La crisi della Cogne Acciai Speciali non riguarda soltanto il futuro di uno stabilimento industriale, ma investe direttamente il tessuto economico e sociale di Aosta e dell’intera Valle d’Aosta. La contrazione delle commesse, le incognite sulle prospettive produttive e i timori per i livelli occupazionali hanno portato la vicenda al centro del dibattito del Consiglio comunale, con una preoccupazione che va ben oltre i confini della città.
A sollevare la questione è stata la consigliera Katya Foletto, del gruppo Alleanza Verdi Sinistra – Rete Civica, attraverso un’interpellanza con cui ha chiesto chiarimenti sulle prospettive industriali per il 2027, sulle iniziative che l’amministrazione comunale intende intraprendere e sulla possibile attivazione di ammortizzatori sociali per proteggere salari e diritti dei lavoratori.
In gioco c’è il futuro di circa 1.200 lavoratori dello stabilimento e, con esso, la tenuta di un indotto che coinvolge numerose attività economiche del territorio. Un eventuale ridimensionamento della produzione o dell’occupazione rischierebbe infatti di produrre conseguenze a catena sui consumi, sul reddito delle famiglie e sull’economia locale, in un contesto nel quale la stabilità del lavoro industriale rappresenta un elemento fondamentale per la comunità valdostana.
Nel rispondere in aula, il sindaco Raffaele Rocco ha riferito di aver seguito l’evoluzione della situazione attraverso le comunicazioni delle organizzazioni sindacali e le notizie diffuse dagli organi di stampa, manifestando preoccupazione per il rapido aggravarsi del quadro. Il primo cittadino ha quindi richiamato la necessità di un intervento istituzionale coordinato, evitando iniziative sovrapposte al tavolo di crisi già seguito dalla Regione, che dispone delle competenze necessarie per confrontarsi con la proprietà.
Katya Foletto
«La Cogne Acciai Speciali non è uno stabilimento di solo interesse comunale», ha sottolineato Rocco, evidenziando la portata regionale della vicenda. «La perdita di potere d’acquisto di 1.200 famiglie mette in crisi l’intera Regione». Parole che spostano l’attenzione dalla sola dimensione industriale alle ricadute sociali della crisi: la difesa dei posti di lavoro significa anche tutelare i redditi, la capacità di spesa delle famiglie e la vitalità economica del territorio.
Il sindaco ha inoltre assunto un impegno concreto, annunciando la predisposizione di una comunicazione ufficiale a nome del Consiglio comunale da indirizzare alla dirigenza della Cogne Acciai Speciali, alle organizzazioni sindacali e alla Regione Valle d’Aosta. L’obiettivo è manifestare formalmente la preoccupazione dell’assemblea cittadina e sollecitare risposte capaci di offrire garanzie sul futuro dello stabilimento e sulla salvaguardia dell’occupazione.
L’iniziativa comunale si inserisce in una partita che richiede il coinvolgimento di più livelli istituzionali. Se alla Regione spetta un ruolo centrale nel confronto con la proprietà e nella gestione del tavolo di crisi, il Comune intende far sentire la propria voce, rappresentando le preoccupazioni della comunità direttamente interessata dalle possibili conseguenze della contrazione produttiva. La sfida sarà trasformare le manifestazioni di solidarietà in interventi efficaci, anche sul fronte degli strumenti di sostegno al reddito, qualora la situazione occupazionale dovesse richiederli.
L’amministrazione comunale ha confermato che continuerà a mantenere i contatti con la Regione per seguire gli sviluppi della vicenda. Foletto si è dichiarata soddisfatta della risposta ricevuta, apprezzando l’impegno assunto dal sindaco.
Resta ora da capire quali saranno le prospettive produttive per il 2027 e quali risposte arriveranno dalla proprietà. Per i lavoratori della Cogne e per le loro famiglie, la questione non si esaurisce nei numeri delle commesse o nelle strategie industriali: riguarda la sicurezza economica, la continuità occupazionale e il futuro di una realtà produttiva che riveste un ruolo strategico per Aosta e per l’intera Valle d’Aosta.