Aosta Capitale - 23 ottobre 2026, 16:09

Enfanthéâtre riparte da famiglie, identità valdostana e accessibilità: Lazzarotto rilancia il teatro per i più piccoli

Tredici appuntamenti al Teatro Giacosa di Aosta dal 31 ottobre 2026 al 3 aprile 2027, nuovi orari per i bambini dai tre anni, abbonamenti per rendere gli spettacoli più accessibili e un’attenzione particolare alle lingue del territorio. L’assessora alla Cultura e al Turismo Cecilia Lazzarotto (PD) punta su partecipazione, tradizioni francoprovenzali e francesi e collaborazione con le realtà locali. Accanto alla rassegna per le famiglie, spazio anche al percorso per le scuole, con spettacoli dedicati alla memoria, ai diritti e alla storia

Il teatro come occasione di crescita, ma anche come strumento per trasmettere una cultura, rafforzare il legame con il territorio e avvicinare le nuove generazioni alle lingue che fanno parte dell’identità valdostana. È questa la direzione della nuova stagione di Enfanthéâtre, la rassegna che dal 31 ottobre tornerà al Teatro Giacosa di Aosta con 13 appuntamenti destinati ai bambini e alle famiglie, fino al 3 aprile 2027. Un programma che non si limita a mettere in cartellone spettacoli per i più piccoli, ma prova a rispondere a esigenze concrete delle famiglie e a dare alla cultura una dimensione accessibile, educativa e profondamente legata alla comunità.

A sottolineare il significato della nuova edizione è soprattutto l’assessora alla Cultura e al Turismo Cecilia Lazzarotto, che rivendica una programmazione costruita anche attraverso l’ascolto del pubblico. «La nuova stagione di Enfanthéâtre nasce dalla volontà di ascoltare le famiglie e di rispondere alle esigenze emerse nella scorsa edizione», spiega, indicando nella distribuzione degli appuntamenti e nella revisione degli orari due delle principali novità. L’obiettivo è rendere il teatro un’esperienza più semplice da vivere per genitori e bambini, senza rinunciare alla qualità dell’offerta culturale.

La prima modifica riguarda gli spettacoli destinati ai bambini dai 3 anni: dal nuovo calendario inizieranno alle 16, anziché alle 15 degli anni precedenti, così da rispettare maggiormente i ritmi dei più piccoli e il loro riposo pomeridiano. La seconda novità interessa direttamente il costo della partecipazione. Per gli 11 spettacoli a pagamento sarà possibile acquistare un abbonamento da 50 euro per gli adulti e 30 euro per i ragazzi, una formula che punta a favorire la presenza delle famiglie durante l’intera stagione, anziché limitare la partecipazione a singoli appuntamenti.

Il tema economico non è secondario. In un periodo in cui il costo delle attività extrascolastiche può incidere sui bilanci familiari, mantenere prezzi contenuti e introdurre formule cumulative significa provare a ridurre una barriera concreta all’accesso culturale. Il biglietto per i singoli spettacoli costerà 5 euro per gli adulti e 3 euro per i ragazzi fino a 14 anni. L’ingresso sarà gratuito per le persone con disabilità, mentre l’accompagnatore potrà usufruire della tariffa ridotta di 3 euro. Due appuntamenti, «Charaban Petchou» e «3 Sagome», saranno inoltre gratuiti.

Ma la partita che l’assessorato intende giocare non riguarda soltanto l’organizzazione e i prezzi. Nelle parole di Lazzarotto emerge una precisa attenzione alla dimensione culturale e linguistica della Valle d’Aosta. «Abbiamo voluto rafforzare la collaborazione con le realtà del territorio, valorizzando le lingue e le tradizioni della nostra comunità», afferma l’assessora, richiamando la presenza dello Charaban e il ritorno di uno spettacolo in francese. «Sono occasioni importanti per avvicinare i bambini alla cultura francoprovenzale e francese».

È un passaggio che va oltre il cartellone teatrale. In una regione autonoma in cui il francese e il francoprovenzale rappresentano componenti importanti del patrimonio storico e culturale, avvicinare i bambini a queste lingue attraverso il teatro significa offrire loro un’esperienza diretta, lontana da un apprendimento esclusivamente scolastico. La cultura, in questa prospettiva, non è soltanto intrattenimento: diventa uno strumento per mantenere vivo un patrimonio e trasmetterlo alle nuove generazioni. «Vogliamo che Enfanthéâtre continui a essere uno spazio in cui i più piccoli possano conoscere il teatro, sperimentare nuovi linguaggi e vivere la cultura come un’esperienza condivisa», conclude Lazzarotto.

Il calendario si aprirà sabato 31 ottobre, alle 15, con «Apprendisti narratori», spettacolo rivolto ai bambini dai 6 anni. Il 14 novembre, alle 16, sarà la volta di «Storia di carta e di fango», destinato ai bambini dai 3 anni. Il 28 novembre arriverà «Charaban Petchou», appuntamento gratuito in patois che riporta al centro la lingua francoprovenzale e il legame con le tradizioni locali.

