ATTUALITÀ - 19 settembre 2026, 19:58

Adriano Favre riporta in Valle d’Aosta il Premio di solidarietà alpina: a Pinzolo la Medaglia del Presidente della Repubblica

La 55ª Targa d’argento del Premio internazionale di solidarietà alpina è stata assegnata alla guida alpina di Ayas, già direttore del Soccorso Alpino Valdostano. Medaglia d’oro alla memoria a Luca Sinigallia, morto nel tentativo di soccorrere un’alpinista sul Pik Pobeda. Alla manifestazione conferita anche la Medaglia del Presidente della Repubblica al presidente del Comitato organizzatore, Giuseppe Ciaghi

 La solidarietà valdostana torna protagonista sulle montagne, là dove il coraggio, la competenza e la disponibilità a mettere a rischio la propria vita per gli altri rappresentano valori che non conoscono confini. È nel segno di questa autentica cultura del soccorso alpino che Adriano Favre, guida alpina di Ayas ed ex direttore del Soccorso Alpino Valdostano, ha ricevuto questa mattina, 19 settembre 2026, la 55ª Targa d’argento del Premio internazionale di solidarietà alpina di Pinzolo. Un riconoscimento prestigioso che celebra oltre mezzo secolo di impegno in montagna e che riporta in Valle d’Aosta un premio che mancava da 36 anni.

La cerimonia, ospitata al Paladolomiti di Pinzolo, in Trentino, ha riunito il mondo dell’alpinismo e del soccorso in una giornata di riconoscimenti, memoria e partecipazione. Accanto alla Targa d’argento assegnata a Favre, è stata conferita la Medaglia d’oro alla memoria a Luca Sinigallia, l’alpinista scomparso nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, mentre cercava di portare aiuto a una collega in difficoltà. Alla celebrazione dei valori della solidarietà alpina si è aggiunto un ulteriore riconoscimento: la Medaglia del Presidente della Repubblica, consegnata a Giuseppe Ciaghi, presidente del Comitato organizzatore e rappresentante del Premio.

«È un grande onore, che ci riempie di orgoglio e rinforza il nostro impegno nel riconoscere e premiare il valore universale della solidarietà», ha commentato Ciaghi, sottolineando il significato di una distinzione che valorizza il percorso di una manifestazione capace, da 55 edizioni, di raccontare il volto più generoso della montagna.

Per la Valle d’Aosta, il riconoscimento ad Adriano Favre assume un significato particolare. La sua storia professionale e umana è profondamente legata alla montagna e alla cultura del soccorso, in un percorso che attraversa oltre cinquant’anni di attività, contraddistinti da coraggio, spirito di abnegazione e competenza tecnica. Già direttore del Soccorso Alpino Valdostano, Favre ha contribuito in modo significativo alla crescita e allo sviluppo delle attività di ricerca e soccorso, dedicando una particolare attenzione all’addestramento e all’impiego dei cani da valanga.

Un’esperienza costruita sul campo, tra interventi complessi, formazione e responsabilità, che oggi trova nel Premio di Pinzolo un riconoscimento di respiro internazionale. Ma nel momento della consegna della Targa d’argento, Favre ha voluto allargare lo sguardo oltre il proprio percorso personale, ricordando anche chi il soccorso lo vive da casa, nell’attesa e nella preoccupazione.

Il pensiero della guida alpina di Ayas è andato alle famiglie dei soccorritori, a quelle persone che aspettano il ritorno dei propri cari ogni volta che partono per una missione, consapevoli dei rischi che comporta intervenire in aiuto di chi si trova in pericolo. Un richiamo che restituisce tutta la dimensione umana del soccorso alpino e il valore di una solidarietà che coinvolge non soltanto chi opera direttamente in montagna, ma anche chi ne condivide quotidianamente sacrifici, assenze e preoccupazioni.

Con Favre, la Targa d’argento torna dunque in Valle d’Aosta dopo 36 anni. L’ultima assegnazione a un valdostano risaliva infatti al 1990, quando il riconoscimento venne conferito a Pietro Bassi, di Courmayeur, tra i medici pionieri del servizio di soccorso in montagna. Un ritorno che sottolinea il contributo storico della Valle d’Aosta alla cultura alpina e a un sistema di soccorso che, nel tempo, ha saputo sviluppare competenze, professionalità e capacità d’intervento riconosciute ben oltre i confini regionali.

