In Italia, nel 2025, ci sono oltre 5 milioni e 400 mila persone in povertà assoluta. Rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, una quota che, secondo i dati diffusi dall'Istat, rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2024.
La povertà assoluta coinvolge oltre 2,1 milioni di famiglie. In termini percentuali, l'incidenza sulle famiglie si attesta all'8%, mentre quella tra le persone è pari al 9,3%.
Il fenomeno riguarda in misura significativa anche bambini e adolescenti: sono circa 1 milione e 140 mila i minori in condizioni di povertà assoluta, pari al 12,5% dei minori residenti in Italia.
La fotografia complessiva restituita dall'Istat mostra un Paese in cui resta critica la situazione delle famiglie più numerose, di quelle con figli minori, dei nuclei familiari con cittadini stranieri e delle famiglie che vivono in affitto.
Tra queste ultime, le famiglie in povertà assoluta sono 999 mila. L'incidenza raggiunge il 20,9%, contro il 4,5% registrato tra quelle che vivono in abitazioni di proprietà.
La stabilità dei dati nel tempo indica l'assenza di miglioramenti significativi per le fasce di popolazione più fragili.
L'incidenza della povertà assoluta tra le famiglie composte esclusivamente da cittadini italiani è pari al 5,9%. Sale al 26,7% tra quelle con almeno uno straniero e raggiunge il 29,4% tra i nuclei composti esclusivamente da cittadini stranieri.
Nel 2025 risulta sostanzialmente stabile anche la povertà relativa: l'incidenza si attesta al 10,8% tra le famiglie, rispetto al 10,9% del 2024, e al 14,8% tra gli individui, contro il 14,9% dell'anno precedente.
Sono oltre 2,8 milioni le famiglie in povertà relativa, per un totale di quasi 8,7 milioni di persone.
La povertà assoluta continua ad avere un'incidenza maggiore nel Mezzogiorno, dove coinvolge 813 mila famiglie, pari al 9,6% di quelle residenti nella ripartizione geografica.
Seguono il Nord-Ovest, con 568 mila famiglie e un'incidenza del 7,7%, e il Nord-Est, con 386 mila famiglie e un'incidenza del 7,4%. Il Centro registra anche nel 2025 i valori più bassi: 338 mila famiglie, pari al 6,3%.
Tra le famiglie in povertà assoluta, il 38,6% risiede nel Mezzogiorno, contro il 39,8% del 2024; il 45,3% si trova al Nord, rispetto al 44,5% dell'anno precedente, mentre il restante 16,1% vive al Centro, contro il 15,7% del 2024.
Anche a livello individuale l'incidenza della povertà assoluta è maggiore nel Sud e nelle Isole, dove riguarda l'11% delle persone. Seguono il Nord-Ovest, con l'8,8%, e il Centro, con il 7,4%.
«L'incidenza della povertà assoluta diminuisce all'aumentare dell'età», spiega l'Istat. Si passa dal 12,5% tra i minori, per un totale di circa 1 milione e 136 mila persone, al 12,1% tra i giovani di 18-34 anni, pari a quasi 1 milione e 198 mila persone. La percentuale scende all'8,9% tra i 35 e i 64 anni e al 6,1% tra gli over 65, per un totale di oltre 891 mila persone.
Tra i minori, l'incidenza della povertà assoluta varia dal 10,7% al Centro al 15,2% nel Mezzogiorno.
Rispetto al 2024, l'Istat rileva una sostanziale stabilità del fenomeno, con segnali di miglioramento nella fascia di età compresa tra i 7 e i 13 anni: l'incidenza passa dal 14,9% al 12,1%.
Nel dettaglio, la povertà assoluta riguarda l'11,6% dei bambini fino a 3 anni e il 13,1% di quelli tra i 4 e i 6 anni, fasce per le quali si registrano segnali di miglioramento rispetto al 2024. La situazione peggiora invece nella fascia tra i 14 e i 17 anni, dove l'incidenza raggiunge il 13,2%.
Tra le famiglie in povertà assoluta con figli minori, che sono oltre 656 mila, pari all'11,2%, l'incidenza più elevata si osserva nelle famiglie di altra tipologia, nelle quali convivono più nuclei familiari o sono presenti altri componenti aggregati: in questi casi raggiunge il 19,4%.
Tra le coppie, la diffusione della povertà assoluta aumenta con il numero dei figli minori: riguarda il 7,8% delle coppie con un figlio, il 10% di quelle con due figli e il 17,7% di quelle con almeno tre figli minori.
Valori elevati si registrano anche tra le famiglie monogenitoriali, dove l'incidenza si attesta all'11,6%.
Resta critica la situazione delle famiglie più ampie, di quelle numerose e dei nuclei che riuniscono più componenti.
L'incidenza della povertà assoluta raggiunge il 19,2% tra le famiglie con cinque o più componenti, quasi una su cinque, e il 10,5% tra quelle con quattro componenti. Scende all'8,4% tra le famiglie di tre componenti, un valore comunque superiore alla media nazionale.
Tra le coppie con tre o più figli, quasi una su sei si trova in condizioni di povertà assoluta: l'incidenza è pari al 16,9%.
Anche tra le famiglie monogenitoriali il dato supera la media: più di una su dieci, pari all'11,5%, vive in condizioni di povertà assoluta.
Federconsumatori: «Servono politiche di welfare e contrasto alle disuguaglianze»
«L'aumento sostanziale della povertà assoluta stimato dall'Istat è il severo bilancio di oltre dieci anni di crisi sistemiche e tutele insufficienti».
È quanto sottolinea Federconsumatori, che aggiunge: «Quando la povertà smette di essere un'eccezione e diventa una condizione strutturale per milioni di individui e famiglie, non siamo di fronte a una semplice statistica, ma a un fallimento sociale ed economico».
Per l'associazione, rispondere a questa emergenza attraverso politiche di welfare universali, il contrasto alle disuguaglianze e interventi di sviluppo non è più rinviabile.