CULTURA - 23 settembre 2026, 08:05

Il Cantico delle creature, 800 anni dopo: la sfida di salvare Madre Terra

La parrocchia di S.S. Maria Immacolata propone un pomeriggio di riflessione tra spiritualità francescana, ecologia e amore per la vita. Venerdì 2 ottobre, alle 15, un incontro dedicato al Cantico di San Francesco, con interventi di studiosi e una tavola rotonda sul rapporto tra uomo e natura

Salvare il pianeta non è soltanto una questione scientifica, politica o tecnologica. È anche una sfida culturale e spirituale, che chiama ciascuno a ripensare il proprio rapporto con la natura e con tutte le forme di vita. A 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, il suo messaggio torna così a parlare al presente, ricordando quanto siano profondi i legami che uniscono l'umanità al creato. È proprio da questa consapevolezza che nasce «Il canto della creazione», l'iniziativa promossa dalla parrocchia di S.S. Maria Immacolata, in occasione dell'ottavo centenario francescano e del Tempo del Creato.

L'appuntamento è fissato per venerdì 2 ottobre, alle 15, presso la chiesa dell'Immacolata, dove il pubblico sarà accompagnato in un percorso di riflessione sul Cantico di Frate Sole, una delle testimonianze più alte della spiritualità di San Francesco d'Assisi. Un testo che, a distanza di secoli, conserva una straordinaria attualità: nella sua lode al sole, all'acqua, alla terra e a ogni creatura si ritrova un'idea di convivenza fondata sul rispetto, sulla fraternità e sulla responsabilità verso il mondo che ci ospita.

Il pomeriggio si aprirà con l'incontro sul Cantico di Frate Sole, affidato alla voce di Patrizia Cavani, per poi proseguire con contributi che metteranno in dialogo letteratura, spiritualità e scienza. Manuela Lucianaz, docente di letteratura italiana, proporrà «La vita vale più del vestito. Commento al Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi», offrendo una rilettura del testo francescano attraverso il valore della vita e la necessità di riconoscere ciò che conta davvero, al di là dei beni materiali e delle logiche del possesso.

Seguirà l'intervento di fratel Michele D'Assemero, priore dell'abbazia di Novalesa, dal titolo «Vedere oltre per andare oltre», un invito a superare gli orizzonti immediati e a ritrovare una visione capace di orientare le scelte individuali e collettive. Una prospettiva particolarmente significativa in un tempo segnato dalla crisi climatica, dal consumo delle risorse naturali e dalla crescente necessità di costruire modelli di sviluppo più rispettosi degli equilibri ambientali.

A portare il contributo della ricerca scientifica sarà Giuseppe Barbiero, biologo e ricercatore universitario in ecologia, con l'intervento «La Scienza di salvare Madre Terra». Un tema che richiama l'urgenza di affrontare la crisi ecologica attraverso la conoscenza, la consapevolezza e azioni concrete. La tutela degli ecosistemi, la salvaguardia della biodiversità e il contrasto al cambiamento climatico non sono infatti questioni lontane dalla vita quotidiana: riguardano la qualità dell'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il cibo di cui ci nutriamo e le condizioni di vita delle generazioni future.

Il percorso si concluderà con una tavola rotonda, moderata da Laura Verducci, docente di letteratura italiana, che offrirà l'occasione di mettere in relazione le diverse prospettive emerse nel corso dell'incontro.

L'iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del Tempo del Creato, il periodo ecumenico dedicato alla preghiera e all'impegno per la salvaguardia della casa comune, che si celebra ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre. Un tempo che invita a trasformare la riflessione in responsabilità, superando l'idea che la difesa dell'ambiente sia un compito riservato agli esperti o alle istituzioni.

Il messaggio francescano, in questo senso, va ben oltre la dimensione religiosa. Riconoscere la Terra come casa comune significa comprendere che la sua tutela non può essere separata dalla dignità umana, dalla giustizia sociale e dalla solidarietà tra generazioni. Non basta parlare di sostenibilità: occorre ripensare abitudini, consumi e priorità, riconoscendo che le risorse del pianeta non sono infinite e che ogni scelta produce conseguenze.

A 800 anni dalla morte di San Francesco, il suo Cantico torna dunque a essere non soltanto una lode alla bellezza del creato, ma anche un richiamo alla responsabilità di custodirlo. Perché salvare Madre Terra significa proteggere la vita, oggi e domani. E il cambiamento, prima ancora che nelle grandi decisioni, comincia dalla capacità di guardare il mondo con occhi diversi.

pi.mi.