ATTUALITÀ ECONOMIA - 28 settembre 2026, 20:44

Carburanti: dall’inizio del conflitto le compagnie hanno applicato un sovrapprezzo medio di 19,67 centesimi sui prezzi dei carburanti.

Tardivo e doveroso lo sconto, che suona come un ringraziamento al Governo per non aver intaccato gli extraprofitti

La corsa al ribasso dei listini applicati dalle compagnie (ENI Live, seguita da IP), probabilmente il ringraziamento nemmeno troppo celato al Governo per non aver messo mano alla tassazione sugli extraprofitti, arriva decisamente tardi.

Pur apprezzando lo sforzo, non ci uniremo al coro di chi elogia e ringrazia le “povere” compagnie petrolifere che si tagliano i guadagni (tra l’altro con un ritorno pubblicitario non indifferente) dopo essersi arricchite per mesi sulle tasche degli automobilisti.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori – ha calcolato, infatti, che dall’inizio del conflitto è stato applicato un sovrapprezzo medio (calcolato sulla base delle variazioni delle quotazioni della materia prima e del cambio euro/dollaro, nonché tenendo conto delle variazioni delle accise) pari a +20,48 centesimi sulla benzina e +19,47 centesimi sul gasolio.

Sovrapprezzi che hanno determinato, per le famiglie, dall’inizio del conflitto, ricadute di oltre 275,38 euro in termini diretti e di 224,50 euro in termini indiretti, dovuti alle ricadute sul trasporto di beni di largo consumo su gomma.

Oggi, e per un mese, dopo aver praticato per oltre un anno prezzi alti che hanno condizionato negativamente la concorrenza e dopo aver prontamente aumentato i prezzi praticati alla pompa in diverse località (come ci segnalano i cittadini) all’indomani dell’annuncio di venerdì, lo sconto applicato sarà di circa 17 centesimi per la benzina e 19 per il gasolio: comunque meno del sovrapprezzo praticato in questi mesi.

Un’operazione comunque doverosa, che dovrebbero mettere in atto tutti i distributori, per restituire ai cittadini almeno una minima parte di quanto guadagnato in questi mesi.

In realtà, ciò dimostra come, da tempo, vi fosse spazio per una riduzione dei listini, mai operata e decisa strategicamente ora in soccorso del Governo.

Una scontistica su base volontaria, inoltre, creerà differenze tra i consumatori a seconda del luogo di residenza e di lavoro.

Siamo convinti che, per calmierare i prezzi non in modalità spot, serva ben altro: oltre a non abbassare la guardia sul fronte delle accise, è necessario definire nuove regole, controlli stringenti e sanzioni severe sui fenomeni speculativi lungo le filiere dei prezzi dei carburanti e dei generi di largo consumo.

Inoltre, è ora di intervenire con decisione non solo con misure spot (vedi bollo auto), ma riducendo in maniera strutturale gli oneri di sistema sulle bollette e scorporando una volta per tutte le accise sui carburanti dal calcolo dell’IVA (per evitare l’insopportabile tassa sulle tasse), riportando quest’ultima ad un massimo del 10% su tutti i beni energetici.

Bruno Albertinelli