SPORT - 10 ottobre 2026, 20:09

Courmayeur diventa un orto gigante: 1.100 in gara all’Arrancabirra fuori di zucca

Costumi a tema frutta e verdura, ironia e spirito goliardico per la 19ª edizione della corsa ai piedi del Monte Bianco. Pierre Michaud e Stephanie Howe conquistano la vittoria, mentre il premio per il costume più stravagante va a Tiziana Bisotti

Partenza Arrancabirra - Photo Credits ZZAM Agency - Stefano Coletta

Un minestrone di atleti, una macedonia di colori e tanta voglia di divertirsi. Courmayeur si è trasformata in un gigantesco orto a cielo aperto per la 19ª edizione dell’Arrancabirra, che ha richiamato 1.100 partecipanti pronti a interpretare, a modo loro, il tema «Anno vegetariano – frutta&verdura». Carote, fragole, cipolle e ortaggi di ogni genere hanno invaso i sentieri ai piedi del Monte Bianco, confermando lo spirito di una manifestazione che, anno dopo anno, sa unire sport, fantasia e goliardia.

Vestiti a cipolla e con qualche goccia di pioggia ad accoglierli alla partenza, i concorrenti hanno poi dovuto fare i conti con il sole lungo i 18 chilometri del percorso. Una giornata all’insegna del divertimento, ciliegina sulla torta della stagione agonistica di VDA Trailers, prima di un breve periodo di riposo. Tra costumi improbabili e interpretazioni decisamente fuori di melone, non sono mancati gli scivoloni sull’ironia: qualcuno si è presentato persino travestito da bistecca, infiltrato in un orto che avrebbe dovuto essere rigorosamente vegetariano. La direzione di gara, tuttavia, ha scelto la via della clemenza, senza squalificare nessuno.

Se il divertimento resta l’ingrediente principale dell’Arrancabirra, anche il cronometro ha avuto la sua parte. In campo maschile il successo è andato al francese Pierre Michaud, che ha tagliato il traguardo in 2h13’30”, precedendo i connazionali Kevin Dutang, secondo in 2h16’04”, ed Eddy Cannelle, terzo in 2h18’27”. Un podio interamente francese, a conferma della competitività degli atleti transalpini anche sui sentieri valdostani.

Tra le donne ha fatto centro la statunitense Stephanie Howe, vincitrice in 2h37’57” e 12ª assoluta. Dopo il successo al TOR130 – Tot Dret, l’atleta americana arricchisce così la propria stagione con un’altra affermazione di prestigio. Alle sue spalle si sono piazzate Laure Comble, seconda in 3h23’34”, e Lisa Elena De Giorgi, terza in 3h29’28”.

Spazio anche ai compagni a quattro zampe con il premio CCC, acronimo di «corridore con cane», conquistato da Omar Riccardi insieme a Loki, al traguardo in 3h15’59”. Una coppia che ha saputo distinguersi lungo il percorso, con la promessa di un meritato premio da sgranocchiare per il fedele compagno di corsa.

Decisamente meno ambito, almeno per gli amanti della birra, è il Trofeo Hurzeler-Grivel, riservato agli astemi e accompagnato, per tradizione, da un’accoglienza a base di pomodori marci. A conquistarlo è stato ancora una volta Marco Belfrond, che ha chiuso in 3h15’53”, confermandosi protagonista di una classifica nella quale nessuno sembra intenzionato a primeggiare. Tra le donne ha vinto Ludovica Michelutti, in 3h58’35”. Sul podio maschile sono saliti anche Marco Valsecchi, secondo in 4h05’53”, e Aljoshia Taschini, terzo in 4h37’09”. Nella graduatoria femminile, alle spalle di Michelutti, si sono piazzate Sara Barosi in 5h06’34” e Caroline Faure in 5h35’07”.

Il raccolto più originale della giornata è stato però quello del premio «Stravaganti», assegnato al miglior costume. A conquistarlo è stata Tiziana Bisotti, milanese e affezionata partecipante alla manifestazione, che negli anni si era già fatta notare con interpretazioni curate di Medusa e Gollum. Questa volta ha scelto una vera e propria «natura morta»: una macedonia di frutta e verdura, con sé stessa al centro, a testa in giù e racchiusa in una grande cornice dorata portata sulle spalle come uno zaino.

Un’opera creativa realizzata interamente con materiali di recupero, compresi i vecchi giocattoli delle figlie trasformati in frutta e verdura fuori stagione solo per scherzo. E, per evitare equivoci sulle proprie ambizioni, Bisotti aveva affidato il messaggio al retro del quadro: «Non disPERAtevi, ma quest’anno la vittoria MELA prendo io e voi… ARrANCIAtevi!». Una promessa mantenuta, con buona pace delle banane in gara.

A chiudere la giornata sono stati i sorrisi degli organizzatori, soddisfatti per la partecipazione e per il successo della manifestazione. «È stato un gran minestrone, anche se dobbiamo segnalare una grave carenza di carciofi e cipolle», hanno scherzato Alessandra Nicoletti e Paolo Griselli, rispettivamente presidente e vicepresidente di VDA Trailers. Poi il bilancio, al di là delle battute: «Scherzi a parte, l’Arrancabirra è stata ancora una volta un grande successo e si conferma la festa di fine stagione del trail. Anche il meteo ci ha dato una mano: giusto una leggera pioggia alla partenza, poi il bel tempo ci ha regalato una giornata perfetta».

A Courmayeur, insomma, la stagione del trail si è chiusa con un orto in festa, un podio di alto livello e una certezza: all’Arrancabirra si può arrivare alla frutta, ma non si rischia mai di annoiarsi.

je.fe.