ATTUALITÀ POLITICA - 16 ottobre 2026, 12:00

Vandalismo politico

La Regione festeggia i 20 milioni di euro destinati ad aiutare le famiglie a pagare le bollette elettriche, ma non ha mai fatto davvero i conti con le opere pubbliche pagate dai valdostani e rimaste inutilizzate. Dal Drinc al Corrado Gex, passando per il radar di Busseyaz, emerge il conto di anni di sprechi, ritardi e responsabilità mai chiarite

In Valle d’Aosta si ripete da decenni lo stesso paradosso: la politica si esalta per le briciole e tace sulle voragini.

Oggi l’amministrazione regionale annuncia in pompa magna oltre 20 milioni di euro per aiutare le famiglie a pagare le bollette elettriche. Un aiuto utile, nessuno lo nega. Ma è una goccia nel mare rispetto ai soldi che la stessa politica ha lasciato affondare in vent’anni di opere incompiute, varianti infinite, contenziosi e abbandoni. Soldi dei contribuenti che avrebbero potuto contribuire a ridurre davvero i costi dell’energia e a modernizzare la regione.

Io lo chiamo così: vandalismo politico.

Il Drinc: la ferrovia che non ha mai trasportato un passeggero

Trenta milioni di euro spesi tra il 2001 e il 2006 per una linea pensata per collegare Cogne a Pila. Il materiale rotabile, che secondo le diverse fonti è costato fra i 3 e i 7 milioni di euro, è stato messo all’asta nel 2020 con una base di 630.000 euro: nessuno ha presentato un’offerta. Nel 2021 la base è scesa a 100.000 euro, ma ancora una volta non si è fatto avanti nessuno. Alla fine, nel 2022, il materiale è stato venduto per poco più di 30.000 euro: il prezzo di un’utilitaria.

Eppure, nel conto manca ancora una voce che nessuno cita mai: quanto ha pagato la Regione per acquisire l’infrastruttura?

L’acquisizione risale al 1980, anche se altre ricostruzioni parlano di pratiche del Comune di Cogne protratte fino al 1984. Di un prezzo, in ogni caso, non c’è traccia nelle fonti pubbliche consultabili. Sappiamo soltanto che nel 1984 la sola galleria del Drinc fu stimata tra i 40 e i 50 miliardi di lire, equivalenti a circa 20-26 milioni di euro al valore nominale.

Attenzione: si trattava di una valutazione, non del prezzo effettivamente pagato. Quanto sia stato versato davvero può dirlo soltanto l’atto d’acquisto. E i valdostani hanno il diritto di leggerlo.

La storia continua. La Regione ha denunciato il progettista e direttore dei lavori e, nel gennaio 2013, la Corte dei conti ha emesso una sentenza di condanna. Con una delibera di Giunta del 10 agosto 2012 era già stato sancito lo smantellamento dell’infrastruttura.

Successivamente è stata avanzata l’ipotesi di utilizzare la galleria per il passaggio di tubazioni dell’acqua e del metano, un’idea già discussa nel 2012 ma mai realizzata a causa degli elevati costi di smantellamento e ricostruzione.

Oggi si discute di una funivia Pila-Cogne, il cui costo sarebbe compreso tra i 25 e i 45 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero da 1,2 a 2,5 milioni l’anno per la manutenzione.

Pagata, abbandonata e ora da sostituire con un’altra opera da finanziare. In Valle d’Aosta sembra che i soldi pubblici piovano dal cielo.

Il Corrado Gex: quasi 11 milioni e nessun volo di linea

L’aeroporto Corrado Gex è la metafora perfetta della gestione pubblica valdostana. Al costo iniziale di 7,39 milioni di euro si sono aggiunti 1,457 milioni per la prima variante, 750.000 euro per la seconda, 784.000 euro per la rivalutazione dei prezzi e altri 541.000 euro per i contenziosi.

Il totale sfiora gli 11 milioni di euro per un aeroporto senza voli di linea, derubato e vandalizzato, fermo da 13 anni e che, ancora nel 2026, risulta al 60% dei lavori.

Una vicenda che impone una domanda: chi risponde di questo denaro pubblico e di un’opera che continua a non garantire i risultati attesi?

Il radar di Busseyaz: lo spreco invisibile

Per la piattaforma radar di quota 900 non esiste una rendicontazione pubblica chiara. Costruita, modificata, ampliata e mantenuta nel tempo, senza che sia mai stato spiegato in modo trasparente quanto sia costata.

È lo spreco invisibile per eccellenza: non si inaugura, non si celebra, ma costa. E ogni anno che passa senza un rendiconto completo diventa più difficile capire quanto sia stato speso e con quali risultati.

Il conto degli sprechi

Mettiamo in fila le cifre conosciute. Per il Drinc si parla di circa 30 milioni di euro, a cui va aggiunto il costo dell’acquisizione dell’infrastruttura, tuttora da chiarire. Per il Corrado Gex si arriva a quasi 11 milioni. Per Busseyaz, invece, i costi complessivi non risultano chiaramente dichiarati.

Il risultato è un conto che supera i 40 milioni di euro di spese documentate secondo le cifre qui richiamate, a cui si aggiungono le somme ancora da accertare. E quei 20 milioni destinati ad aiutare le famiglie con le bollette valgono meno della metà di quanto è già stato speso per queste opere.

Non risulta che qualcuno abbia mai avuto il coraggio di dire in aula: «Abbiamo sbagliato».

Si festeggiano 20 milioni come se fossero un miracolo, mentre sono anche il conto delle scelte di ieri e delle risorse che non possono più essere impiegate per altri obiettivi.

Il vero problema non sono le bollette. È che la Valle d’Aosta paga due volte: prima con le tasse, poi con gli errori di chi avrebbe dovuto amministrare quelle risorse.

Non è sfortuna e non è soltanto inefficienza. È vandalismo politico: risorse pubbliche consumate o distrutte senza che nessuno ne risponda, senza memoria e senza vergogna.

Vittore Lume-Rezoli