ATTUALITÀ - 17 ottobre 2026, 16:00

Quartiere Dora, dal 19 ottobre arriva il portierato sociale: più ascolto e vicinanza ai cittadini

Aosta attiva un nuovo presidio di prossimità con 20 ore settimanali di presenza sul territorio. Il servizio, affidato alle cooperative L’Esprit à l’Envers e La Sorgente nell’ambito della coprogettazione Anziani Attivi, punta a rafforzare le relazioni tra residenti, istituzioni e servizi, prevenendo situazioni di disagio e favorendo la convivenza

«Servono investimenti, ma anche presenza e relazioni quotidiane»: è da questa considerazione dell’assessore alle Politiche sociali e ai Presidi di comunità Marco Gheller che prende forma il significato del nuovo portierato sociale nel quartiere Dora. Non soltanto un servizio in più, ma un presidio di ascolto e vicinanza destinato a rendere più accessibili le risposte ai bisogni delle persone, partendo dalla conoscenza diretta del territorio e dalla costruzione di rapporti di fiducia.

Da lunedì 19 ottobre 2026, il quartiere Dora potrà contare su una nuova presenza dedicata alla comunità, con un impegno di 20 ore settimanali. Il servizio sarà gestito dalle cooperative L’Esprit à l’Envers e La Sorgente, attraverso la coprogettazione Anziani Attivi, con l’obiettivo di consolidare il legame tra cittadini e istituzioni e offrire un punto di riferimento concreto nella quotidianità.

Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella sua dimensione sociale. Il portierato non si limiterà a raccogliere segnalazioni, ma si propone di intercettare esigenze, ascoltare le persone, orientarle verso i servizi competenti e accompagnarle nell’individuazione delle possibili soluzioni. Un’attività che può rivelarsi particolarmente importante per chi vive situazioni di fragilità, per le persone anziane e per quanti incontrano difficoltà nel districarsi tra uffici, procedure e opportunità di sostegno.

La prossimità diventa così uno strumento di prevenzione. Essere presenti nel quartiere permette infatti di cogliere prima i segnali di difficoltà, intervenire sulle criticità emergenti e favorire un rapporto più diretto tra abitanti e istituzioni. Il portierato sociale può contribuire anche a migliorare la convivenza, promuovendo il dialogo tra residenti e aiutando a gestire quelle problematiche quotidiane che, se trascurate, rischiano di trasformarsi in situazioni di maggiore tensione.

Un aspetto centrale sarà il raccordo con ARER, in particolare per le questioni legate alla vita condominiale e al contesto abitativo. La condivisione delle informazioni utili e il coordinamento con i soggetti competenti consentiranno di affrontare le criticità con un approccio più integrato, evitando che i cittadini debbano farsi carico da soli della ricerca di interlocutori e risposte.

«Sono molto contento dell’avvio di questo servizio, perché è un esempio concreto di amministrazione pragmatica, capace di rispondere ai bisogni delle persone», sottolinea Marco Gheller (nella foto), evidenziando il valore di un intervento che punta a tradurre l’attenzione verso i quartieri in una presenza riconoscibile e continuativa. L’assessore richiama anche il ruolo del portierato nell’ascolto dei residenti e nella possibilità di affrontare le criticità insieme a chi opera quotidianamente sul territorio.

Per Gheller, infatti, l’attenzione alle comunità non può esaurirsi negli investimenti o negli interventi materiali. Accanto alle risorse destinate ai quartieri, sono fondamentali le relazioni, la capacità di ascoltare e la disponibilità a costruire risposte a partire dai problemi reali. È in questa prospettiva che il nuovo presidio assume un significato più ampio: avvicinare i servizi alle persone e rendere il rapporto con le istituzioni meno distante e più concreto.

Un elemento sul quale l’assessore insiste in modo particolare riguarda la scelta della persona individuata per svolgere il servizio, descritta come dotata di «grande esperienza e una conoscenza profonda del quartiere Dora». Un patrimonio di conoscenze che può fare la differenza, perché conoscere gli abitanti, le dinamiche locali e le caratteristiche del contesto significa partire da una base di fiducia già presente o più facilmente costruibile.

«Conoscere il territorio e i suoi abitanti è fondamentale per costruire rapporti di fiducia e individuare le risposte più adatte», afferma Gheller, convinto che questa familiarità con la realtà locale possa rappresentare un punto di forza per il progetto. L’assessore si dice inoltre fiducioso rispetto al contributo che il servizio potrà offrire alla comunità.

La sfida sarà trasformare questa presenza in un riferimento stabile, capace di mettere in relazione persone, bisogni e servizi, valorizzando anche le risorse già presenti nel quartiere. Le 20 ore settimanali rappresentano il tempo previsto per garantire l’attività: la loro efficacia dipenderà anche dalla capacità di organizzare gli ascolti, dare seguito alle segnalazioni e mantenere un dialogo costante con gli interlocutori coinvolti.

Con l’avvio del 19 ottobre, Dora avrà dunque a disposizione un nuovo strumento di prossimità. Il suo obiettivo è semplice nella formulazione, ma importante nella sostanza: fare in modo che le difficoltà non restino invisibili, che le persone sappiano a chi rivolgersi e che le istituzioni possano conoscere più da vicino la realtà del quartiere. Perché la qualità della vita di una comunità passa anche dalla possibilità di trovare qualcuno disposto ad ascoltare, orientare e accompagnare, prima che un problema diventi più difficile da affrontare.

pi.mi.