SANITÀ, SALUTE E STARE BENE - 10 ottobre 2026, 12:18

Salute mentale, il CNDDU: «La prevenzione non può fermarsi alle dichiarazioni di principio»

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani richiama l’attenzione sulle difficoltà di accesso al sostegno psicologico, sulle carenze dei servizi territoriali e sulla necessità di rafforzare il raccordo tra scuola, famiglie e strutture sanitarie

La salute mentale rappresenta una componente essenziale del benessere individuale e collettivo, soprattutto in una fase storica nella quale le difficoltà emotive e relazionali coinvolgono sempre più da vicino giovani, famiglie e istituzioni educative. La Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra ogni anno il 10 ottobre, costituisce un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica, contrastare lo stigma legato al disagio psicologico e richiamare le istituzioni alla necessità di garantire interventi di prevenzione e assistenza realmente accessibili.

In questo contesto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) richiama l’attenzione sulla distanza ancora esistente tra il riconoscimento dell’importanza della salute psicologica e la disponibilità concreta di servizi adeguati. Una criticità che interessa particolarmente il mondo scolastico, dove le fragilità degli studenti richiedono ascolto, competenze specifiche e risposte tempestive, senza però trasferire sui docenti responsabilità che spettano ai professionisti della salute mentale.

«La Giornata mondiale della salute mentale non deve ridursi a una ricorrenza simbolica, ma diventare un momento di verifica delle politiche pubbliche e della loro capacità di rispondere ai bisogni reali delle persone», sottolinea il presidente del CNDDU, professor Romano Pesavento. «Parlare di prevenzione significa costruire percorsi accessibili, continui e qualificati, affinché chiedere aiuto non diventi un ostacolo per chi attraversa una situazione di difficoltà».

A evidenziare la portata del problema contribuiscono i dati disponibili. Secondo l’indagine UNICEF–YouTrend diffusa nell’ottobre 2026, il 47% dei genitori intervistati avrebbe preso in considerazione la possibilità di rivolgersi a un professionista o a un servizio di consulenza per affrontare difficoltà emotive legate alla genitorialità, senza poi concretizzare tale intenzione. Un elemento che solleva interrogativi sulle barriere economiche, organizzative e territoriali che possono ostacolare l’accesso al sostegno. Il Rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute, pubblicato nell’aprile 2026, registra inoltre 845.516 utenti assistiti dai servizi specialistici nel 2024, restituendo la dimensione della domanda di assistenza rivolta alle strutture territoriali.

Sul piano normativo, la legge 17 maggio 2024, n. 70, e la legge 30 dicembre 2024, n. 207, contengono disposizioni che interessano anche gli strumenti di tutela e sostegno della popolazione studentesca. Il CNDDU sottolinea tuttavia che l’esistenza di norme non è sufficiente se la loro attuazione incontra ostacoli organizzativi, carenze di personale e differenze nella disponibilità dei servizi. La scuola può svolgere un ruolo fondamentale nell’individuazione precoce delle situazioni di disagio, ma non può sostituirsi ai servizi sociosanitari né essere lasciata sola nella gestione di problematiche complesse.

«Agli insegnanti viene chiesto ogni giorno di affrontare situazioni educative e relazionali sempre più articolate, ma l’ascolto e la capacità di riconoscere una fragilità non possono essere confusi con una competenza clinica», osserva Pesavento. «È indispensabile che ogni istituzione possa contare su interlocutori qualificati e su procedure chiare per accompagnare studenti e famiglie verso gli interventi appropriati. Senza un raccordo stabile con i servizi specialistici, il rischio è quello di aumentare le responsabilità della scuola senza garantire risposte altrettanto efficaci».

Per il Coordinamento, la prevenzione deve tradursi in scelte amministrative verificabili: risorse adeguate, personale qualificato, servizi facilmente raggiungibili e una collaborazione strutturata tra istituzioni scolastiche, amministrazioni regionali e autorità sanitarie. Le differenze territoriali nell’accesso all’assistenza non possono essere considerate inevitabili, perché rischiano di determinare opportunità diverse proprio in un ambito nel quale la tempestività dell’intervento può fare la differenza.

Il CNDDU rivolge quindi un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle Regioni e alle autorità sanitarie affinché le disposizioni vigenti trovino piena attuazione e siano accompagnate da verifiche periodiche sui risultati raggiunti. La Giornata mondiale della salute mentale richiama, in definitiva, una responsabilità collettiva: trasformare la sensibilizzazione in politiche concrete, capaci di tutelare il benessere psicologico degli studenti e di sostenere le famiglie, senza lasciare alla sola scuola il compito di rispondere a bisogni che richiedono competenze, risorse e interventi condivisi.

je.fe.