Si avvia alla conclusione la mostra “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, allestita presso le sale degli Alloggiamenti del Museo delle Alpi all'interno del Forte di Bard.
L'esposizione, inaugurata lo scorso 29 maggio, chiuderà ufficialmente i battenti domenica 1° novembre 2026 dopo aver superato la soglia dei 40.000 visitatori.
L'iniziativa si inserisce nel quadro del progetto transfrontaliero DAHU (Développement et Adaptation des occupations HUmaines en montagne), che vede la cooperazione tra la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Comune di Issime, l’Associazione Forte di Bard, il Dipartimento dell'Alta Savoia e la Comunità dei Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc.
L'obiettivo del programma è studiare l'evoluzione delle comunità umane, del clima e del paesaggio alpino tra Italia e Francia attraverso testimonianze materiali e immateriali.
Curata da Aldo Audisio, la mostra propone un percorso integrato tra storia dell'arte, archeologia e analisi scientifica del territorio.
In esposizione figurano oltre 70 opere realizzate tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo, tra cui acquerelli di William Turner e Giuseppe Pietro Bagetti, affiancati da grandi oli su tela a firma di artisti quali Angelo Abrate, Cesare Maggi, Mario Reviglione, Giovanni Giani, Italo Mus e Giuseppe Camino.
L'esposizione resta visitabile negli orari di apertura del polo museale fino a domenica 1° novembre.
"La mostra – commenta il curatore Aldo Audisio – analizza il cambiamento del territorio, con un focus specifico sulla Valle d’Aosta e la valle di Chamonix, attraverso la pluralità di sguardi di artisti, scienziati e alpinisti che ne hanno documentato le trasformazioni. Il progetto è nato da un’ampia ricerca iconografica che ha spaziato su un preciso arco temporale che ha portato all’individuazione di oltre 400 opere appartenenti a Istituzioni pubbliche e a privati collezionisti; un lavoro condotto da una equipe di ricercatori che diverrà base per ulteriori studi.