Un immobile rimasto inutilizzato per quasi sei anni si prepara a tornare al servizio della comunità, questa volta in ambito sanitario. Ad Aosta, l’ex sede Inail di corso Padre Lorenzo si trasforma in un nuovo poliambulatorio privato: il 1° ottobre 2026 CDS – La tua casa della salute avvierà ufficialmente le attività, trasferendo nella struttura anche i servizi di Technos Medica, acquisita dal gruppo lo scorso marzo. Un’operazione che segna un nuovo ingresso nel panorama della sanità privata valdostana e che si inserisce nel più ampio processo di consolidamento del gruppo nel Nord-Ovest.
I locali, già accessibili da oggi, 22 settembre, e fino al 30 settembre per informazioni e prenotazioni, sono stati interessati da circa 10 mesi di lavori di riconversione e rinnovamento. Il nuovo centro si sviluppa su una superficie di circa 900 metri quadrati e rappresenta il recupero di uno spazio che aveva cessato di essere utilizzato nell’ottobre 2020.
Con l’avvio delle attività, i pazienti di Technos Medica con appuntamenti fissati dopo il 30 settembre dovranno fare riferimento alla nuova sede di corso Padre Lorenzo. Resteranno invece temporaneamente a Saint-Christophe le prestazioni di Premium Medica, che continueranno a essere erogate negli spazi abituali.
Uno degli aspetti destinati a incidere concretamente sull’accessibilità del nuovo poliambulatorio riguarda la mobilità. Dal 1° ottobre sarà infatti attivato un servizio navetta gratuito per collegare la struttura con i principali parcheggi limitrofi. Una soluzione pensata per agevolare gli spostamenti dei pazienti, in particolare di chi deve sottoporsi a esami diagnostici o visite e può incontrare difficoltà nel raggiungere autonomamente il centro.
Dal punto di vista dell’offerta sanitaria, il poliambulatorio disporrà di 8 studi per visite specialistiche, uno studio ecografico e un’area odontoiatrica con 3 riuniti. A questi si aggiunge un comparto di diagnostica per immagini che comprende TAC, radiologia tradizionale e Cone Beam, oltre a una risonanza magnetica ad alto campo da 1,5 tesla.
Particolare attenzione è riservata proprio alla risonanza magnetica, con l’installazione di un sistema Siemens Magnetom Flow dotato di moduli di intelligenza artificiale Deep Resolve. Secondo quanto comunicato dal gruppo, la tecnologia è progettata per supportare il lavoro dei medici, ottimizzare i protocolli diagnostici e ridurre i tempi di permanenza del paziente all’interno del macchinario. L’obiettivo dichiarato è rendere gli esami più efficienti, intervenendo anche sui consumi e sulle emissioni.
«Vogliamo porci come partner complementare e di supporto per l’USL locale e per il presidio ospedaliero, integrando l’offerta sanitaria con tempi di attesa ridotti e alta tecnologia», ha dichiarato Marco Fertonani, amministratore delegato e fondatore di CDS. Il nuovo poliambulatorio, nelle intenzioni del gruppo, non si propone quindi come alternativa isolata al sistema sanitario pubblico, ma come ulteriore soggetto dell’offerta territoriale.
Fertonani ha inoltre richiamato il percorso avviato con l’acquisizione di Technos Medica e l’intenzione di consolidare il rapporto con la comunità valdostana, citando anche la partnership con il TorX, manifestazione sportiva di richiamo internazionale legata al territorio. Un altro dato fornito dalla società riguarda i pazienti valdostani che già si rivolgevano alle strutture piemontesi del gruppo: nel 2025 sarebbero stati circa 2.500 quelli diretti al centro di Biella. L’apertura ad Aosta punta dunque anche a ridurre gli spostamenti fuori regione per accedere a determinate prestazioni.
Il gruppo dichiara di impiegare circa 700 dipendenti e oltre 1.300 medici, con un volume annuale di circa 1,5 milioni di prestazioni sanitarie.
Per Aosta, l’apertura del nuovo centro rappresenta dunque sia il recupero di un immobile rimasto a lungo inutilizzato sia l’ingresso di una struttura privata dotata di un’offerta diagnostica articolata. La ricaduta effettiva sul sistema sanitario valdostano si misurerà, tuttavia, nella capacità di intercettare una domanda reale, garantire tempi di accesso adeguati e integrarsi con i servizi già presenti sul territorio, in un quadro nel quale la collaborazione tra sanità pubblica e privata resta un tema centrale per l’organizzazione dell’assistenza.