ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 20 settembre 2026, 08:30

A Charvensod la scuola sale sul palco: 90 bambini diventano “Digourdì” e imparano l’arte di fare comunità

Un anno di teatro, musica, scenografie e creatività porterà gli alunni delle primarie al Teatro Giacosa. Un’esperienza che intreccia educazione artistica, associazionismo e cultura valdostana

Jordy Bollon

A volte per avvicinare i bambini all’arte non servono soltanto lezioni, laboratori o visite ai musei. Serve dare loro un palcoscenico, affidare una responsabilità e permettere che siano protagonisti. È questa l’idea alla base di “Être Digourdì”, il nuovo progetto che coinvolgerà per l’intero anno scolastico gli alunni delle scuole primarie “Davide Mirko Viérin” e “Adelline Lucianaz” di Charvensod.

Circa 90 bambini e bambine saranno chiamati a trasformarsi in una vera e propria compagnia teatrale, con un obiettivo ambizioso e concreto: arrivare, alla fine dell’anno scolastico, alla realizzazione di uno spettacolo sul palco del Teatro Giacosa di Aosta insieme all’associazione teatrale Le Digourdì.

Ma la vera sfida non sarà soltanto imparare una parte e recitare.

Sarà scoprire che dietro a uno spettacolo ci sono persone, competenze, idee e responsabilità diverse. Ci sarà chi salirà sul palco e chi lavorerà dietro le quinte, chi si occuperà delle scenografie, dei costumi, della musica e del canto, chi della comunicazione, dei video, dei materiali promozionali e dell’accoglienza del pubblico.

Un piccolo teatro, insomma, come una piccola comunità.

Ed è proprio qui che il progetto assume un significato particolarmente interessante per una realtà come la Valle d’Aosta, dove la dimensione associativa e il volontariato rappresentano da sempre una parte importante della vita dei paesi.

Il progetto nasce infatti nell’ambito di “Être Association”, iniziativa del Comune di Charvensod pensata per avvicinare concretamente i bambini al mondo dell’associazionismo attraverso le realtà del territorio. Per il primo anno è stata scelta l’associazione teatrale Le Digourdì, ma l'obiettivo va oltre il teatro: far sperimentare ai più giovani il valore del fare insieme.

Una filosofia che, in Valle d’Aosta, richiama una tradizione profondamente radicata: quella delle comunità che si organizzano, collaborano e mettono a disposizione tempo e capacità per realizzare qualcosa che appartiene a tutti. È lo stesso spirito che si ritrova nelle associazioni culturali e sportive, nelle bande, nei gruppi folkloristici, nelle compagnie teatrali, nelle iniziative di paese e nelle tante forme di volontariato che tengono vive le comunità valdostane.

“Être Digourdì” porta questo patrimonio dentro la scuola, affidandolo ai bambini.

Il teatro diventa così anche uno strumento per conoscere la propria cultura e il proprio territorio. Le lingue entreranno nel percorso attraverso la lettura e l’analisi dei testi e la costruzione delle scene; le attività artistiche accompagneranno la realizzazione di scenografie, costumi e locandine; musica e canto contribuiranno alla costruzione dello spettacolo.

E ci sarà spazio anche per la creatività personale degli alunni, chiamati a sviluppare alcuni contenuti attraverso il proprio sguardo e la propria sensibilità.

Il risultato finale sarà un adattamento di “The Boy, the Mole, the Fox and the Horse” di Charlie Mackesy, ma il vero spettacolo comincerà molto prima di andare in scena.

Comincerà in classe, quando un bambino scoprirà di avere una capacità che non aveva ancora valorizzato. Continuerà quando un gruppo dovrà trovare un modo per collaborare. Crescerà quando qualcuno capirà che anche chi non recita ha un ruolo indispensabile. E arriverà infine sul palcoscenico, dove il lavoro di mesi diventerà un’esperienza condivisa.

È questo, probabilmente, il passaggio più significativo dell’iniziativa: l’arte come esperienza di cittadinanza.

Perché insegnare teatro ai bambini significa anche insegnare ad ascoltare, parlare davanti agli altri, accettare un punto di vista diverso, assumersi una responsabilità e avere cura del risultato collettivo. Significa scoprire che non tutti devono fare la stessa cosa per essere ugualmente importanti.

«L’Amministrazione comunale da anni collabora con i plessi scolastici, grazie al fattivo ruolo del corpo docente», sottolinea il consigliere Jordy Bollon, responsabile del progetto, ricordando le iniziative già realizzate, da Bondzor alla Consulta comunale dei ragazzi, dalla Corvée alle Maturità comunali. «Quest’anno, attraverso il teatro, faremo riflettere i bambini sul ruolo e sulla funzione delle associazioni locali, presentandole e suscitando attorno a loro interesse e curiosità attraverso la simulazione di un’esperienza concreta di associazione».

L’iniziativa si inserisce inoltre in un percorso di avvicinamento all’arte già avviato dal Comune, che quest’anno ha proposto agli alunni delle primarie anche “Cappuccetto rosso e lo pan ner”, spettacolo della compagnia Palinodie scelto come momento di benvenuto per l’inizio dell’anno scolastico.

Il progetto “Être Digourdì” compie però un passo ulteriore: non porta soltanto l’arte a scuola, ma porta la scuola dentro l’arte.

E quando, alla fine dell’anno, le luci del Giacosa si accenderanno, sul palco non ci saranno semplicemente novanta bambini che recitano uno spettacolo.

Ci sarà il risultato di un anno trascorso a imparare che una comunità funziona quando ciascuno mette a disposizione qualcosa di sé.

Una lezione che, in una piccola regione dove la cultura dei paesi e delle associazioni continua a rappresentare una parte importante dell’identità collettiva, vale forse quanto lo spettacolo stesso.

je.fe.