Tinta permanente, tono su tono, tonalizzante, colore diretto, crema colorante: nomi diversi che spesso vengono usati come se indicassero la stessa cosa, anche se il risultato e la durata possono essere molto differenti.
È uno dei motivi per cui scegliere una tinta soltanto guardando la fotografia sulla confezione può portare a risultati lontani da quelli immaginati. Prima ancora della tonalità desiderata bisogna capire che tipo di colorazione serve, qual è il colore di partenza e se i capelli sono naturali, già tinti, schiariti oppure presentano una percentuale importante di capelli bianchi.
Una persona che vuole ravvivare per qualche settimana un castano, per esempio, parte da un’esigenza completamente diversa da chi deve coprire una ricrescita bianca o modificare stabilmente la propria base.
Indice
- Quali tipi di tinta per capelli esistono
- Come funziona una colorazione permanente
- Quando scegliere un tono su tono
- A cosa servono tonalizzanti e colori temporanei
- Come scegliere il colore partendo dai propri capelli
- Capelli bianchi e scelta della colorazione
- Tinta con ammoniaca o senza ammoniaca
- Le colorazioni professionali
- Gli errori più comuni quando si sceglie una tinta
- FAQ sulle tinte per capelli
Quali tipi di tinta per capelli esistono
La prima distinzione utile non riguarda il biondo, il castano o il rosso, ma la durata della colorazione. Anche la Commissione europea distingue i prodotti per la colorazione in categorie differenti in base alla loro resistenza nel tempo. Nella pagina della Commissione europea dedicata ai prodotti per la colorazione dei capelli vengono indicate colorazioni temporanee, semipermanenti e permanenti.
Non è soltanto una differenza di durata. Cambia il modo in cui il pigmento interagisce con il capello e, di conseguenza, cambia anche ciò che è realisticamente possibile ottenere.
Una colorazione che si deposita prevalentemente sulla parte esterna del capello può modificare o ravvivare il riflesso, ma non ha necessariamente la stessa capacità di una tinta ossidativa di modificare stabilmente il colore di base.
Come funziona una colorazione permanente
La tinta permanente è quella a cui si pensa più spesso quando si parla semplicemente di “fare il colore”.
Nelle colorazioni ossidative il prodotto colorante viene utilizzato insieme a un ossidante. La reazione consente di sviluppare i pigmenti all’interno della fibra e di ottenere un colore resistente ai normali lavaggi.
È la soluzione utilizzata quando si desidera una modifica più stabile, quando è necessario lavorare sulla ricrescita o quando l’obiettivo comprende la copertura dei capelli bianchi.
“Permanente”, però, non significa che il colore rimarrà identico per sempre. Con i lavaggi, il sole, gli strumenti a caldo e il naturale trascorrere delle settimane il riflesso può perdere intensità. Inoltre il capello continua a crescere, rendendo visibile la base naturale alla radice.
La vera differenza è che una tinta permanente non è progettata per scomparire semplicemente dopo alcuni shampoo.
Quando scegliere un tono su tono
Il tono su tono è interessante quando non si desidera necessariamente una trasformazione radicale. Può servire a modificare il riflesso, rendere più intenso un colore esistente, scurire leggermente oppure dare nuova profondità a lunghezze che hanno perso brillantezza.
È la situazione tipica di chi guarda i propri capelli allo specchio e pensa: “Il colore mi piace ancora, ma è diventato spento”. In questo caso ricorrere automaticamente a una colorazione permanente su tutta la lunghezza può essere eccessivo rispetto all’obiettivo. Una formula meno permanente può essere sufficiente per ravvivare il risultato.
Bisogna comunque evitare un equivoco frequente: tono su tono non significa necessariamente che qualsiasi colore possa essere applicato ottenendo esattamente la ciocca mostrata nella cartella. La base di partenza continua a influenzare il risultato.
A cosa servono tonalizzanti e colori temporanei
Il tonalizzante ha una funzione ancora diversa. È particolarmente conosciuto da chi schiarisce i capelli, perché viene utilizzato per orientare il riflesso dopo una decolorazione o una schiaritura. Può rendere un biondo più freddo, più beige, più dorato oppure attenuare riflessi che non si desiderano.
