La crisi di competitività dell’acciaio europeo arriva al tavolo delle istituzioni comunitarie con un obiettivo preciso: difendere la capacità produttiva della Cogne Acciai Speciali e salvaguardare il lavoro in uno degli stabilimenti più importanti per l’economia valdostana. È questo il senso dell’iniziativa promossa da Forza Italia Valle d’Aosta, che, attraverso Emily Rini, segretaria regionale e consigliera per le politiche della montagna del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha favorito un confronto diretto tra i vertici dell’azienda aostana, la rappresentanza europea e il governo regionale.
L’incontro si è svolto in videoconferenza con l’eurodeputata Letizia Moratti, componente effettivo della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo, e ha visto la partecipazione dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy. Al centro della riunione, le difficoltà che stanno interessando il comparto siderurgico, con particolare riferimento alla concorrenza internazionale e all’afflusso di acciaio proveniente da Paesi extraeuropei, soprattutto dall’India.
La posta in gioco va oltre le dinamiche commerciali. La Cogne Acciai Speciali rappresenta infatti un presidio industriale di primo piano per la Valle d’Aosta, con ricadute occupazionali ed economiche che coinvolgono numerose imprese anche al di fuori dei confini regionali. Per questo, le condizioni di accesso al mercato europeo e le regole che disciplinano le importazioni possono incidere direttamente sulla competitività dello stabilimento, sulla continuità produttiva e sulle prospettive dei lavoratori.
Al termine del confronto, Letizia Moratti ha assicurato la propria disponibilità a portare le istanze emerse nelle sedi europee competenti. «È fondamentale garantire condizioni di concorrenza eque a tutela delle nostre eccellenze industriali, nelle quali rientra a pieno titolo la Cogne Acciai Speciali», ha sottolineato l’eurodeputata, richiamando il peso occupazionale dell’azienda, che «dà lavoro a oltre 1.200 persone, oltre a garantire un indotto che coinvolge svariate imprese anche del Nord-Ovest».
Moratti ha inoltre annunciato un passaggio che potrebbe assumere particolare rilievo per il settore: «A gennaio verrà rivista la clausola di salvaguardia dell’Unione europea sull’acciaio a tutela del mercato siderurgico interno». La revisione delle misure di protezione commerciale rappresenta dunque un appuntamento da seguire con attenzione, perché dalle scelte europee dipenderà anche la capacità di contrastare eventuali squilibri concorrenziali e assicurare condizioni operative sostenibili alle imprese siderurgiche del continente.
Emily Rini (ds) e Letezia Noratti
A evidenziare il ruolo dell’iniziativa e il lavoro politico svolto per aprire il confronto è Emily Rini (nella foto), che ha sottolineato la necessità di intervenire tempestivamente. «La situazione della Cogne Acciai Speciali ci sta particolarmente a cuore», ha dichiarato, spiegando che «ci siamo immediatamente attivati, in accordo con il governo regionale, per favorire un’interlocuzione urgente con i nostri rappresentanti al Parlamento europeo».
Rini ha quindi ringraziato Moratti per la disponibilità dimostrata e ha richiamato anche l’attenzione già riservata alla realtà industriale valdostana da Antonio Tajani, che nei mesi scorsi aveva visitato personalmente lo stabilimento. «Continueremo a lavorare per individuare le azioni e le soluzioni più opportune a tutela dell’operatività e del posizionamento sul mercato dell’azienda, dei lavoratori e della competitività del nostro sistema produttivo», ha assicurato.
Il confronto avviato a Bruxelles assume così una valenza che riguarda tanto la politica industriale quanto la tenuta economica e sociale della Valle d’Aosta. La tutela della Cogne Acciai Speciali non è soltanto una questione aziendale: significa difendere occupazione qualificata, competenze produttive, filiere locali e una parte importante dell’identità industriale regionale. Per Forza Italia Valle d’Aosta, l’obiettivo è trasformare le criticità segnalate dall’impresa in un’iniziativa istituzionale concreta, capace di collegare le esigenze del territorio alle decisioni europee. La revisione della clausola di salvaguardia annunciata per gennaio sarà un banco di prova importante: alle dichiarazioni di attenzione dovranno seguire misure efficaci, in grado di garantire condizioni di mercato eque e prospettive solide a un’azienda strategica per il futuro produttivo della regione.