CRONACA - 22 ottobre 2026, 19:55

Due nuovi Maestri del Lavoro valdostani al Quirinale: Mattarella richiama il valore della dignità e della professionalità

Luigi Concio e Alessandro Rossi hanno partecipato alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, svoltasi il 22 ottobre alla presenza del presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato ha sottolineato il ruolo del lavoro nella costruzione della comunità e della democrazia, richiamando anche le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalle trasformazioni tecnologiche

Il lavoro non è soltanto un’attività professionale o una fonte di reddito, ma un percorso nel quale si costruiscono competenze, responsabilità e legami con la comunità. È questo il significato che accompagna il riconoscimento dei nuovi Maestri del Lavoro valdostani Luigi Concio e Alessandro Rossi, protagonisti della cerimonia nazionale svoltasi giovedì 22 ottobre 2026 al Palazzo del Quirinale, a Roma.

I due neo insigniti hanno preso parte all’appuntamento insieme agli altri 18 lavoratori provenienti dalle diverse regioni italiane, per un totale di 20 nuovi Maestri del Lavoro. La delegazione della Valle d’Aosta è stata guidata dal console regionale dei Maestri del Lavoro, Ezio Togniettaz, che ha accompagnato i rappresentanti valdostani in una giornata dedicata al riconoscimento della professionalità e dell’impegno maturati nel corso della vita lavorativa.

Alla cerimonia erano presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, e il presidente della Federazione nazionale Maestri del Lavoro, Andrea Peressutti. Un appuntamento istituzionale che, al di là della consegna delle onorificenze, offre l’occasione per riflettere sul posto che il lavoro occupa nella società contemporanea, tra cambiamenti economici, innovazione tecnologica e necessità di tutelare la dignità delle persone.

Nel suo intervento, Mattarella ha rivolto agli insigniti parole che restituiscono il senso più profondo del riconoscimento: «Così coronano un impegno lavorativo lungo una vita, impegno che è stato apprezzato per competenza, dedizione, intelligenza e passione». Il presidente ha poi ricordato come il lavoro rappresenti un elemento essenziale non soltanto per la realizzazione individuale, ma anche per la costruzione dell’identità collettiva. «Il lavoro, come ha ricordato il Presidente Peressutti, esprime, per ciascuno, identità personale e, al tempo stesso, quella di una comunità specifica e ampia», ha affermato.

Parole che assumono un significato particolare anche per una realtà come la Valle d’Aosta, dove il lavoro si intreccia con la dimensione territoriale, il tessuto delle imprese, le attività artigianali e industriali, i servizi e le professioni che contribuiscono alla tenuta economica e sociale della comunità. Il riconoscimento dei Maestri del Lavoro richiama infatti il valore dell’esperienza accumulata nel tempo e delle competenze che possono essere trasmesse alle nuove generazioni, in un contesto nel quale il ricambio professionale e la formazione rappresentano questioni decisive.

Il Capo dello Stato ha insistito soprattutto sulla centralità della persona, indicando nel lavoro un luogo fondamentale per l’espressione del talento e della professionalità. «Il lavoro: luogo simbolo della dignità della persona, dove ognuno afferma il proprio talento, la propria professionalità, dove nessuno può essere asservito e dove ciascuno, con la propria capacità, contribuisce al bene comune, a quello della propria famiglia e della propria comunità», ha dichiarato.

Il richiamo non riguarda soltanto il riconoscimento dei meriti individuali. Tocca anche questioni economiche e sociali di grande attualità: la qualità dell’occupazione, il valore delle competenze, la dignità delle retribuzioni e la necessità di evitare che la competitività venga perseguita esclusivamente attraverso la riduzione del costo del lavoro. Nel suo discorso, Mattarella ha sottolineato che il progresso economico deve rimanere legato alla crescita della persona e al benessere della collettività, senza perdere di vista il ruolo dei lavoratori nella produzione di valore.

Un passaggio centrale ha riguardato le trasformazioni tecnologiche e l’intelligenza artificiale, destinate a incidere sempre più profondamente sull’organizzazione delle attività produttive e sulle professioni. Il presidente ha invitato a non considerare l’innovazione come una minaccia da respingere, ma a governarla con responsabilità, affinché i suoi benefici siano messi al servizio della società. «Le tecnologie sempre più complesse, fino alle ultime generazioni dell’intelligenza artificiale, vanno rese alleate del benessere e della civiltà umana», ha affermato, precisando che «la condizione irrinunciabile è che il governo delle trasformazioni, la responsabilità delle scelte strategiche, le regole del loro impatto sociale siano sempre nelle mani delle donne e degli uomini, delle loro comunità».

È un tema che investe direttamente il futuro del lavoro: dall’evoluzione delle mansioni alla formazione professionale, dalla sicurezza negli ambienti produttivi alla capacità di garantire opportunità concrete ai giovani. In questo scenario, l’esperienza dei lavoratori che hanno maturato una lunga carriera può diventare una risorsa per accompagnare il cambiamento, mettendo a disposizione conoscenze pratiche, cultura professionale e senso di responsabilità.

Non a caso, Mattarella ha attribuito un valore particolare all’attività della Federazione nazionale dei Maestri del Lavoro, soprattutto per il suo impegno formativo rivolto ai giovani e alle scuole. Il presidente ha definito questa testimonianza un contributo alla costruzione del futuro, sottolineando che la memoria professionale non deve rimanere confinata al passato, ma può diventare uno strumento per preparare le nuove generazioni alle sfide che le attendono.

La cerimonia del Quirinale assume così un significato che va oltre la consegna di una decorazione. Per Luigi Concio e Alessandro Rossi, la Stella al Merito del Lavoro rappresenta un riconoscimento personale; per la Valle d’Aosta, la loro partecipazione costituisce anche un’occasione per valorizzare il patrimonio di competenze e di esperienza presente nel territorio. Per il Paese, invece, il messaggio di Mattarella richiama una questione più ampia: come mantenere il lavoro al centro della vita democratica mentre cambiano l’economia, le tecnologie e i rapporti sociali.

Il presidente della Repubblica lo ha espresso con una frase che racchiude il senso civile dell’onorificenza: «Il lavoro è veicolo di democrazia, contribuisce alla qualità della coesione di una società civile». È in questa prospettiva che il riconoscimento dei Maestri del Lavoro acquista il suo valore più duraturo. Non celebra soltanto ciò che è stato realizzato durante una carriera, ma richiama l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni una cultura professionale fondata sulla competenza, sulla dignità e sulla responsabilità. In una fase in cui l’innovazione può ridisegnare profondamente il mondo produttivo, la sfida è fare in modo che il progresso non allontani le persone dal lavoro, ma contribuisca a renderlo più qualificato, sicuro e capace di generare benessere condiviso.

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