte della maggioranza che sembrano privilegiare obiettivi più contingenti, anche alla luce di quanto accaduto nel primo anno di legislatura.

Non si tratta soltanto di una diversa collocazione nell'attuale Consiglio regionale. La questione investe il ruolo che le forze autonomiste intendono assumere nei rapporti con Roma e con le istituzioni europee, ma anche la capacità della Valle d'Aosta di valorizzare pienamente le proprie competenze speciali. In gioco ci sono temi che incidono direttamente sulla vita della comunità valdostana: risorse finanziarie, servizi pubblici, sviluppo economico, gestione del territorio, infrastrutture e possibilità di esercitare effettivamente le prerogative previste dall'ordinamento autonomistico.

È su questo terreno che l'ipotesi di un polo autonomista assume un significato politico più ampio. Non una semplice sommatoria di sigle, ma la possibile costruzione di uno spazio comune nel quale far convergere identità e percorsi differenti, partendo da una piattaforma condivisa sulla difesa e sull'evoluzione dell'autonomia. Un progetto che, se dovesse trovare interlocutori e condizioni politiche adeguate, potrebbe presentarsi già alle politiche del 2027 con una propria riconoscibilità.

Nel frattempo, la collocazione istituzionale di Pour l’Autonomie resta quella dell'opposizione. Gli organi del Movimento hanno infatti confermato al consigliere regionale Carrel il mandato di proseguire un'azione seria, coerente e propositiva, fondata sulla concretezza e sui valori dichiarati dal Movimento. Una linea che intende distinguere il confronto sui singoli provvedimenti dalla valutazione politica complessiva dell'esperienza di governo.

Nel documento non manca, del resto, una presa di posizione sulle vicende che hanno accompagnato la crisi regionale. Il presidente Carrel e i coordinatori territoriali richiamano in particolare la decisione della Giunta regionale di costituirsi in giudizio, attraverso una propria deliberazione, sostenendo l'illegittimità costituzionale di una legge regionale. Una scelta che Pour l’Autonomie considera tra le più gravi responsabilità politiche all'origine dell'attuale situazione istituzionale.

«È difficile parlare di difesa dell’Autonomia quando gli stessi movimenti che si richiamano ai suoi valori mettono in discussione le regole che la Valle d’Aosta si è liberamente data», osservano, aggiungendo che le vicende degli ultimi mesi avrebbero compromesso la credibilità delle istituzioni e l'immagine della Regione anche a livello nazionale.

Parole che riportano al cuore della questione autonomista: l'autonomia non può essere soltanto un richiamo identitario o una formula da spendere nel dibattito politico, ma deve tradursi nella capacità di rispettare le proprie leggi, esercitare le competenze attribuite alla Regione e far valere le proprie prerogative nei confronti dello Stato. Un principio che ha ricadute concrete anche sul piano economico e sociale, perché dalla possibilità di decidere e amministrare sul territorio dipendono strumenti di sviluppo, investimenti, servizi e opportunità per cittadini e imprese.

Pour l’Autonomie rivendica di avere mantenuto, anche nei momenti più difficili, un atteggiamento responsabile e la disponibilità al dialogo, nella convinzione che fosse necessario contribuire a rilanciare un'azione amministrativa che, negli ultimi mesi, avrebbe subito un evidente rallentamento. Ma la disponibilità al confronto, nel ragionamento del Movimento, non significa rinunciare alla costruzione di una prospettiva politica autonoma.

La Commissione politica, composta dal presidente Carrel, dal segretario politico Di Marco e da Jean Barocco, ha ricevuto proprio per questo il mandato di intensificare i colloqui già avviati, con l'obiettivo di definire in tempi brevi un percorso politico rivolto alle prossime scadenze elettorali.

La conclusione affidata ai vertici del Movimento sintetizza la linea scelta: «Siamo un Movimento che, sin dal proprio nome, lavora PER e non CONTRO». Una dichiarazione che accompagna l'intenzione di guardare oltre le contrapposizioni contingenti e di rimettere al centro una visione dell'autonomia capace di proporre, anziché limitarsi a subire decisioni assunte altrove.

La partita, dunque, non si esaurisce nella composizione dell'attuale maggioranza né nella dialettica tra governo e opposizione. La questione che Pour l’Autonomie porta sul tavolo è quella della rappresentanza politica dell'autonomismo valdostano nei prossimi anni. Le elezioni del 2027 e del 2028 rappresentano le prime tappe di un percorso che guarda al 2030. Resta da capire se attorno a questa prospettiva potranno incontrarsi altre forze e sensibilità politiche, superando divisioni e diffidenze che finora hanno impedito una convergenza più ampia.

È una possibilità ancora tutta da costruire, ma che il documento mette chiaramente all'ordine del giorno: dare alla Valle d'Aosta un riferimento autonomista riconoscibile, capace di tenere insieme identità, rappresentanza istituzionale e capacità di incidere nelle decisioni che riguardano il futuro della Regione.

pi.mi.