ATTUALITÀ - 07 ottobre 2026, 11:07

I nuovi treni valdostani guardano al futuro: a Torino presentata la nuova flotta per la linea Aosta-Torino

Presentati a Torino i sei nuovi convogli elettrici acquistati dalla Regione autonoma Valle d’Aosta con fondi PNRR, FSC e regionali. Prodotti da Stadler Rail, i nuovi FLIRT saranno affidati a Trenitalia e entreranno progressivamente in servizio sulla linea Aosta-Torino, accompagnando il percorso di elettrificazione della tratta tra Ivrea e Aosta

Il futuro del trasporto ferroviario valdostano comincia a prendere forma concreta: non soltanto nei cantieri dell’elettrificazione, ma anche su quei binari dove presto viaggeranno treni nuovi, più moderni, accessibili ed efficienti. È questo il significato della presentazione avvenuta ieri, martedì 6 ottobre, alla stazione di Torino Porta Nuova, dove sono stati mostrati i nuovi convogli elettrici acquistati dalla Regione autonoma Valle d’Aosta per rinnovare il servizio sulla linea Aosta-Torino.

Si tratta di sei treni FLIRT – acronimo di Fast Light Intercity and Regional Train – prodotti da Stadler Rail e acquistati attraverso un investimento sostenuto da fondi FSC, PNRR e risorse regionali. Convogli progettati espressamente per il servizio regionale valdostano, con l’obiettivo di unire maggiore comfort, accessibilità, efficienza energetica e tecnologie avanzate.

All’appuntamento torinese hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile Luigi Bertschy, il direttore regionale Piemonte e Valle d’Aosta di Trenitalia Giuseppe Falbo e il direttore Sales & Marketing Italia di Stadler Rail Maurizio Oberti. Presenti anche gli assessori Giulio Grosjacques e Mauro Baccega e i consiglieri regionali Michel Martinet, Chiara Minelli e Andrea Campotaro.

Per Bertschy, la giornata rappresenta soprattutto la concretizzazione di una strategia che guarda oltre la semplice sostituzione dei mezzi. «La presentazione di oggi rappresenta un passo avanti concreto nel percorso di rinnovo del trasporto ferroviario della Valle d’Aosta», ha sottolineato l’assessore, ricordando come la Regione abbia investito direttamente «utilizzando fondi PNRR, FSC e regionali» per acquistare i nuovi convogli e innalzare gli standard qualitativi del collegamento tra Aosta e Torino.

Un investimento che, nelle intenzioni della Regione, non si esaurisce con l’arrivo dei treni. Bertschy ha infatti evidenziato il lavoro svolto insieme a Stadler e Trenitalia, sottolineando che la collaborazione ha permesso di completare la fornitura nei tempi previsti. «Stadler ha realizzato nel rispetto dei tempi sei nuovi treni di alto livello qualitativo e riconoscibili come treni valdostani», ha spiegato, annunciando che i convogli saranno ora affidati a Trenitalia per la successiva messa in servizio.

Il disegno complessivo, però, è più ampio. «La strategia prevede un investimento importante sul trasporto pubblico ferroviario», ha aggiunto Bertschy, richiamando tre elementi destinati a procedere insieme: «il miglioramento dell’infrastruttura, attualmente in corso, la disponibilità di materiale rotabile di alta qualità» e la promozione dell’utilizzo del servizio attraverso «la prosecuzione delle agevolazioni tariffarie».

È proprio l’integrazione tra infrastrutture, nuovi mezzi e politiche tariffarie a rappresentare uno dei punti centrali della strategia regionale. L’obiettivo è fare in modo che l’ammodernamento della ferrovia non rimanga un intervento isolato, ma diventi parte di un sistema di mobilità più competitivo e attrattivo per residenti, pendolari e turisti.

Anche Trenitalia guarda con favore al percorso avviato. «La collaborazione tra Regionale di Trenitalia e la Regione autonoma Valle d’Aosta continua a produrre risultati positivi», ha dichiarato Giuseppe Falbo, sottolineando come i nuovi convogli contribuiscano a mantenere la flotta valdostana «tra le più giovani d’Europa», con un’età media indicata in due anni e due mesi.

