Per ore hanno aspettato, aggrappati alla montagna e alle loro corde, mentre il maltempo chiudeva ogni possibile via d’uscita. Una notte difficile sul Dente del Gigante, a Courmayeur, dove due alpinisti polacchi si sono trovati in una situazione delicata, con l’uomo sospeso nel vuoto e la compagna ferma in sosta sulla parete. Alla fine, dopo una lunga operazione condizionata dalle nuvole e dalla scarsa visibilità, entrambi sono stati portati in salvo.
La svolta è arrivata poco prima di mezzogiorno, quando una temporanea schiarita ha aperto una finestra sufficientemente ampia per consentire all’elicottero del PGHM francese di raggiungere il Dente del Gigante. Il velivolo è riuscito ad avvicinarsi all’alpinista che si trovava bloccato a circa 40 metri dalla vetta, sospeso sulla corda e impossibilitato a muoversi. L’uomo è stato recuperato e trasferito a Chamonix, dove è stato accompagnato per un’eventuale valutazione sanitaria.
Non è stato invece possibile raggiungere con l’elicottero la compagna, rimasta in parete. La finestra di visibilità si è infatti rapidamente richiusa, impedendo al mezzo di operare in sicurezza. Per lei è quindi entrata in azione la squadra di terra, che ha completato il recupero attraverso la via prevista dai soccorritori.
Il primo ostacolo per i soccorritori è stato il meteo. La presenza di nubi in quota e le condizioni di visibilità non consentivano infatti un intervento in elicottero. Sono così state predisposte le squadre del Soccorso Alpino Valdostano e del Soccorso Alpino della Guardia di finanza, pronte a raggiungere il Dente del Gigante via terra.
Nel frattempo erano stati mantenuti in allerta anche i servizi di elisoccorso italiano e francese, nella speranza che un cambiamento delle condizioni atmosferiche potesse consentire l'intervento dal cielo. Ed è stata proprio una breve e preziosa apertura nel cielo a cambiare, almeno in parte, il corso dell'operazione.
L’elicottero francese ha così potuto raggiungere l’alpinista sospeso e portarlo via dalla parete. Per la compagna, invece, la montagna ha imposto ancora una volta tempi diversi da quelli dell’uomo: nessun margine per forzare l’intervento dall’alto e la necessità di affidarsi alla squadra di soccorritori impegnata nell’avvicinamento via terra.