Ultim'ora - 23 settembre 2026, 16:43

Malattie respiratorie, al Senato confronto su prevenzione e diagnosi precoce

(Adnkronos) - La salute respiratoria è un diritto che deve essere tutelato prima ancora che la malattia si manifesti. È questo il tema al centro del convegno "Articolo 32: il diritto di respirare. Le sfide delle malattie respiratorie tra clinica e politiche sanitarie", in programma questo pomeriggio presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa del Senatore Marco Scurria, alla vigilia della Giornata mondiale del polmone del 25 settembre.  

Le malattie respiratorie - informa una nota - rappresentano una questione prioritaria di salute pubblica, con un impatto significativo sulla mortalità, sulla disabilità e sulla qualità della vita. In Italia, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) interessa circa 3,5 milioni di persone, pari al 5,6% della popolazione adulta (Simg 2025). Eppure, nei dati della medicina generale, la prevalenza clinica registrata è del 2,7%, una distanza che richiama l’attenzione sul fenomeno della sottodiagnosi. Anche l’asma, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è la malattia cronica più comune tra i bambini nel mondo. 

"Nei primi due-tre anni di vita il sistema immunitario respiratorio del bambino è ancora in formazione. Per questo il pediatra ha un ruolo di sentinella insostituibile", spiega Francesco Chiarelli, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Infezioni respiratorie ricorrenti, esposizione a inquinanti possono interferire con un processo che non è ancora concluso, con conseguenze sulla salute dell’adulto. "Il surfattante polmonare, che serve a ridurre la tensione superficiale all’interno degli alveoli dei polmoni, è centrale per la salute respiratoria, non solo nei nati prematuri: il polmone, infatti, continua a svilupparsi nei primi anni di vita, anche da un punto di vista immunologico", prosegue Giuseppe Marchese, pediatra di famiglia a Darfo Boario Terme (Brescia). Dall’infanzia all’età adulta è necessario intercettare precocemente le condizioni di rischio e intervenire tempestivamente.  

 

Per Andrea Vianello, direttore della Uoc di Fisiopatologia dell’Azienda ospedaliera-università di Padova e delegato Aipo-Its/Ets, "il cambiamento più importante sarà il passaggio da una medicina che interviene quando la malattia respiratoria è già conclamata a una medicina capace di prevenirla o, almeno, di intercettarla nelle sue fasi iniziali". Anche il ginecologo ha un ruolo decisivo nella prevenzione della patologia respiratoria neonatale: "Il polmone è tra gli ultimi organi a maturare durante la gravidanza e la corretta composizione del surfattante, cui contribuisce anche il fosfatidilinositolo, è essenziale per la funzione respiratoria alla nascita. Il parto pretermine aumenta il rischio di distress respiratorio. Alcune condizioni materne - tra cui il diabete gestazionale - possono interferire con la maturazione polmonare fetale" Vittorio Unfer, ginecologo e presidente Egoi. 

Non solo esperti, società scientifiche e istituzioni, a completare il confronto in Senato ci sarà anche la voce dei pazienti per riportare al centro del dibattito l’esperienza di chi vive la malattia cronica e l’impatto sull’autonomia e la qualità di vita. "Il paziente - dichiara Stefano Pavanello, presidente Unione trapiantati polmone-Padova Odv - deve essere accompagnato lungo tutto il percorso, con diagnosi tempestive, cure appropriate e continuità assistenziale. La salute respiratoria è un diritto che va garantito ogni giorno".  

Rispetto ai trattamenti e ai percorsi di cura - conclude la nota - la scienza negli ultimi anni ha fatto passi importanti nella comprensione e nel trattamento delle malattie respiratorie. Secondo Maria Caterina Turco dell’Università di Salerno "la sfida oggi è trasformare queste conoscenze in soluzioni concrete, portando rapidamente nella pratica clinica trattamenti sempre più mirati, efficaci e appropriati. L’obiettivo della ricerca traslazionale è accorciare questa distanza, facendo sì che le innovazioni sviluppate dalla ricerca possano tradursi in nuove opportunità terapeutiche per le persone". 

 

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