CULTURA - 17 settembre 2026, 10:07

Dentro il ghiacciaio, una masterclass con Michele Freppaz

Al Forte di Bard una masterclass dedicata alla salute della criosfera alpina e agli effetti del cambiamento climatico. Sabato 26 settembre 2026, il professor Michele Freppaz accompagnerà il pubblico alla scoperta delle trasformazioni dei ghiacciai, del permafrost e delle riserve idriche, con una visita alla mostra di Sebastião Salgado

I ghiacciai alpini sono archivi naturali capaci di conservare e restituire preziose informazioni sulla storia del clima. Allo stesso tempo, sono tra gli ambienti più esposti agli effetti del riscaldamento globale e rappresentano oggi sentinelle particolarmente fragili delle trasformazioni in corso nelle terre alte. È da questa consapevolezza che prende avvio “Dentro il ghiacciaio”, il progetto divulgativo promosso dal Forte di Bard per approfondire i cambiamenti della criosfera alpina e le strategie di adattamento necessarie ad affrontarli.

Nell’ambito dell’iniziativa, sabato 26 settembre 2026, dalle 15.00 alle 18.00, si terrà una masterclass curata da Michele Freppaz, professore ordinario di Pedologia e Nivologia presso l’Università degli Studi di Torino. L'appuntamento offrirà l'occasione di analizzare, attraverso dati scientifici ed esperienze maturate sul campo, lo stato di salute degli ambienti glaciali alpini e le profonde trasformazioni che li stanno interessando.

Al centro dell'incontro ci saranno gli effetti del riscaldamento globale sul ritiro dei ghiacci, sulla stabilità del permafrost e sulle riserve idriche, una risorsa fondamentale per gli ecosistemi e per le attività umane. L'approccio scientifico sarà affiancato dal racconto delle esperienze sul campo, con l'obiettivo di rendere comprensibili fenomeni complessi e di stimolare una riflessione sulle conseguenze dei cambiamenti che stanno interessando le montagne.

La masterclass sarà inoltre accompagnata da una visita guidata alla mostra “Sebastião Salgado. Ghiacciai”, allestita nelle Cannoniere del Forte di Bard e visitabile dal pubblico sino a domenica 27 settembre. Un collegamento tra ricerca scientifica e linguaggio fotografico che permette di osservare i ghiacciai attraverso prospettive diverse, mettendo in relazione la documentazione dei cambiamenti ambientali con la rappresentazione visiva dei paesaggi glaciali.

La partecipazione alla masterclass è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria. Per iscriversi è possibile scrivere a prenotazioni@fortedibard.it oppure telefonare al +39 0125 833811.

L'iniziativa fa seguito al successo della conferenza sul cambiamento climatico promossa dal Forte di Bard nell'ambito del Festival della Letteratura di Mantova e rivolta ai piccoli partecipanti. In quell'occasione erano stati protagonisti proprio il professor Michele Freppaz e il filosofo della scienza Telmo Pievani, impegnati a raccontare ai più giovani le trasformazioni del clima e le conseguenze che stanno interessando gli ambienti naturali.

“Dentro il ghiacciaio” rientra nel progetto TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile, finanziato dal programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027, che punta a rafforzare la cooperazione transfrontaliera e a promuovere forme di turismo culturale attente alla sostenibilità.

Nel quadro delle attività di TransiT è inoltre in corso, sino a domenica 20 settembre, alla Redoute Marie-Thérèse di Avrieux, nella valle francese della Maurienne, la mostra “Una montagna di segni”. L'esposizione nasce dal concorso internazionale di grafica e illustrazione promosso dal Forte di Bard, con il contributo tecnico dell'Alina Art Foundation e dell'Associazione culturale Inarttendu, nell'ambito della cooperazione tra i partner del progetto.

La mostra raccoglie le opere finaliste selezionate tra le 194 candidature arrivate da tutta Europa e propone, attraverso linguaggi grafici e illustrativi differenti, una riflessione sulla crisi climatica, sulla memoria dei ghiacciai e sul delicato rapporto tra uomo e ambiente. Due iniziative che, attraverso strumenti diversi, riportano così al centro dell'attenzione il futuro della montagna e la necessità di comprenderne le trasformazioni.

je.fe.