Non bisogna però pensarlo soltanto come “la cosa che toglie il giallo”. Il concetto di tonalizzazione è più ampio e riguarda la regolazione del riflesso.
Le colorazioni temporanee, invece, sono utili quando si vuole sperimentare senza puntare a una modifica duratura. In questa famiglia rientrano prodotti molto diversi per intensità e permanenza, dai pigmenti che resistono alcuni lavaggi fino alle soluzioni pensate quasi esclusivamente per un’occasione.
Sono particolarmente interessanti per colori creativi, riflessi insoliti o semplicemente per capire se ci si vede bene con una determinata tonalità prima di passare a qualcosa di più stabile.
Come scegliere il colore partendo dai propri capelli
Uno degli errori più comuni nella scelta delle tinte per capelli è partire dal colore che si vuole ottenere invece che da quello che si ha realmente.
Una fotografia di un biondo freddo può piacere moltissimo, ma il percorso per ottenerlo è diverso su una base naturale biondo scuro, su un castano tinto oppure su lunghezze già schiarite. La tinta non funziona come una vernice opaca applicata sopra un muro.
Il colore presente nel capello continua a partecipare al risultato. Una stessa nuance può quindi apparire più calda, più scura o più intensa su persone differenti.
Prima di scegliere sarebbe utile guardare la ricrescita naturale, distinguendola dalle lunghezze già colorate. Bisogna poi osservare quanto il colore precedente sia ancora presente e se esistono zone più chiare, meches o vecchie schiariture. È un controllo molto semplice, ma evita parecchi errori.
Capelli bianchi e scelta della colorazione
La presenza di capelli bianchi introduce un’altra variabile. Chi ne ha pochi può voler semplicemente mimetizzarli, mentre chi presenta una percentuale elevata può cercare una copertura molto più uniforme.
Non tutte le formule e non tutte le nuance hanno la stessa capacità di copertura. Anche all’interno della stessa linea professionale possono esistere serie naturali, nuance specifiche o indicazioni di miscela studiate proprio per gestire percentuali elevate di capelli bianchi.
Per questo la domanda “quale colore copre meglio i capelli bianchi?” non ha una risposta universale basata soltanto sul numero scritto sul tubo. Contano la formula, il colore scelto, la percentuale di bianco e le indicazioni tecniche della singola gamma.
Tinta con ammoniaca o senza ammoniaca
Un’altra ricerca molto comune riguarda la differenza tra tinta con ammoniaca e tinta senza ammoniaca. La presenza o l’assenza di ammoniaca è una caratteristica della formulazione, ma non dovrebbe diventare l’unico criterio con cui giudicare una colorazione.
Esistono colorazioni professionali molto diverse tra loro, progettate per esigenze differenti. Una persona che cerca copertura, schiaritura e stabilità del risultato può avere esigenze diverse da chi desidera soltanto cambiare leggermente riflesso.
Anche l’espressione “senza ammoniaca” non significa automaticamente “temporanea”: esistono sistemi di colorazione che utilizzano altri agenti alcalinizzanti pur offrendo risultati duraturi.
La cosa più sensata è quindi partire dal risultato che si desidera e solo successivamente confrontare le diverse formulazioni disponibili.
Le colorazioni professionali
Nel settore professionale le gamme di colorazione sono spesso molto ampie, perché una stessa linea può comprendere numerose altezze di tono, riflessi e formulazioni pensate per esigenze differenti.
Tra i nomi più conosciuti rientrano, per esempio, L'Oréal Majirel, Wella Koleston, Matrix SoColor, Kemon e Schwarzkopf Igora. Anche all’interno della stessa famiglia, però, il risultato può cambiare molto in base alla nuance scelta e soprattutto al colore di partenza.
Per questo, quando si osservano le diverse linee professionali di colorazione disponibili, è più utile soffermarsi sulle caratteristiche della singola tonalità e sulla cartella colore che sul marchio in sé.
Una tinta molto conosciuta non è automaticamente quella giusta per tutti: base naturale, eventuali colorazioni precedenti, percentuale di capelli bianchi e risultato desiderato restano gli elementi che contano di più.
