Il confronto sul patrimonio energetico del Comune di Aosta arriva in Consiglio comunale con una mozione di AVS-Rete Civica, ma la risposta della Giunta sposta rapidamente il terreno della discussione: non si parte da zero, perché una parte consistente del lavoro richiesto è già stata avviata. È questo il punto politico dell’intervento dell’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto, dell’Union Valdôtaine, chiamato a rispondere alla proposta di avviare un censimento degli edifici comunali e di costruire, sulla base dei dati raccolti, un piano pluriennale di efficientamento.
La mozione chiedeva di concentrare l’attenzione soprattutto sugli immobili più energivori, con particolare riferimento a scuole, impianti sportivi e strutture comunali, arrivando a definire interventi, costi, tempi e possibili finanziamenti. Un’impostazione che, nella replica dell’Amministrazione, trova però già una risposta concreta negli strumenti messi in campo negli ultimi anni.
Cometto ha infatti richiamato la Convenzione Consip SIE4, attraverso la quale il Comune ha affidato a ENGIE Servizi, per 9 anni, la gestione degli impianti termici di 57 edifici comunali. Il passaggio politico più rilevante della risposta è proprio questo: il contratto non si limita alla gestione ordinaria degli impianti, ma comprende un insieme di attività che coincidono in larga parte con gli obiettivi indicati dalla mozione.
Nel Piano Tecnico Economico sono infatti già previsti il censimento energetico degli immobili, l’analisi dei consumi degli ultimi 3 anni, un programma di interventi di riqualificazione ed efficientamento e sistemi di monitoraggio e telecontrollo. Soprattutto, la convenzione prevede una garanzia di riduzione dei consumi energetici del 25%.
Per Cometto, dunque, il tema non è semplicemente quello di fotografare la situazione degli edifici comunali, ma di utilizzare quella conoscenza per intervenire concretamente. Ed è proprio l’elenco degli interventi programmati a dare sostanza alla strategia dell’Amministrazione: la coibentazione della scuola San Francesco, i lavori nei nidi di via Roma e viale Europa, la sostituzione dei serramenti del Palazzo civico e interventi sugli impianti di altri immobili comunali.
La discussione consiliare assume così anche una dimensione più politica. Da una parte c'è la richiesta dell'opposizione di dotarsi di una visione complessiva del patrimonio energetico; dall'altra la Giunta rivendica l'esistenza di un percorso già strutturato, sostenendo che censimento, programmazione e interventi siano già collegati all'interno di un'unica operazione.
E qui entra in gioco anche il lavoro dell'assessore alle Politiche sociali Marco Gheller, anch'egli dell'Union Valdôtaine. Perché molti degli edifici interessati dagli interventi energetici non sono semplicemente immobili comunali, ma strutture nelle quali vengono erogati servizi direttamente rivolti ai cittadini. I nidi, la biblioteca e gli altri spazi destinati ai servizi alla persona rappresentano quindi il punto di incontro tra la politica infrastrutturale di Cometto e quella sociale di Gheller.
Il caso dei nidi è particolarmente significativo. Cappotti termici, isolamento dei solai e nuovi serramenti consentono di ridurre i consumi, ma contemporaneamente intervengono sulla qualità degli ambienti frequentati ogni giorno da bambini, famiglie e operatori. Lo stesso principio vale per la biblioteca Ida Désandré di viale Europa, inserita nel più ampio processo di riqualificazione del patrimonio comunale.
La linea indicata dai due assessorati è quindi quella di considerare l'efficienza energetica non come un capitolo separato, riservato agli impianti e alle bollette, ma come una componente della qualità complessiva dei servizi pubblici. Un edificio comunale che consuma meno è anche un edificio sul quale, nel tempo, possono diminuire i costi di gestione e migliorare le condizioni di utilizzo.
Nel corso della risposta, Cometto ha voluto mettere in evidenza anche il lavoro degli uffici, con un ringraziamento alle strutture comunali coinvolte e, in particolare, all'Ufficio Impianti. Un passaggio che porta la discussione dalla dimensione politica a quella amministrativa: dietro un piano di efficientamento ci sono infatti dati da raccogliere, contratti da predisporre e controllare, impianti da monitorare e risultati da verificare.
Il capitolo energetico non riguarda peraltro soltanto gli edifici. La stessa impostazione è stata adottata per la pubblica illuminazione, con la riqualificazione di circa 70 chilometri di rete e oltre 6.000 punti luce. Anche in questo caso l'obiettivo è quello di intervenire su un patrimonio molto esteso per ottenere una riduzione dei consumi e una gestione più efficiente.
Nella visione dell'Amministrazione entra inoltre un altro elemento: il ricorso alle partnership pubblico-private. Il Comune mantiene la funzione di indirizzo, stabilisce gli obiettivi e controlla i risultati, mentre soggetti privati possono mettere a disposizione competenze, investimenti e capacità operativa. Una formula che, nelle intenzioni della Giunta, dovrebbe consentire di trasformare più rapidamente le risorse disponibili in interventi concreti.
Il confronto in Consiglio lascia quindi sul tavolo una questione che sarà soprattutto da verificare nei prossimi anni: non tanto se il Comune abbia iniziato a occuparsi di energia, quanto se gli strumenti già attivati riusciranno a produrre i risultati attesi. Il 25% di riduzione dei consumi indicato nella convenzione costituisce in questo senso un obiettivo misurabile.
La mozione di AVS-Rete Civica ha riportato il tema nell'aula consiliare e ha chiesto una programmazione complessiva. La risposta di Cometto ha evidenziato che, almeno su una parte significativa del patrimonio, censimento, monitoraggio e interventi sono già dentro un percorso operativo. Con Gheller, il tema viene invece ricondotto alla qualità dei servizi che quegli edifici ospitano.
È su questo terreno che si giocherà ora la verifica politica dell'operazione: passare dai programmi ai risultati, misurare effettivamente i consumi e dimostrare che gli investimenti sul patrimonio comunale possono tradursi contemporaneamente in risparmio energetico, minori costi di gestione e servizi pubblici di maggiore qualità.