CRONACA - 27 ottobre 2026, 15:59

Soccorso alpino militare, 20 nuovi specialisti formati al Centro Addestramento Alpino

Consegnati i diplomi a 16 Operatori e 4 Tecnici di Soccorso Alpino Militare al termine di un percorso di alta specializzazione. Le Truppe Alpine rafforzano le capacità d'intervento in valanga, su pareti e ghiacciai e nelle operazioni con il verricello. Al centro anche le prospettive di impiego a supporto della protezione civile e lo sviluppo di competenze per l'ambiente artico

ph Centro Addestramento Alpino

Operare in montagna richiede preparazione, esperienza e capacità di affrontare situazioni nelle quali le condizioni ambientali possono cambiare rapidamente. È su queste competenze che si concentra l'attività formativa del Centro Addestramento Alpino di Aosta, dove si è concluso il percorso che ha portato alla qualificazione di 20 nuovi specialisti del soccorso alpino militare: 16 Operatori di Soccorso Alpino Militare (OSAM) e 4 Tecnici di Soccorso Alpino Militare (TESAM). Un risultato che rafforza le capacità delle Truppe Alpine dell'Esercito e conferma l'importanza dell'addestramento specialistico per chi è chiamato a intervenire in ambienti montani particolarmente impegnativi.

La formazione non riguarda soltanto la sicurezza dei militari durante le attività addestrative e operative. Le squadre di soccorso possono infatti essere impiegate, su richiesta, anche a supporto del sistema di protezione civile, mettendo a disposizione competenze specifiche nella ricerca e nel recupero di persone in difficoltà. Un patrimonio professionale che assume un significato particolare nei territori alpini, dove la conformazione del terreno, la presenza di neve e ghiaccio e le difficoltà di accesso possono rendere complessi gli interventi di emergenza.

Il percorso per diventare Operatore di Soccorso Alpino Militare è riservato a personale che possiede già qualifiche di base avanzate, come quelle di Capocordata e di Sciatore Militare Scelto. Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e militari di Truppa vengono preparati ad affrontare diversi scenari, dalla ricerca dei travolti in valanga alle manovre di autosoccorso in cordata, fino alle operazioni organizzate su pareti rocciose e ghiacciai.

Una parte fondamentale dell'addestramento riguarda l'impiego dei dispositivi ARTVA, pala e sonda, indispensabili per la ricerca delle persone sepolte dalla neve. A queste tecniche si aggiungono la ricerca di superficie, le procedure di primo soccorso e l'abilitazione BLS-D per la gestione delle emergenze sanitarie. L'obiettivo è formare operatori capaci di intervenire con tempestività, ma anche di operare in sicurezza e in coordinamento con gli altri componenti della squadra.

Ancora più articolato è il percorso riservato ai 4 Tecnici di Soccorso Alpino Militare, destinati a ricoprire ruoli di responsabilità nella conduzione delle squadre. Per accedere al corso è necessario possedere qualifiche specifiche come istruttore in campo alpinistico e sciistico, Esperto Militare Neve e Valanghe (EMNV) e Operatore di Soccorso Alpino Militare abilitato all'uso del verricello.

I tecnici vengono preparati a valutare il pericolo valanghe sul terreno, pianificare le ricerche e dirigere gli interventi in scenari complessi. Le esercitazioni comprendono simulazioni di soccorso su pareti e ghiacciai, il coordinamento degli specialisti impegnati nelle operazioni e le manovre di recupero e rilascio con il verricello. Una formazione che punta a sviluppare non soltanto capacità tecniche individuali, ma anche competenze di comando, valutazione del rischio e gestione complessiva dell'intervento.

A seguire le attività sono stati il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, e il Comandante del Centro Addestramento Alpino, Generale di Brigata Carlo Di Somma, che hanno incontrato i frequentatori di entrambi i corsi. Nel corso della visita sono state affrontate anche le prospettive di sviluppo delle capacità operative delle Truppe Alpine, con particolare attenzione ai nuovi progetti dedicati all'ambiente artico.

Si tratta di uno scenario che apre ulteriori prospettive per le competenze maturate nei territori di montagna. Le capacità di muoversi su terreni impervi, affrontare condizioni meteorologiche estreme e operare in presenza di neve e ghiaccio costituiscono infatti un patrimonio tecnico che può essere adattato a contesti geografici differenti. La formazione guarda quindi non soltanto alle esigenze immediate dei reparti, ma anche alla necessità di preparare personale in grado di affrontare scenari operativi sempre più diversificati.

I partecipanti, provenienti da tutto il territorio nazionale, hanno seguito un programma finalizzato a creare squadre autosufficienti e impiegabili in ambienti montani complessi, nelle aree urbanizzate e nelle attività di combat rescue, il soccorso in contesti operativi caratterizzati da rischi elevati. La capacità di intervenire, recuperare persone e coordinare le operazioni rappresenta un elemento essenziale di questa preparazione.

Per la Valle d'Aosta, territorio nel quale la montagna costituisce un elemento centrale della vita quotidiana, dell'economia turistica e dell'organizzazione dei soccorsi, la presenza di un centro di formazione specializzato come quello di Aosta richiama anche il valore delle competenze maturate attraverso l'esperienza alpina. La preparazione militare e quella necessaria per affrontare le emergenze in alta quota rispondono a esigenze differenti, ma condividono la necessità di conoscenze approfondite del terreno, capacità di valutazione del rischio e addestramento continuo.

La conclusione dei corsi mette dunque in evidenza una dimensione che va oltre la formazione di nuovi specialisti per l'Esercito. Rafforzare le capacità di intervento in montagna significa investire in professionalità che, nell'ambito delle rispettive competenze e attraverso le necessarie forme di coordinamento, possono contribuire alla gestione di situazioni complesse. In un territorio alpino come quello valdostano, dove la sicurezza richiede preparazione e collaborazione tra istituzioni, la valorizzazione delle conoscenze tecniche rappresenta una risorsa strategica per affrontare le sfide del presente e quelle che attendono le comunità di montagna.

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