ECONOMIA - 22 settembre 2026, 12:15

La Fédération compie 50 anni e guarda al futuro della cooperazione valdostana

Sabato 26 settembre 2026, a Palazzo regionale, la Fédération des Coopératives Valdôtaines celebrerà mezzo secolo di attività. Una mattinata tra memoria, riconoscimenti e prospettive, con la presenza delle istituzioni valdostane e dei vertici di Confcooperative. Oggi la Fédération riunisce 243 associati, oltre 60 mila soci e un sistema che genera più di 109 milioni di euro di fatturato aggregato

Consiglio

Cinquant’anni non sono soltanto una ricorrenza. Per la Fédération des Coopératives Valdôtaines rappresentano soprattutto l’occasione per rileggere una storia fatta di imprese, persone, territori e comunità e, nello stesso tempo, per interrogarsi sul ruolo che la cooperazione può continuare ad avere nella Valle d’Aosta dei prossimi decenni. L’appuntamento è fissato per la mattinata di sabato 26 settembre 2026, nella Sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale ad Aosta, dove saranno riuniti rappresentanti del mondo cooperativo, istituzioni regionali e vertici di Confcooperative.

La Fédération nacque nel 1976 grazie all’iniziativa di otto cooperative: Cofruits, Cooperativa Forza e Luce di Aosta, Cooperativa Elettrica Gignod, SVAP, Châtel Argent, Société Coopérative Producteurs des Fruits de Jovençan, Valdigne-Mont-Blanc e Agricole Valgrisenche. Da quella esperienza originaria si è sviluppato negli anni un sistema associativo molto più articolato, capace di rappresentare settori differenti e di accompagnare l'evoluzione economica e sociale della regione.

I numeri attuali restituiscono la dimensione di questo percorso. Al 31 dicembre 2025 la Fédération contava 243 associati, tra 85 cooperative, 143 Consorzi di miglioramento fondiario e 15 enti diversi, per oltre 60 mila soci complessivi e un fatturato aggregato superiore a 109 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente. Sono dati che mostrano come la cooperazione valdostana non rappresenti una realtà marginale, ma una componente strutturata dell'economia regionale.

Ed è proprio qui che emerge il ruolo della Fédération: non soltanto organismo di rappresentanza, ma punto di raccordo, servizio e interlocuzione per una realtà cooperativa estremamente diversificata. Dall'agricoltura all'energia, dai servizi ai Consorzi di miglioramento fondiario, la cooperazione intercetta esigenze molto diverse e spesso strettamente legate alle caratteristiche del territorio valdostano. In particolare, i Consorzi svolgono una funzione concreta nella gestione delle acque e della viabilità rurale, contribuendo alla manutenzione di infrastrutture indispensabili per le comunità e per l'attività agricola.

La giornata del 26 settembre sarà quindi costruita come un ponte tra passato e futuro. Il programma prevede alle 9.30 le registrazioni e il welcome coffee, mentre alle 10 è previsto il video introduttivo. Seguiranno l'intervento del presidente della Fédération, Davide Casola, e il videomessaggio del presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.

Alla celebrazione sono attesi il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta Renzo Testolin e gli assessori regionali Luigi Bertschy, Speranza Girod, Giulio Grosjacques e Carlo Marzi, oltre all'onorevole Franco Manes. Per Confcooperative interverranno inoltre la vicepresidente nazionale Anna Manca e la direttrice generale Fabiola Di Loreto.

Sarà soprattutto la voce delle cooperative a restituire il senso di questo anniversario. Attraverso immagini, testimonianze e ricordi dei rappresentanti degli enti associati, la mattinata ripercorrerà alcune delle tappe che hanno accompagnato la Fédération nei suoi primi cinquant'anni. Una memoria che non vuole però essere soltanto celebrativa: conoscere le proprie origini significa anche capire come affrontare trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali sempre più rapide.

Il presidente Davide Casola, intervenendo all'assemblea dei soci dello scorso maggio, aveva sottolineato proprio questa necessità, richiamando l'esigenza di "interpretare i cambiamenti in anticipo" e di costruire nuove forme di collaborazione, alleanze e spazi di innovazione. In quell'occasione aveva inoltre indicato come obiettivo quello di "salvaguardare, consolidare e traghettare le cooperative nel futuro", rafforzando il legame con la comunità locale e la capacità del sistema di affrontare scenari economici sempre più complessi.

La sfida riguarda anche il ricambio generazionale, il coinvolgimento dei giovani e delle donne, la formazione e la capacità di accompagnare le cooperative nelle fasi di difficoltà. In questo quadro assume particolare importanza Irecoop, al quale sarà dedicato uno spazio specifico durante la celebrazione. L'istituto rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la Fédération punta a rafforzare competenze e cultura cooperativa, anche attraverso percorsi formativi e iniziative rivolte alle nuove generazioni.

La formazione diventa così parte integrante della strategia per il futuro. Non si tratta soltanto di garantire alle imprese associate gli strumenti necessari per affrontare gli obblighi normativi o le trasformazioni del mercato, ma anche di diffondere una cultura dell'impresa partecipativa e mutualistica. Un tema particolarmente significativo in una regione nella quale il modello cooperativo è presente in numerosi comparti e continua a svolgere una funzione di presidio economico e sociale.

Il rapporto con il territorio emerge con particolare evidenza anche nel lavoro svolto dalla Fédération a favore dei Consorzi di miglioramento fondiario. Nel giugno 2026, l'organizzazione aveva espresso apprezzamento per i nuovi criteri regionali relativi ai contributi destinati a Consorzi e Consorterie, sottolineando l'importanza degli interventi per la gestione delle acque e della viabilità rurale. La nuova disciplina ha portato, tra l'altro, la spesa massima ammissibile da 200 mila a 250 mila euro per i singoli beneficiari e da 400 mila a 500 mila euro per gli interventi realizzati congiuntamente da più soggetti.

È anche attraverso questo tipo di attività che si misura il ruolo della Fédération: rappresentare interessi comuni, fornire servizi, favorire il confronto con le istituzioni e contribuire a costruire condizioni più favorevoli allo sviluppo delle realtà associate. Una funzione che, dopo mezzo secolo, si trova davanti a una cooperazione profondamente cambiata rispetto a quella del 1976, ma ancora chiamata a rispondere a bisogni molto concreti delle comunità.

Nel corso della mattinata non mancherà infine il momento dedicato alla memoria e al riconoscimento delle persone che hanno costruito questa storia. È prevista la consegna dei riconoscimenti ai Soci Fondatori e agli ex Presidenti e Direttori della Fédération, un tributo a chi ha contribuito alla nascita, alla crescita e al consolidamento dell'organizzazione.

Il cinquantesimo anniversario diventa così un punto di passaggio. Da una parte le otto cooperative che nel 1976 diedero vita alla Fédération e le generazioni che ne hanno sviluppato il progetto; dall'altra una realtà che oggi rappresenta 243 associati e oltre 60 mila soci, chiamata a confrontarsi con burocrazia, costi, innovazione, transizione tecnologica, cambiamenti demografici e nuove esigenze del mercato.

La celebrazione di Palazzo regionale non sarà dunque soltanto una festa per i cinquant'anni trascorsi. Sarà anche un'occasione per ribadire che la cooperazione, quando riesce a mettere insieme persone, competenze e interessi territoriali, può continuare a essere uno strumento di sviluppo e di coesione. E in questa prospettiva la Fédération si conferma il luogo nel quale esperienze differenti possono riconoscersi, confrontarsi e costruire insieme le condizioni per affrontare i prossimi cinquant'anni.

pi.mi.