Falbo ha richiamato anche i risultati registrati nel complesso dei servizi ferroviari e bus, interpretandoli come il risultato di un «percorso condiviso» tra Regione e azienda. «Un traguardo che testimonia l’impegno reciproco per offrire servizi sempre più efficienti e rispondenti alle esigenze di chi si sposta per lavoro o per il tempo libero», ha affermato.

Una prospettiva particolarmente importante per una regione nella quale il trasporto ferroviario rappresenta anche uno strumento di accessibilità turistica. «In un territorio a forte vocazione turistica, continueremo a operare insieme alla Regione per migliorare la mobilità e rendere sempre più accessibili le opportunità culturali, turistiche e ricreative della Valle d’Aosta», ha aggiunto Falbo.

Per Stadler, invece, la presentazione di Torino rappresenta il punto di arrivo di un progetto sviluppato nel corso degli anni e inserito in una collaborazione ormai consolidata con la Valle d’Aosta. «Il completamento di questo progetto è particolarmente significativo per noi», ha affermato Maurizio Oberti, spiegando che l’operazione «segna un altro capitolo di una collaborazione che dura da oltre un decennio».

Il responsabile Vendite e Marketing Italia di Stadler Rail ha quindi sottolineato anche la dimensione internazionale del progetto, ricordando il contributo dei team dell’azienda in Polonia allo sviluppo dei convogli. «Dimostra come le competenze dei nostri team in Polonia contribuiscano allo sviluppo del trasporto ferroviario moderno in tutta Europa», ha detto Oberti, ringraziando «la Regione Valle d’Aosta per la fiducia accordataci e per l’eccellente collaborazione durante tutto il progetto».

Sul piano tecnico, i nuovi FLIRT sono equipaggiati con trazione elettrica a 3 kV DC e convertitori ad alta efficienza. L’accessibilità è garantita dal pianale ribassato a 600 millimetri, pensato per agevolare l’accesso anche ai passeggeri a mobilità ridotta.

La capacità complessiva raggiunge 448 passeggeri, con 215 posti a sedere, ai quali si aggiungono 21 strapuntini, e 212 posti in piedi. I convogli sono inoltre predisposti per l’utilizzo in composizione multipla, una caratteristica che consente una maggiore flessibilità nella gestione del servizio in relazione alla domanda.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle esigenze di chi utilizza la ferrovia per turismo e attività all’aria aperta. A bordo trovano infatti spazio porta-bici per biciclette elettriche e muscolari e porta-sci, mentre sono presenti due bagni, uno dei quali attrezzato per persone a ridotta mobilità.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la sicurezza e il sistema di segnalamento. I nuovi mezzi sono infatti tra i primi veicoli autorizzati in Italia dotati di sistema ETCS integrato con SCMT/SSC, fornito da ECM Progress Rail Signaling attraverso un’architettura ridondata. Il sistema è conforme alle specifiche RFI Baseline F e alle specifiche ERA Baseline 3 Release 2.

La tecnologia, dunque, non è soltanto una componente aggiuntiva del nuovo materiale rotabile, ma uno degli elementi attraverso i quali la Regione punta a portare la propria flotta verso standard sempre più avanzati, accompagnando l’evoluzione dell’infrastruttura ferroviaria.

Ora resta il passaggio decisivo: trasformare la presentazione in servizio quotidiano. I nuovi treni entreranno progressivamente in funzione sulla rete regionale secondo le modalità operative previste dal contratto di servizio e in relazione all’avanzamento dei lavori di elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta.

Il rinnovamento della flotta e l’elettrificazione costituiscono così due facce della stessa trasformazione. Da una parte ci sono i nuovi convogli, già visibili e pronti a entrare nel sistema; dall’altra un’infrastruttura che sta cambiando e che dovrà consentire alla Valle d’Aosta di compiere il salto verso una mobilità ferroviaria più moderna.

La sfida, adesso, sarà fare in modo che questi investimenti si traducano concretamente in puntualità, qualità del servizio, maggiore attrattività e una ferrovia capace di rispondere alle esigenze quotidiane di chi vive e lavora in Valle d’Aosta. Perché i nuovi treni non sono soltanto mezzi che arrivano su un binario: sono il primo segnale visibile di una ferrovia che prova a cambiare passo, come un ponte che finalmente comincia a collegare il presente con il futuro.

pi.mi.