(Adnkronos) - "Oggi la comunicazione si sviluppa fortemente sui social media e si sta ridisegnando nei suoi settori chiave. La comunicazione paralimpica è però molto delicata: si tende ancora a non integrarla pienamente come argomento ordinario. Allo stesso modo in cui parliamo di sport olimpico o di sport femminile, vorrei che lo sport paralimpico rientrasse in questa medesima logica, come un settore con una propria dignità e identità". Lo ha detto oggi a Roma Marco Giunio De Sanctis, Presidente Comitato Italiano Paralimpico, partecipando all’evento di presentazione del numero diciannove del The Corporate Communication Magazine, dal titolo 'Sport e comunicazione. Un nuovo paradigma per la reputazione aziendale', prodotto dall’Osservatorio International Corporate Communication Hub.
Il mondo dei Giochi Paralimpici "negli ultimi anni ha compiuto un progresso vorticoso. A questo si sono accompagnati grandi avanzamenti in diversi settori, tra cui la comunicazione - ha aggiunto - Tuttavia, lo dico in maniera obiettiva, si tratta di una comunicazione non ancora completa e che non ci soddisfa appieno. È evidente come la copertura mediatica sia molto importante e rilevante durante i Giochi Paralimpici, prima e dopo l'evento, soprattutto in termini di medaglie conseguite. Sarebbe però opportuno e corretto che lo fosse sempre, in ogni momento".
E continua: "Occupiamo infatti un posto di primaria importanza nello sport nazionale, alla pari del Coni. Nella dignità e nella missione, si tratta della stessa realtà, tant'è che 23 federazioni sono riconosciute da entrambi gli enti - evidenzia - In questo contesto, il digitale e l'online possono offrirci un grande supporto e fare davvero molto, ma occorre fare attenzione: sul web può accadere di tutto e ognuno può interpretare le cose in modo difforme da quello che è invece un significato univoco, ovvero l'alto valore sociale, morale ed etico del mondo paralimpico", conclude.