Nel cuore del centro storico di Roma, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, c’è un luogo di fede che da secoli continua ad attirare romani e pellegrini. È la chiesa di Santa Maria in Via, dove viene venerata la Madonna del Pozzo, un’antica immagine della Vergine la cui storia è legata a un episodio prodigioso avvenuto nel 1256.
Tutto ebbe origine in una stalla appartenente al cardinale Capocci. Secondo la tradizione, durante la notte l’immagine della Madonna cadde accidentalmente nel pozzo della stalla. Quello che accadde dopo è all’origine della devozione che ancora oggi caratterizza questo luogo.
A raccontare la vicenda è il rettore della chiesa, padre Moreno Versolato, che in un’intervista a EWTN News ricostruisce la storia spiegando che l’immagine, pur essendo realizzata in pietra e quindi particolarmente pesante, non affondò nell’acqua. Al contrario, rimase a galla mentre l’acqua continuava a scorrere, fino a quando il cardinale riuscì a recuperarla. Fu allora, secondo la tradizione, che l’acqua si fermò.
«Il prodigio consiste proprio nel fatto che, pur essendo una pietra, non è andata a fondo, ma l’acqua ha fatto galleggiare questa pietra», racconta il sacerdote, ricordando come il cardinale sia riuscito a prendere l’immagine e a esporla alla venerazione dei fedeli. Da quel momento, attorno a quel pozzo nacque una devozione destinata a crescere nel corso dei secoli, fino alla costruzione dell’attuale chiesa.
L’acqua è diventata così il segno distintivo di questo santuario nel cuore di Roma. È proprio per la presenza del pozzo e per la tradizione legata alla sua acqua che i romani hanno finito per chiamare Santa Maria in Via «la piccola Lourdes».
Un paragone che padre Versolato accoglie con rispetto, ma sul quale invita anche a riflettere. «A Lourdes è avvenuto un prodigio enorme: Santa Maria si è manifestata a una giovane ragazza. Qui il prodigio è diverso, c’è l’acqua», spiega il rettore. E proprio l’acqua, nella tradizione cristiana, assume un significato che va ben oltre il semplice gesto di bere.
È l’acqua che richiama la vita, il Battesimo e, nella simbologia cristiana, anche l’acqua sgorgata dal costato di Cristo sulla croce. Per questo, sottolinea il sacerdote, il pellegrino è invitato a non fermarsi soltanto al gesto materiale di bere, ma a vivere quel momento come un’occasione di preghiera e di riflessione.
«Dobbiamo far vivere l’esperienza di fermarci, sostare a bere l’acqua, ma non fermarci all’acqua», osserva padre Versolato, indicando così il significato più profondo che la devozione alla Madonna del Pozzo conserva ancora oggi.
E la tradizione continua. Ogni giorno sono numerosi i pellegrini che entrano nella chiesa per bere l’acqua del pozzo, raccogliersi in preghiera e affidarsi alla Madonna. La chiesa è aperta dal lunedì alla domenica, dalle 7 alle 19, offrendo a romani e visitatori la possibilità di sostare in questo piccolo angolo di fede nel cuore della Capitale.
La cappella legata al pozzo nacque proprio attorno alla devozione sviluppatasi dopo il prodigioso ritrovamento dell’immagine. La tradizione attribuisce un ruolo anche a papa Alessandro IV, che, una volta terminato l’edificio, si recò processionalmente a intronizzare l’immagine della Vergine presso il pozzo. Da allora, racconta la memoria religiosa del luogo, i romani cominciarono ad accorrere sempre più numerosi.
Secoli dopo, nel 1513, papa Leone X de' Medici affidò la custodia della chiesa ai Padri Servi di Maria, che ancora oggi assicurano il servizio religioso e accolgono i fedeli.
Così, nel cuore della Roma più conosciuta e frequentata dai turisti, a pochi passi da uno dei suoi monumenti più celebri, sopravvive una devozione popolare che affonda le proprie radici nel XIII secolo. La Madonna del Pozzo continua a essere per molti romani un punto di riferimento spirituale, mentre l’acqua del pozzo rimane il segno concreto di una storia che, da oltre sette secoli, intreccia fede, tradizione e memoria.