Un aiuto per ritrovare la propria immagine, ricostruire la fiducia in sé stesse e affrontare con maggiore serenità il percorso successivo a un tumore. All’ospedale regionale Umberto Parini di Aosta, la Breast Unit della Chirurgia toracica potenzia il servizio di dermopigmentazione medicale grazie a un nuovo apparecchio di ultima generazione donato dall’Associazione Barbara & Co. Una tecnologia che amplia le possibilità di intervento a disposizione delle pazienti e conferma l’importanza di una presa in carico che non si esaurisce nelle terapie e negli interventi chirurgici, ma considera anche il benessere psicologico e il rapporto con il proprio corpo.
L'infermiera Romina De Gattis utilizza il dermopigmentatore per tatuare le sopracciglia
La dermopigmentazione è una componente sempre più significativa del percorso di recupero dopo una malattia oncologica, soprattutto per le donne che hanno affrontato una mastectomia e una successiva ricostruzione mammaria. Attraverso tecniche di pigmentazione tridimensionale è possibile ricreare visivamente il complesso areola-capezzolo, completando il percorso ricostruttivo. Il trattamento può inoltre contribuire a migliorare l’aspetto delle sopracciglia e a correggere gli esiti cicatriziali, aiutando le pazienti a ritrovare una maggiore armonia con la propria immagine.
«La ricostruzione dell’areola-capezzolo rappresenta spesso l’ultimo passaggio di un percorso chirurgico e terapeutico molto impegnativo. Non è semplicemente un dettaglio estetico: per molte donne significa potersi guardare nuovamente allo specchio e riconoscersi», spiega Carlo Droz Blanc, direttore della Chirurgia toracica. Il nuovo dispositivo, sottolinea, permette di valorizzare un’attività costruita negli anni attraverso la formazione e la specializzazione del personale sanitario, offrendo uno strumento più evoluto per accompagnare le pazienti anche nella fase conclusiva della ricostruzione.
Parte dell'équipe di Chirurgia toracica, la Direttrice dell'Ospedale e la Direttrice delle Professioni sanitarie con alcuni donatori del dermopigmentatore
La donazione rinnova così una collaborazione tra associazionismo e sanità pubblica che traduce la solidarietà in un’opportunità concreta di cura. «Donare un dermopigmentatore all’avanguardia significa contribuire a una cura che non si limita alle terapie, ma si prende carico anche della dimensione emotiva della persona», afferma Barbara Biasia, presidente dell’Associazione Barbara & Co. La dermopigmentazione, aggiunge, può aiutare a recuperare fiducia e sicurezza attraverso interventi che, pur sembrando piccoli, assumono un significato importante nella vita di chi affronta la malattia. Biasia ringrazia i donatori e l’azienda produttrice per aver sostenuto il progetto e aver contribuito a trasformare un bisogno reale in una risposta concreta.
Il valore dell’iniziativa emerge anche dai risultati dell’attività ambulatoriale. Nel corso del 2025 sono state effettuate complessivamente 115 sedute, distribuite su 40 giornate: 27 dedicate alla ricostruzione del complesso areola-capezzolo, 67 alla pigmentazione delle sopracciglia e 21 al trattamento delle cicatrici. Numeri che documentano una domanda diversificata e confermano il ruolo del servizio nella presa in carico globale delle pazienti, anche dopo la conclusione delle principali terapie oncologiche.
Il nuovo dermopigmentatore per tatuaggi sanitari
A utilizzare la nuova apparecchiatura saranno le infermiere Romina De Gattis e Samanta Maio, che avevano già completato un percorso universitario di formazione in micropigmentazione sanitaria e hanno recentemente seguito un ulteriore corso specifico per approfondire le tecniche e le funzionalità del dispositivo. «La dermopigmentazione, in particolare la ricostruzione dell’areola e del capezzolo dopo l’intervento, è una tappa importante nel percorso di cura di molte donne», sottolinea Sara Dematteis, infermiera con funzione organizzativa della Chirurgia toracica. La nuova tecnologia, aggiunge, consentirà di proseguire l’attività con strumenti moderni e sicuri, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità delle prestazioni e sull’accompagnamento delle pazienti.
Anche l’assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi, evidenzia la dimensione umana dell’intervento: «La dermopigmentazione non cancella la malattia, ma è un autentico percorso di supporto psicofisico e di cura, che sostiene l’identità e la dignità della paziente». Un aspetto che richiama una concezione dell’assistenza nella quale la qualità delle cure si misura non soltanto attraverso gli esiti clinici, ma anche nella capacità di rispondere ai bisogni personali e sociali che accompagnano la malattia.
L’ambulatorio di dermopigmentazione si trova al terzo piano del corpo B dell’ospedale Parini. Le prestazioni sono eseguite in ambito sanitario da personale specificamente formato e inserite nei percorsi assistenziali aziendali. In particolare, la pigmentazione del complesso areola-capezzolo rientra nei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Il servizio punta inoltre ad ampliare progressivamente le proprie possibilità di intervento, anche attraverso la collaborazione con altre specialità, per rispondere alle esigenze di pazienti con differenti esiti chirurgici o dermatologici.
Per le donne che affrontano o hanno affrontato un tumore, il nuovo apparecchio rappresenta quindi un’opportunità in più: un trattamento specialistico che affianca le cure tradizionali e riconosce il valore del recupero dell’immagine corporea. La donazione di Barbara & Co contribuisce a rafforzare un servizio già operativo, mettendo a disposizione dell’équipe una tecnologia aggiornata e offrendo alle pazienti un ulteriore strumento per ritrovare benessere e sicurezza.
Per informazioni e prenotazioni, le sedute si svolgono generalmente il giovedì, su appuntamento e con impegnativa medica. È possibile contattare l’ambulatorio al numero 0165 543310, dal lunedì al venerdì, oppure scrivere agli indirizzi e-mail cdayne@ausl.vda.it e sdematteis@ausl.vda.it.