C’è chi conta i giorni che mancano a Natale, chi aspetta la prima neve e chi, più modestamente, guarda il calendario con una certa malinconia perché l’ora legale sta per togliere il disturbo. Siamo entrati nell’ultima settimana di questo appuntamento stagionale che ci ha accompagnati per mesi, regalando luce fino a sera e l’illusione, almeno per qualche ora, di avere ancora tempo per fare qualcosa dopo il lavoro. Da domenica 25 ottobre tornerà invece l’ora solare, con il suo carico di mattine più luminose e pomeriggi che sembrano finire proprio quando si comincia a ragionare su cosa fare.
Il cambio scatterà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre: quando gli orologi segneranno le 3, bisognerà tornare alle 2. Un piccolo viaggio nel tempo, senza bisogno di macchina del tempo e senza nemmeno pagare il biglietto. Per una volta, il calendario ci farà un regalo concreto: un’ora di sonno in più. Naturalmente, a patto che non ci sia qualcuno in casa deciso a svegliarsi alla solita ora biologica, quella che non ha mai letto le disposizioni europee e non sembra intenzionata a rispettarle.
La notizia, almeno sul piano teorico, è ottima. Si dorme un’ora in più, si recupera un po’ di riposo e si può perfino raccontare di aver trascorso una notte più lunga senza essere accusati di aver perso tempo. Il problema arriva il giorno dopo, quando ci si accorge che il sole saluta prima e che il pomeriggio si accorcia proprio mentre la lista delle cose da fare continua ad allungarsi. Per chi ama passeggiare, correre o concedersi un giro all’aperto dopo il lavoro, il cambiamento è meno simpatico: bisognerà anticipare gli orari oppure imparare a convivere con il buio.
In Valle d’Aosta, dove l’autunno sa già essere generoso di colori e piuttosto avaro di luce, il passaggio si farà sentire soprattutto nelle abitudini quotidiane. Le giornate in montagna richiedono attenzione, e organizzare un’escursione o una corsa serale diventerà ancora più importante. Il panorama resterà magnifico, naturalmente, ma per goderselo servirà un pizzico di programmazione in più. Anche perché il freddo non aspetta che abbiamo finito di ammirare il paesaggio.
Poi c’è la questione degli orologi. Smartphone, computer e gran parte degli apparecchi digitali aggiorneranno automaticamente l’ora; per quelli tradizionali, invece, servirà il buon vecchio intervento manuale. Sarà anche l’occasione per scoprire che in casa esistono ancora dispositivi rimasti fermi a un’altra epoca: l’orologio della cucina, quello della macchina e magari la radiosveglia che nessuno sa più come regolare. Ogni famiglia ha il suo piccolo museo del tempo, e il cambio d’ora è il momento in cui torna improvvisamente operativo.
A questo punto si riaprirà anche il dibattito, ormai familiare, sull’opportunità di abolire l’alternanza tra ora legale e ora solare. C’è chi vorrebbe mantenere l’ora legale tutto l’anno per sfruttare meglio la luce nel tardo pomeriggio e chi preferisce l’ora solare permanente, soprattutto per non ritrovarsi con mattine invernali ancora più buie. In mezzo ci sono i cittadini, che vorrebbero soprattutto un sistema chiaro, stabile e possibilmente capace di evitare discussioni ogni primavera e ogni autunno.
Il tema non è soltanto una questione di comodità. Entrano in gioco i consumi energetici, le abitudini sociali, il sonno e la distribuzione della luce durante la giornata. Secondo i dati diffusi da Terna e riportati dall’ANSA, nel periodo di ora legale del 2026 è stimato un risparmio di circa 80 milioni di euro, associato a una riduzione dei consumi elettrici di circa 302 milioni di kilowattora. Numeri che ricordano come, dietro il rituale delle lancette, ci siano anche valutazioni economiche e ambientali. Resta però aperta la domanda su quale soluzione sia complessivamente migliore per il Paese.
Per il momento, comunque, non ci resta che prepararci al cambio. L’ora legale si congeda senza cerimonie, lasciandoci in eredità qualche tramonto tardivo e la sensazione che l’estate, anche quando è finita da un pezzo, riesca sempre a trattenersi un po’ più del previsto. L’ora solare arriverà puntuale, senza chiedere il nostro parere e senza concedere proroghe.
La consolazione è che domenica 25 ottobre potremo dormire un’ora in più. La cattiva notizia è che, la sera, sarà già buio quando qualcuno dirà: «È ancora presto, facciamo una passeggiata?». A quel punto non resterà che guardare l’orologio, sospirare e accendere la luce. Perché il tempo, come sempre, passa. E quando cambia anche l’ora, riesce persino a farlo due volte nella stessa notte.