Gli errori più comuni quando si sceglie una tinta
L’errore più frequente resta fidarsi soltanto del nome del colore. “Cioccolato”, “miele”, “nocciola”, “caramello” o “biondo freddo” sono descrizioni intuitive, ma non rappresentano uno standard identico tra tutti i produttori.
Un altro errore è pensare che una tinta più chiara possa sempre schiarire un colore cosmetico precedente. Se sulle lunghezze è già presente una tinta scura, scegliere semplicemente un tubetto biondo non significa poter cancellare quel pigmento.
Anche cambiare marca mantenendo lo stesso numero può sorprendere. I sistemi di numerazione sono simili, ma riflessi e intensità possono cambiare da una gamma all’altra. Poi c’è il classico “ne metto un po’ di più così prende meglio”. Tempi, rapporti di miscelazione e quantità di ossidante non sono dettagli da correggere a occhio. Una colorazione professionale è formulata per funzionare secondo proporzioni precise.
Per questo, soprattutto nei cambi importanti di colore, la cartella tecnica conta più della fotografia vista sui social.
Scegliere una tinta significa prima di tutto capire il risultato desiderato
La scelta diventa molto più semplice quando si smette di cercare genericamente “la tinta migliore”. Una permanente, un tono su tono e un tonalizzante non sono tre versioni dello stesso prodotto: rispondono a esigenze differenti.
Chi vuole mantenere stabilmente un colore o coprire una ricrescita avrà priorità diverse da chi vuole ravvivare il riflesso per qualche settimana. Chi parte da capelli naturali avrà un percorso diverso rispetto a chi ha già diversi strati di colore sulle lunghezze.
Il punto di partenza, quindi, non dovrebbe essere “che tinta compro?”, ma “che cosa voglio cambiare dei miei capelli?”. Una volta chiarito questo, anche leggere cartelle colore, numeri e descrizioni diventa molto meno complicato.
FAQ sulle tinte per capelli
Che differenza c’è tra tinta e colorazione?
Nel linguaggio comune vengono spesso usati come sinonimi. “Colorazione” è però un termine più ampio e può comprendere tinte permanenti, semipermanenti, temporanee, tonalizzanti e altre tecniche che modificano il colore dei capelli.
Che differenza c’è tra tinta e tonalizzante?
La tinta permanente può modificare il colore in modo stabile attraverso un processo ossidativo. Il tonalizzante lavora soprattutto sul riflesso e viene spesso utilizzato per correggere o personalizzare una tonalità già presente.
Quali tipi di colorazione per capelli esistono?
Le principali famiglie possono essere ricondotte a colorazioni temporanee, semipermanenti e permanenti. All’interno di queste categorie esistono poi formulazioni e tecniche differenti.
Quanto dura una tinta permanente?
Non viene eliminata completamente dai normali lavaggi, ma il riflesso può attenuarsi con il tempo. La ricrescita naturale diventa inoltre progressivamente visibile.
La tinta senza ammoniaca è sempre semipermanente?
No. Esistono colorazioni senza ammoniaca che utilizzano sistemi differenti e possono avere una durata significativa. Bisogna verificare la tipologia del prodotto, non dedurla soltanto dalla presenza o assenza di ammoniaca.
Come scegliere il colore della tinta?
Bisogna partire dal colore effettivamente presente sui capelli, distinguendo base naturale e parti già colorate. Occorre poi considerare il risultato desiderato, la presenza di capelli bianchi e le indicazioni della cartella colore della marca scelta.
Che tinta usare per coprire i capelli bianchi?
Dipende dalla percentuale di capelli bianchi e dalla gamma utilizzata. Molte linee professionali prevedono nuance naturali o indicazioni specifiche per migliorare la copertura.
Si possono mescolare due colori diversi?
All’interno di molte gamme professionali è possibile, ma la miscela deve rispettare le indicazioni tecniche del produttore. Mescolare prodotti appartenenti a sistemi diversi senza conoscerne la compatibilità può rendere il risultato imprevedibile.
È meglio scegliere la tinta dalla foto sulla confezione?
No. La fotografia è soltanto indicativa. Il risultato dipende dalla base di partenza, dal colore già presente sui capelli e dalla formulazione. Una cartella colore e la scheda tecnica sono riferimenti più utili.
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