La sfida è trasformare il Quartiere Cogne senza rendere più complicata la vita quotidiana di chi lo abita. Più verde, percorsi pedonali, spazi d’incontro e meno automobili in superficie, ma anche la garanzia che un’ambulanza possa raggiungere un’abitazione, che una persona anziana non debba affrontare un percorso troppo lungo e che chi ha una disabilità possa muoversi senza ostacoli. È attorno a questo equilibrio che si è sviluppato in Consiglio comunale il confronto sulla riqualificazione di via Colonnello Alessi, con una mozione presentata da Furci, del Gruppo Misto, che ha riportato l’attenzione sulle ricadute concrete dell’intervento per i residenti.
A illustrare la posizione dell’amministrazione è stato Corrado Cometto, assessore ai Lavori pubblici dell’Union Valdôtaine, che ha ricondotto le criticità segnalate alla fase attuale dei lavori, distinguendo le limitazioni temporanee del cantiere dalla configurazione che la strada avrà una volta completata la riqualificazione. Un chiarimento importante, perché la discussione non riguarda soltanto l’organizzazione di un cantiere, ma il modello di spazio pubblico che il Comune intende realizzare in una parte del quartiere dove accessibilità, sosta e qualità urbana devono convivere.
Il punto più delicato riguarda i mezzi di soccorso. Nella situazione attuale, le ambulanze possono raggiungere un punto distante circa 40-50 metri dagli edifici. Una distanza che, in presenza di persone non autosufficienti o di emergenze sanitarie, solleva interrogativi comprensibili e richiede risposte precise. Cometto ha però contestato l’idea che questa condizione sia destinata a permanere anche dopo la conclusione dei lavori.
«Si confonde una limitazione provvisoria, dovuta alla presenza del cantiere, con una presunta limitazione permanente che il progetto non prevede», ha spiegato l’assessore, mettendo al centro della propria risposta la differenza tra le difficoltà attuali e l’assetto definitivo della strada. Secondo quanto illustrato in aula, una volta terminato l’intervento i mezzi di soccorso potranno tornare a raggiungere gli ingressi delle abitazioni, utilizzando lo spazio carrabile previsto per i veicoli autorizzati.
La precisazione di Cometto punta quindi a rassicurare i residenti su un aspetto essenziale: la trasformazione dello spazio pubblico non dovrà tradursi in una barriera per chi ha bisogno di assistenza. Resta tuttavia determinante il modo in cui queste indicazioni saranno tradotte nella gestione quotidiana della strada, dalla disciplina degli accessi alle modalità con cui verranno garantiti i passaggi per le persone con mobilità ridotta. È su questo terreno che la progettazione urbana incontra le esigenze sociali più immediate, perché una strada può essere più gradevole e ricca di verde soltanto se rimane concretamente fruibile da tutti.
La mozione di Furci chiedeva, proprio per approfondire queste questioni, un confronto pubblico con i residenti e un sopralluogo con il coinvolgimento dei tecnici comunali, della Polizia Locale, dei rappresentanti del soccorso e delle realtà che si occupano di disabilità. L’obiettivo era verificare sul posto le condizioni di accessibilità dei percorsi e individuare eventuali criticità prima che le scelte progettuali diventino definitive nella loro applicazione.
Nella sua risposta, Cometto ha richiamato i contatti già avuti con la Polizia Locale e ha spiegato che è allo studio una regolamentazione degli accessi. Tra le ipotesi indicate figurano una zona a traffico limitato oppure una soluzione equivalente, capace di disciplinare la circolazione senza impedire l’arrivo di chi deve raggiungere le abitazioni per necessità concrete. Il sistema dovrà tenere conto dei residenti, delle persone con disabilità e dei mezzi di soccorso, ma anche delle esigenze dell’assistenza domiciliare e del trasporto delle persone non autosufficienti.
La questione, dunque, non si esaurisce nella possibilità teorica di raggiungere gli edifici. Occorre stabilire chi potrà entrare, con quali modalità e in quali circostanze, evitando che una regolamentazione pensata per ridurre il traffico finisca per complicare gli spostamenti indispensabili. La presenza di anziani e persone che necessitano di assistenza rende infatti la gestione degli accessi una componente sostanziale del progetto, non un dettaglio da affrontare soltanto dopo l’apertura della strada.
