Ci sono gesti che non chiedono nulla in cambio, ma che possono fare la differenza tra la vita e la morte. Donare il sangue è uno di questi: un atto silenzioso di altruismo che, giorno dopo giorno, alimenta una rete di solidarietà capace di unire persone, generazioni e comunità. È proprio questo spirito che ha animato la 41ª Giornata del Donatore dell’Avis Comunale di Gressan-Jovencan, celebrata nella suggestiva cornice del Castello Tour de Ville, dove riconoscenza, memoria e impegno per il futuro si sono intrecciati in una serata dedicata a chi ha fatto della donazione una scelta di vita.
Le celebrazioni sono iniziate alle ore 18, con la cerimonia ufficiale condotta dalla presidente Marisa Zambon, che ha guidato con attenzione e sensibilità una giornata dal forte valore associativo e sociale. Un appuntamento che ha permesso di rendere omaggio ai donatori, ma anche di ribadire il ruolo fondamentale dell’Avis, in Valle d’Aosta e a livello nazionale, nella promozione della cultura del dono e nella costruzione di una comunità più solidale.
La manifestazione si è aperta con un minuto di raccoglimento in memoria di Corradino Cuneaz, fondatore dell’Avis di Gressan, recentemente scomparso. Un momento intenso, nel quale il ricordo di chi ha contribuito a costruire le fondamenta dell’associazione si è fatto riconoscenza per un’eredità che continua a vivere nell’impegno dei volontari e nella generosità dei donatori.
Nel corso del suo intervento, Marisa Zambon ha richiamato l’attenzione sull’importanza del servizio svolto dall’Avis, sottolineando il valore sociale di un’associazione che mette al centro la persona e la solidarietà. La presidente ha inoltre rivolto un appello ai giovani, invitandoli a entrare nella grande famiglia dei donatori della Valle d’Aosta, anche attraverso il coinvolgimento dei 13 presidenti territoriali presenti sul territorio regionale e il supporto del Gruppo giovani donatori Avis VdA.
Parole che raccontano una sfida concreta per il mondo del volontariato: trasmettere alle nuove generazioni il valore di un gesto che non ha bisogno di clamore, ma che rappresenta una risorsa insostituibile per l’intera collettività.
A portare i saluti e i ringraziamenti delle istituzioni e dell’associazione sono stati il sindaco di Gressan, René Cottino, e Ingrid Bredy, rappresentante nazionale Avis ed ex presidente regionale. La loro presenza ha testimoniato la vicinanza delle istituzioni e dei vertici associativi a una realtà che, grazie all’impegno costante dei suoi volontari, contribuisce concretamente al benessere della comunità.
Sono state assegnate le medaglie di bronzo per 8 donazioni, quelle d’argento per 16 donazioni, le medaglie d’argento dorato per 36 donazioni e le medaglie d’oro per 50 donazioni. Particolarmente significativi i riconoscimenti conferiti a Sabrina Bredy, insignita della medaglia d’oro con rubino per 75 donazioni, e a Mauro Dayné, premiato con la medaglia d’oro con smeraldo per aver raggiunto il traguardo delle 100 donazioni.
Numeri che non raccontano soltanto una lunga attività di donazione, ma anche una straordinaria testimonianza di fedeltà ai valori del volontariato. Dietro ogni riconoscimento ci sono infatti tempo, disponibilità e la consapevolezza che un gesto individuale può diventare una speranza concreta per chi si trova ad affrontare una situazione di fragilità.
L’Avis Comunale di Gressan-Jovencan si conferma, del resto, una delle realtà più attive del panorama regionale. Con 380 soci effettivi e circa 730 donazioni complessive all’anno, la sezione si colloca tra le prime tre Avis della Valle d’Aosta per volumi di attività e partecipazione. Un risultato che testimonia la solidità del lavoro svolto e l’importanza di una presenza associativa radicata nel territorio, capace di trasformare la solidarietà in un impegno concreto e continuativo.
Al termine della cerimonia, la festa è proseguita con un momento conviviale nel suggestivo parco del Castello Tour de Ville, dove i partecipanti hanno condiviso una casse-croûte all’insegna della convivialità e dello spirito di appartenenza.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti i soci intervenuti e alle autorità presenti, la cui partecipazione ha confermato la vicinanza della comunità ai valori dell’associazione.
La 41ª Giornata del Donatore si è così conclusa nel segno della riconoscenza e della condivisione, lasciando un messaggio che va oltre la celebrazione dei traguardi raggiunti: la solidarietà vive attraverso le persone che scelgono di esserci, con discrezione e generosità. E, come ha ricordato la presidente Marisa Zambon, il futuro dell’Avis passa anche dalla capacità di coinvolgere nuovi donatori, perché ogni nuova adesione rappresenta una promessa di vita e un investimento nel bene comune.