FEDE E RELIGIONI - 21 settembre 2026, 08:00

Papa Leone XIV: «Dio è per tutti, non solo per qualcuno»

All’Angelus in piazza San Pietro, il Pontefice riflette sulla parabola dei lavoratori nella vigna e richiama il valore della misericordia, della pace e della solidarietà. Dopo la preghiera, l’appello per la Somalia, dove violenze ed eventi climatici estremi aggravano la crisi umanitaria, soprattutto per donne e bambini

La domenica in piazza San Pietro è scandita da un appuntamento che unisce fede, raccoglimento e partecipazione popolare. Si apre la finestra dello studio del Palazzo Apostolico, Papa Leone XIV si affaccia e viene accolto da un tripudio di applausi e cori. Migliaia di fedeli si stringono idealmente attorno al Pontefice per il consueto incontro domenicale con l’Angelus, momento di preghiera e riflessione che questa volta si sviluppa attorno a un messaggio di speranza, misericordia e inclusione.

Il Papa prende spunto dalla liturgia del giorno e dalle parole del profeta Isaia, che invitano a guardare oltre i limiti delle logiche umane. «Nella liturgia di oggi, il Signore, per bocca del profeta Isaia, ci dona un grande motivo di speranza, dicendoci che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri e le sue vie non sono le nostre vie», afferma Leone XIV davanti ai fedeli riuniti in piazza.

I disegni di Dio, sottolinea il Pontefice, sono infinitamente più grandi e persino più umani rispetto a quelli che uomini e donne, segnati dal peccato, riescono a concepire e realizzare. Un richiamo che invita a superare le resistenze di fronte alle novità che Dio riserva all’umanità e ad accogliere una prospettiva capace di andare oltre i criteri abituali del merito e del calcolo.

Al centro della riflessione c’è il Vangelo del giorno, con la parabola dei lavoratori chiamati nella vigna del Signore in momenti diversi della giornata: «Chi per una giornata intera, chi soltanto per qualche ora, chi già quasi al tramonto». Una storia evangelica che mette in discussione il modo umano di intendere la giustizia e la ricompensa, aprendo lo sguardo sulla gratuità dell’amore di Dio.

Il passaggio decisivo è quello della retribuzione. Il padrone della vigna mantiene gli accordi con i lavoratori della prima ora, ma riconosce agli ultimi lo stesso trattamento, mostrando una bontà che supera le aspettative di chi si ritiene più meritevole. È proprio qui, secondo il Papa, che si trova il cuore del messaggio evangelico: «Dio è per tutti, non solo per qualcuno».

Una parola che diventa anche un invito a rivedere le proprie certezze, comprese quelle di chi si considera arrivato per primo o ritiene di aver conquistato da solo ciò che possiede. «Dio ha vie diverse e pensieri nuovi anche per coloro che si ritengono i primi e ritengono di aver guadagnato ciò che sono, di aver meritato i risultati che hanno raggiunto», osserva Leone XIV.

Il Pontefice richiama quindi la necessità di lasciare spazio a una logica diversa da quella della competizione e della rivendicazione individuale. «Tutti, invece, guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allargata quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine».

La riflessione si conclude con un’esortazione rivolta all’intera comunità cristiana, chiamata a vivere la fede attraverso il servizio e la collaborazione. «Fratelli e sorelle, è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace!», afferma il Papa, indicando nella novità di Dio una strada che non lascia spazio all’invidia e alla divisione.

Da qui l’invito a cercare il Signore, ad abbandonare le vie distorte e i pensieri iniqui, lasciandosi guidare da una misericordia capace di costruire comunione e riconciliazione.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Leone XIV rivolge infine l’attenzione alla Somalia, esprimendo vicinanza e preoccupazione per una crisi umanitaria che continua a colpire duramente la popolazione. «Esprimo la mia vicinanza alla popolazione della Somalia, dove episodi di violenza e fenomeni climatici estremi stanno aggravando le già precarie condizioni di vita, in particolare di donne e bambini», dichiara il Pontefice.

Un appello che richiama la responsabilità della comunità internazionale di fronte a un’emergenza che mette a rischio le fasce più vulnerabili. Il Papa auspica un coinvolgimento generoso e concreto, affinché «non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’assistenza necessaria».

Dalla parabola evangelica alla sofferenza di un popolo colpito da violenze e calamità, il messaggio dell’Angelus si ricompone così attorno a un filo conduttore: una solidarietà che non esclude, una misericordia che supera i confini del merito e una pace che si traduce in gesti concreti verso chi ha più bisogno.