ECONOMIA - 24 settembre 2026, 10:00

Lavoro, in VDA previste 1.150 assunzioni a settembre e 4.530 nel trimestre

I dati del bollettino del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro confermano la tenuta dell'occupazione regionale (+1,1% su base annua). Difficile da coprire quasi un'assunzione su due, con picchi nell'insegnamento

Le imprese della Valle d’Aosta prevedono di stipulare 1.150 nuovi contratti di lavoro nel mese di settembre 2026, dato che raggiunge le 4.530 unità prendendo in considerazione l'intero trimestre settembre-novembre. È quanto si evince dagli ultimi dati del bollettino Excelsior stilato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che mostrano per la regione un andamento migliore della media italiana (+1,1% rispetto allo stesso mese del 2025, contro il -0,6% su scala nazionale).

Terziario e turismo guidano le richieste

Il settore dei servizi rappresenta il vero polmone occupazionale della regione, assorbendo il 78,1% delle entrate mensili (900 assunzioni), seguito dall'industria con le costruzioni al 16,9% (200 assunzioni) e dal comparto agricolo al 5,0% (60 assunzioni).

Entrando nel dettaglio settoriale:

  • I servizi alla persona registrano 300 ingressi previsti.
  • Gli alloggi, la ristorazione e il turismo si attestano a 260 entrate a settembre, per poi salire a 1.750 assunzioni nel trimestre (pari al 38,6% del totale), in vista della preparazione della stagione invernale.
  • I servizi alle imprese contano 220 ingressi.
  • Le costruzioni e il commercio prevedono ciascuno 120 assunzioni.
  • L'industria manifatturiera e l'agricoltura chiudono la graduatoria rispettivamente con 80 e 60 entrate.
  • Tra le figure professionali più cercate spiccano gli addetti e gli esercenti della ristorazione con 190 posizioni.
Difficoltà di reperimento al 48,9%: emergenza per la scuola

Il 48,9% delle assunzioni in programma presenta criticità di copertura, principalmente per carenza di candidati (29,8%) o per preparazione inadeguata dei profili (12,7%). Pur trattandosi di un valore in calo rispetto al 51,8% di settembre 2025, il dato rimane ben oltre la media nazionale (44,1%), confermando come lo squilibrio tra domanda e offerta sia diventato un fattore strutturale nel mercato del lavoro valdostano (toccando il picco del 55,3% nel febbraio 2026).

La situazione più complessa si riscontra nell'ambito dell'educazione e della formazione paritaria o privata, dove la quota di difficile reperimento raggiunge il 95%. In particolare, sono introvabili quasi 9 ricerche su 10 per maestri della scuola primaria (89,4%) e il 95% delle posizioni per educatori.

Qualifiche, manodopera straniera e tipologie contrattuali

L'analisi del profilo professionale evidenzia una spiccata richiesta di qualificati e diplomati IeFP (38,6% delle entrate totali, quasi il doppio rispetto alla media italiana), spinta dai settori di edilizia, accoglienza e ristorazione, mentre dirigenti, specialisti e tecnici coprono il 17,2% delle richieste.

La manodopera straniera riveste un peso importante, coprendo il 15,5% complessivo dei nuovi ingressi, con picchi che raggiungono il 46,7% in agricoltura e il 33,6% nell'edilizia. Sul piano delle forme contrattuali prevalgono nettamente i contratti a termine (79,5% delle entrate) rispetto alle assunzioni stabili a tempo indeterminato o apprendistato (20,5%), testimoniando l'impatto preponderante della stagionalità.

Roberto Sapia, presidente della Chambre Valdôtaine, ha commentato i dati sottolineando come il dinamismo della regione si scontri con uno squilibrio ormai strutturale tra domanda e competenze. Per garantire la competitività del territorio, Sapia ha evidenziato la necessità di rafforzare i percorsi formativi per i giovani e di gestire con efficacia il fabbisogno di manodopera stagionale e straniera.

red.