La riqualificazione di via Colonnello Alessi si inserisce in una visione più ampia del Quartiere Cogne, dove il recupero degli spazi pubblici passa attraverso una diversa distribuzione delle funzioni. L’intenzione è ridurre il peso delle automobili in superficie e destinare una parte maggiore dello spazio a percorsi pedonali, aiuole, alberature e luoghi in cui fermarsi e incontrarsi. Una trasformazione che punta a migliorare la qualità urbana e a favorire la socialità, restituendo alla strada una funzione che non sia limitata al transito e alla sosta dei veicoli.
È una scelta che tocca direttamente la vita del quartiere. Gli spazi verdi e i percorsi pedonali possono rendere più piacevoli gli spostamenti quotidiani e offrire occasioni di incontro, ma la loro efficacia dipenderà dalla possibilità di utilizzarli senza ostacoli. Per questo la presenza del verde deve accompagnarsi a percorsi accessibili, collegamenti funzionali e soluzioni che consentano alle persone con difficoltà motorie di raggiungere gli ingressi e i servizi di cui hanno bisogno.
Sul versante della sosta, uno degli elementi centrali dell’intervento è la nuova autorimessa interrata prevista in via Liconi, con una capacità complessiva di 340 posti auto. Di questi, circa 170 saranno destinati ai residenti del Quartiere Cogne e delle zone limitrofe, con tariffe particolarmente agevolate, secondo quanto illustrato dall’assessore.
Il parcheggio sotterraneo rappresenta il principale elemento di raccordo tra la riorganizzazione della superficie e le necessità degli automobilisti. Spostare una parte consistente delle auto sotto terra dovrebbe consentire di liberare spazio per la vegetazione e per una maggiore continuità dei percorsi pedonali, riducendo la pressione della sosta nelle aree esterne. La disponibilità dei posti destinati ai residenti e le condizioni economiche per accedervi saranno però aspetti importanti per comprendere quanto questa soluzione potrà rispondere alle abitudini e alle esigenze di chi vive nel quartiere.
Cometto ha difeso con decisione l’impostazione dell’intervento, respingendo la lettura secondo cui la riqualificazione finirebbe per penalizzare gli abitanti. «Non stiamo penalizzando il quartiere, ma investendo risorse per renderlo più bello, più ordinato, più accessibile e più vivibile», ha affermato l’assessore. Una dichiarazione che riassume la linea dell’amministrazione: la riduzione della presenza delle auto in superficie non viene presentata come una sottrazione di servizi, ma come un cambiamento nella distribuzione dello spazio, sostenuto anche dalla realizzazione dell’autorimessa.
Il confronto in aula mette tuttavia in evidenza due piani che dovranno procedere insieme. Da una parte c’è l’obiettivo urbanistico di rendere il Quartiere Cogne più verde, ordinato e vivibile; dall’altra c’è la necessità di assicurare che questa trasformazione non produca difficoltà per le fasce più fragili della popolazione. La distinzione tra le limitazioni temporanee del cantiere e l’assetto definitivo, sottolineata da Cometto, è centrale per comprendere il progetto. Altrettanto importante sarà verificare come le garanzie illustrate dall’assessore verranno tradotte nelle regole di accesso e nella concreta organizzazione dei percorsi.
Il futuro di via Colonnello Alessi si giocherà, in definitiva, sulla capacità di conciliare la qualità dello spazio pubblico con il diritto alla mobilità. Il verde e la pedonalizzazione possono diventare strumenti di miglioramento della vita collettiva, mentre l’autorimessa può contribuire a ridurre la pressione della sosta in superficie. Ma il risultato dovrà misurarsi anche con la possibilità, per un anziano, una persona con disabilità o una famiglia che necessita di assistenza domiciliare, di continuare a vivere il quartiere senza ostacoli aggiuntivi. È questa la verifica concreta che accompagnerà la riqualificazione: non soltanto cambiare l’aspetto della strada, ma fare in modo che il nuovo assetto sia accessibile, funzionale e rispondente alle esigenze di chi abita il Quartiere Cogne ogni giorno.