Piemonte NordOvest - 30 ottobre 2026, 05:09

Sasso di Remenno, il gigante di granito della Val Masino

Il più grande monolite d’Europa, tra storia geologica, antiche necessità contadine e arrampicata sportiva. Un colosso che oggi attira scalatori da tutto il mondo

Sasso di Remenno

Tra i più noti massi erratici va citato, senza ombra di dubbio, il Sasso di Remenno, in Val Masino, considerato il più grande d’Europa. Si innalza davanti al nostro sguardo in tutta la sua imponenza. Occorre, tuttavia, fare un distinguo: alcuni blocchi rocciosi si differenziano dai massi erratici propriamente detti, generalmente di altezza più limitata, per la loro statura e la loro forma. Il Sasso di Remenno appartiene proprio a questa particolare categoria, distinguendosi nettamente dalla tipologia più comune.

La differenza principale tra un monolite e un masso erratico risiede nella loro origine e nella definizione stessa dei due termini. Il monolite descrive la struttura, costituita da un unico blocco di roccia, mentre il masso erratico ne indica la provenienza, legata al trasporto da parte di un ghiacciaio. Di conseguenza, un masso erratico è quasi sempre un monolite, ma non tutti i monoliti sono massi erratici.

Ai piedi della sua parete occidentale esiste ancora la via più facile per raggiungere la sommità della «Preda», come viene abitualmente chiamato questo colosso roccioso. Su questa parete possiamo osservare una serie di salinature, praticate fin da tempi remoti per consentire ai valligiani di raggiungere la sommità del monolite, o masso erratico che dir si voglia.

Non vi si saliva certo per sport, ma per necessità: quella di sfruttare ogni metro quadrato di terreno disponibile per lo sfalcio, nell’ambito della durissima economia di sussistenza che caratterizzò per secoli la vita della gente della Val Masino. I valligiani raggiungevano la sommità per falciarne il prato.

Una salita non certo semplice: l’escursionista privo di esperienza di arrampicata non la troverà affatto banale. Per raggiungere la sommità attraverso l’unica via di difficoltà tecnica relativamente contenuta è necessario assicurarsi con una corda, trattandosi di un passaggio di III grado.

Oggi possiamo comprendere meglio i rivolgimenti geologici e climatici che hanno portato questo gigante, con i suoi oltre 500.000 metri cubi di volume, a insediarsi sul lato occidentale della piana di Zocca, a valle di San Martino. Con pareti alte dai 20 ai 55 metri, è considerato anche il più grande monolite d’Europa.

Tutto ebbe inizio con il singolarissimo evento geologico che diede origine al Plutone della Val Masino: l’intrusione di un’enorme massa di materiale magmatico che non raggiunse la superficie, ma rimase a raffreddarsi molto lentamente al di sotto di uno strato più antico di rocce metamorfiche.

Lo sgretolamento di queste rocce portò infine all’emersione di quell’incredibile isola di granito che costituisce la Val Masino. Un territorio caratterizzato da pareti ardite e durissime, in un trionfo di vertiginosa verticalità, la cui conformazione va letta anche alla luce della successiva azione modellatrice dei ghiacci.

È però possibile ipotizzare anche che la «Preda» sia caduta dalla vicina Val da l’Alp in epoca ancora anteriore, preglaciale, come farebbe supporre l’arrotondamento di molti dei massi ciclopici che la circondano. In tal caso, sarebbe la muta testimone di un tempo tanto lontano che l’immaginazione si smarrisce al solo evocarlo.

Il Sasso di Remenno si raggiunge risalendo la Val Masino lungo la ex strada statale 404, oggi strada provinciale. Si arriva così al piano di Zocca, dove, al chilometro 11,5, sulla sinistra della strada, si trova il ben riconoscibile agglomerato di massi ciclopici, fra i quali spicca la nostra meta. Due comodi parcheggi consentono l’accesso alla zona, molto frequentata dagli appassionati di bouldering e arrampicata.

Di recente è stato anche ripristinato un bel percorso ad anello, che permette di compiere un’interessante passeggiata nel cuore di questi giganti di granito. Si tratta del Sentiero dei Ciclopi, il cui nome evoca un luogo legato alla mitica presenza di giganteschi individui dell’antichità, che avrebbero ammassato qui, chissà per quale motivo, tutti questi massi.

Agli appassionati di arrampicata va ricordato che questo luogo, nel cuore della Lombardia, è conosciuto dagli scalatori di tutto il mondo perché rappresenta una delle più grandi palestre naturali per l’arrampicata in Europa.

Il complesso roccioso è formato da un enorme masso granitico e da altri blocchi satelliti, la cui composizione li rende particolarmente adatti all’arrampicata sportiva. Oggi si contano circa 200 itinerari di scalata, adatti a diversi gradi di difficoltà.

Non a caso, questo piccolo paradiso del climbing è anche lo scenario del Melloblocco, il famoso raduno dei «sassisti» che si svolge ogni primavera ormai da molti anni.

Lodovico Marchisio - Foto di Flavio Ruffino