A segnalare la candidatura di Favre al Comitato organizzatore è stato Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che si è congratulato con il premiato e ha reso omaggio al significato della manifestazione. Un Premio che, come sottolineato dal presidente del CNSAS, offre valore e visibilità all’impegno di uomini e donne che scelgono di mettersi al servizio del prossimo.

Il legame tra il Corpo nazionale e la manifestazione di Pinzolo si è confermato anche attraverso la presenza della Direzione nazionale del CNSAS, riunitasi nella località trentina nella giornata di venerdì 18 settembre, alla vigilia della cerimonia. Una partecipazione al completo che ha rappresentato un’ulteriore testimonianza della vicinanza del mondo del soccorso alpino a un riconoscimento che ne celebra i valori fondanti.

La giornata ha avuto anche un momento di profonda commozione con la consegna della Medaglia d’oro alla memoria di Luca Sinigallia, alpinista di grande esperienza morto nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, durante un tentativo di soccorso a Natalia Nagovitsyna, alpinista russa rimasta gravemente ferita e bloccata a oltre 7.000 metri di quota.

Il gesto di Sinigallia, compiuto in condizioni ambientali estreme, è stato ricordato durante la consegna del riconoscimento ai familiari come «un gesto di straordinario altruismo e solidarietà», capace di incarnare i più autentici valori di coraggio, generosità e fratellanza della montagna. Una vicenda nella quale la scelta di intervenire per aiutare un’altra persona ha assunto un significato che va oltre il risultato dell’operazione, diventando testimonianza concreta di ciò che significa solidarietà in alta quota.

La memoria di Sinigallia resta inoltre legata al tentativo di restituire una risposta alla sua famiglia. Nell’agosto 2026, IRT – International Rescue Team, in collaborazione con il CNSAS, ha organizzato una nuova missione sul Pik Pobeda per cercare il corpo dell’alpinista scomparso.

La squadra, composta da due esperti di alta quota e da un pilota specializzato nell’impiego di droni per il soccorso, ha raggiunto l’area di ricerca attraverso un trasferimento coordinato con i familiari e il Consolato italiano a Bishkek. Il 14 agosto sono stati effettuati dieci voli di drone, concentrati nell’area della scomparsa, a quote comprese tra 6.400 e 6.800 metri.

Nonostante condizioni meteorologiche favorevoli, l’impegno dei soccorritori e il supporto delle tecnologie impiegate, le ricerche non hanno consentito di individuare tracce del corpo. La squadra è rientrata in Italia il 17 agosto, al termine di un ulteriore tentativo concreto di fare chiarezza sulla sorte dell’alpinista e offrire una risposta ai suoi familiari.

Alla cerimonia sono intervenuti anche Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo, e Tullio Serafini, presidente dell’Apt Campiglio, che hanno reso omaggio ai premiati e a quella grande famiglia del Premio che, da oltre mezzo secolo, riunisce il mondo della montagna nel segno della solidarietà.

È proprio questa la montagna che il Premio internazionale di solidarietà alpina continua a raccontare dal 1972, anno della sua ideazione da parte di Angiolino Binelli. Una montagna fatta di imprese, ma soprattutto di persone; di capacità tecniche, ma anche di responsabilità; di gesti che spesso si consumano lontano dai riflettori e che trovano nella disponibilità ad aiutare gli altri la loro ragione più profonda.

Per la Valle d’Aosta, il riconoscimento ad Adriano Favre rappresenta così non soltanto un motivo di orgoglio, ma anche un’occasione per ribadire il valore di una tradizione alpina nella quale il soccorso è parte integrante dell’identità del territorio. Una tradizione che, attraverso figure come Favre, continua a testimoniare come la solidarietà in montagna non sia una parola astratta, ma una scelta quotidiana, spesso compiuta nel momento in cui la vita di un altro essere umano dipende dalla propria capacità di intervenire.

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