Prepararsi a intervenire quando un impianto a fune si ferma, garantendo la sicurezza di tutti i passeggeri e tenendo conto delle diverse esigenze delle persone da soccorrere. È questo l’obiettivo dell’attività di addestramento che si è svolta ieri a Pila, dove i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano, insieme agli equipaggi degli elicotteri di soccorso, sono stati impegnati in una serie di esercitazioni dedicate alle procedure di evacuazione in emergenza. Un’attività che assume un valore ancora più rilevante alla luce dell’attenzione riservata al soccorso inclusivo, affinché anche le persone con disabilità possano essere evacuate in condizioni di sicurezza, attraverso tecniche e presidi adeguati alle loro necessità.
L’appuntamento di ieri, martedì 22 settembre, ha rappresentato la seconda delle quattro giornate di addestramento previste dal programma, articolato su due settimane, nelle giornate di lunedì e martedì. Un percorso operativo rivolto ai tecnici degli elicotteri SA1, SA2 e SA3, con l’obiettivo di consolidare le capacità di intervento e affinare il coordinamento tra le diverse professionalità chiamate a operare in scenari complessi.
Alle esercitazioni hanno partecipato i tecnici specializzati del Soccorso Alpino Valdostano, i medici, i piloti e i tecnici verricellisti, impegnati in attività che richiedono precisione, preparazione e una stretta integrazione tra le squadre a terra e gli equipaggi in volo. L’evacuazione di un impianto bloccato è infatti un’operazione delicata, nella quale la tempestività deve necessariamente accompagnarsi al rispetto di procedure rigorose, alla valutazione delle condizioni ambientali e alla capacità di adattare le modalità di soccorso alle caratteristiche delle persone coinvolte.
Fondamentale, per la riuscita dell’attività, la collaborazione di Pila S.p.A., che ha messo a disposizione la telecabina Pila-Stella e la seggiovia Bosco, consentendo ai soccorritori di esercitarsi direttamente sugli impianti e di confrontarsi con situazioni operative realistiche.
Sulla seggiovia Bosco, invece, l’addestramento ha riguardato la traslazione lungo la fune mediante appositi carrelli, utilizzati per raggiungere le seggiole e procedere alle operazioni di evacuazione. Si tratta di una tecnica particolarmente importante negli scenari in cui le condizioni meteorologiche avverse impediscono il volo dell’elicottero, rendendo necessario un intervento diretto sull’impianto. La capacità di operare anche in assenza del supporto aereo rappresenta un elemento essenziale nella pianificazione delle emergenze in ambiente montano, dove meteo, quota e morfologia del territorio possono incidere significativamente sulle possibilità di intervento.
Uno degli aspetti centrali della giornata è stato il soccorso inclusivo, con un approfondimento specifico sulle procedure di evacuazione delle persone con disabilità e sull’impiego dei relativi presidi. Un ambito nel quale la preparazione tecnica deve integrarsi con la conoscenza delle diverse esigenze individuali, affinché le operazioni possano svolgersi con la massima sicurezza e nel rispetto della persona soccorsa.
L’addestramento di Pila rafforza così un approccio alla sicurezza che non si limita alla gestione dell’emergenza, ma considera l’inclusività parte integrante della preparazione dei soccorritori. Perché la sicurezza degli impianti a fune non riguarda soltanto la capacità di evacuare rapidamente i passeggeri in caso di arresto, ma anche quella di assicurare a ciascuno un’assistenza adeguata, indipendentemente dalle proprie condizioni o necessità. (fonte cus)
Le esercitazioni proseguiranno nelle prossime giornate previste dal calendario, lunedì 28 e martedì 29 settembre, completando il ciclo di quattro appuntamenti dedicati all’addestramento. Un investimento sulla preparazione degli equipaggi e delle squadre specializzate che contribuisce a rafforzare il sistema valdostano di soccorso in montagna, coniugando competenza tecnica, capacità di intervento e attenzione concreta all’accessibilità.