VIABILITÀ E MOBILITÀ - 26 ottobre 2026, 11:53

Neve e ghiaccio sul Piccolo San Bernardo, il colle resta chiuso fino al 28 ottobre

Le persistenti precipitazioni e gli accumuli di neve compatta e ghiaccio lungo la statale 26 e sul versante francese impongono il prolungamento della chiusura. Gli operatori sono al lavoro con turbine fresaneve e interventi di salatura per ripristinare le condizioni di sicurezza lungo il collegamento internazionale

ph. repertorio

La montagna detta i suoi tempi e, sul Colle del Piccolo San Bernardo, le condizioni meteorologiche continuano a condizionare la viabilità transfrontaliera. Le precipitazioni persistenti e la presenza di importanti accumuli di neve compatta e ghiaccio rendono infatti necessario prolungare la chiusura del valico, uno dei collegamenti stradali tra la Valle d'Aosta e la Francia.

La chiusura al traffico della statale 26 della Valle d'Aosta è stata prorogata fino a mercoledì 28 ottobre, per consentire agli operatori di proseguire le operazioni di sgombero della neve e di messa in sicurezza della carreggiata. Gli interventi interessano il tratto in quota della strada e il suo proseguimento sul versante francese, dove le condizioni del fondo stradale richiedono ancora particolare attenzione.

Sul posto si lavora con turbine fresaneve, indispensabili per rimuovere gli accumuli più consistenti, e con interventi di salatura del piano viabile, necessari per contrastare la formazione di ghiaccio e migliorare l'aderenza. Si tratta di operazioni che richiedono tempo e condizioni adeguate per garantire risultati efficaci, soprattutto in un ambiente montano dove le temperature e le precipitazioni possono cambiare rapidamente.

La riapertura del colle non avverrà dunque automaticamente alla scadenza indicata, ma soltanto quando saranno ripristinate condizioni di piena sicurezza per gli utenti. La priorità resta quella di assicurare un transito sicuro lungo un itinerario internazionale che, soprattutto durante la stagione turistica, rappresenta un collegamento importante tra i due versanti delle Alpi.

La proroga richiama anche l'attenzione sulle difficoltà che i fenomeni meteorologici possono creare alla mobilità nelle aree montane. La chiusura di un valico non riguarda soltanto chi percorre la strada per ragioni personali o turistiche, ma può incidere anche sugli spostamenti, sulle attività economiche e sui flussi di visitatori tra Valle d'Aosta e Francia.

Per una regione alpina, la continuità dei collegamenti transfrontalieri costituisce infatti una questione che va oltre la semplice gestione della viabilità: coinvolge il turismo, i rapporti economici e la possibilità di mantenere accessibili i territori anche nei periodi più difficili dell'anno. In questo contesto, la sicurezza deve necessariamente prevalere sulla rapidità della riapertura, mentre la capacità di coordinare gli interventi sui due versanti resta essenziale per limitare i disagi e ripristinare quanto prima la circolazione.

pi.mi.