A dicembre sono previsti «Sapore di sale, odissea di una sardina», il 5 dicembre alle 16, per i bambini dai 3 anni, e «L’unicorno che non c’era», il 19 dicembre alle 15, per quelli dai 5 anni. Nel nuovo anno la rassegna riprenderà il 9 gennaio con «Peli. Storia dell’orso che non lo era», rivolto ai bambini dai 5 anni.

Tra gli appuntamenti più significativi figura «3 Sagome», in programma il 20 gennaio alle 15. L’iniziativa, gratuita e organizzata in collaborazione con il Convitto regionale F. Chabod di Aosta, introduce una proposta particolare per il mercoledì pomeriggio: non soltanto assistere a una rappresentazione, ma sperimentare direttamente l’esperienza teatrale. È un modo per avvicinare i bambini alla scena attraverso la partecipazione, favorendo curiosità, creatività e capacità espressive.

La stagione proseguirà il 23 gennaio con «Down», per bambini dagli 8 anni; il 6 febbraio con «Cenerentola», dai 7 anni; il 20 febbraio con «T-Rex – Gli amici non si mangiano», dai 3 anni; il 6 marzo con «Moun», dai 5 anni; e il 13 marzo con «Il paese dove non si muore mai», adatto a partire dai 6 anni. La chiusura, il 3 aprile, sarà affidata a «Petit Chaperon Rouge et le loup solitaire», spettacolo in lingua francese destinato ai bambini dai 7 anni.

Nel corso della stagione sono previsti anche laboratori, a partire da quelli in patois, mentre altre proposte sono ancora in fase di definizione. Le sinossi e le prenotazioni saranno disponibili sul sito www.enfantheatre.it, che verrà aggiornato dalla settimana successiva alla presentazione del programma.

Accanto alla rassegna per le famiglie, torna anche Fanthéâtre, il percorso rivolto alle scuole, con una programmazione che affronta temi sociali, storici e civili. Si comincerà il 17 e 18 novembre con «Quelle ragazze ribelli – Storie di coraggio», dedicato a donne e ragazze che, attraverso il proprio impegno artistico, sociale e culturale, hanno contribuito a cambiare la storia e ad aprire nuove strade. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Donne contro la Violenza: dopo la rappresentazione delle 9, le classi che si fermeranno potranno partecipare a un dibattito curato dal Centro, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

Il programma scolastico proseguirà il 21 dicembre con «L’Europa non cade dal cielo», dedicato alla storia dell’Europa e dell’Unione europea; il 19 gennaio con «Le bambine di Terezin», che restituisce le storie vissute nel campo di concentramento; e il 31 marzo con «Tina Merlin. La donna del Vajont», dedicato alla giornalista che denunciò i rischi legati alla diga del Vajont. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti e si svolgeranno al Teatro Giacosa, con rappresentazioni mattutine alle 9 e alle 11. Le scuole potranno prenotare scrivendo a enfantheatre@comune.aosta.it.

Completa il progetto il Premio Foire de Saint-Ours «Enfanthéâtre», promosso dalla Città di Aosta in collaborazione con l’Assessorato regionale allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile. Il riconoscimento viene assegnato nell’ambito della Fiera di Sant’Orso allo spettacolo più apprezzato dai giovani spettatori e consente alla compagnia vincitrice di tornare nella stagione successiva. Un collegamento tra teatro, artigianato e tradizione che inserisce la rassegna in un contesto più ampio di valorizzazione culturale della Valle d’Aosta.

La nuova stagione di Enfanthéâtre mette dunque insieme accessibilità economica, attenzione alle esigenze delle famiglie, educazione e tutela del patrimonio linguistico. Per Cecilia Lazzarotto (nella foto) la sfida è fare in modo che il teatro non resti un’esperienza occasionale, riservata a chi ha già familiarità con la cultura, ma diventi una possibilità concreta per un numero crescente di bambini. La presenza del francese e del patois, le collaborazioni con le istituzioni scolastiche e le realtà del territorio e l’apertura a temi come la violenza contro le donne, la memoria della Shoah e la responsabilità dell’informazione mostrano inoltre come la programmazione possa parlare anche alla comunità adulta.

In una regione che fonda una parte importante della propria specificità sull’autonomia e sulla pluralità linguistica, investire nella formazione culturale delle nuove generazioni significa contribuire alla continuità di quell’identità. Il valore della rassegna si misurerà quindi non soltanto nel numero di spettatori o nella partecipazione ai singoli spettacoli, ma nella capacità di lasciare qualcosa: la curiosità di tornare a teatro, la scoperta di una lingua, la comprensione di una storia, il riconoscimento di un patrimonio comune. È su questo terreno che l’iniziativa culturale affidata all’assessorato di Lazzarotto può diventare un investimento sociale di lungo periodo, capace di avvicinare le famiglie alla cultura e di rafforzare, attraverso i più piccoli, il legame tra comunità e territorio.

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