Ci sono gesti che hanno un valore ancora più grande proprio perché vengono compiuti senza aspettarsi nulla in cambio. Donare il sangue è uno di questi: significa mettere una parte di sé a disposizione di una persona che forse non si conoscerà mai, contribuendo concretamente a proteggerne la salute e, in molti casi, a salvarle la vita. È una forma di altruismo silenzioso che diventa patrimonio dell’intera comunità. Ed è proprio questo spirito di condivisione, volontariato e responsabilità verso gli altri che l’Avis Comunale di Gressan intende rinnovare con la 41ª Giornata del Donatore, in programma sabato 19 settembre 2026.
L’appuntamento rappresenta un momento importante per l’associazione e per tutto il territorio, perché accanto al riconoscimento dei donatori più assidui c’è la volontà di ricordare quanto la disponibilità individuale possa trasformarsi in un bene collettivo. La cerimonia si svolgerà nella suggestiva cornice del Castello Tour de Ville di Gressan, a partire dalle 18:00, e sarà dedicata proprio a coloro che nel corso degli anni hanno scelto di rendere periodicamente disponibile il proprio sangue.
La serata prenderà il via con i saluti delle Autorità presenti, prima del momento centrale della manifestazione, quello della consegna delle benemerenze. Le medaglie rappresentano infatti il riconoscimento concreto di un percorso fatto di costanza e sensibilità, ma raccontano anche una storia più ampia: quella di persone che hanno trasformato il volontariato in un'abitudine positiva e duratura.
«La Giornata del Donatore rappresenta un momento fondamentale non solo per esprimere la nostra profonda gratitudine ai soci meritevoli, ma anche per sensibilizzare l’intera comunità sull’importanza di un gesto semplice, anonimo e sicuro che può salvare innumerevoli vite», sottolinea la presidente dell’Avis Gressan Marisa Zambon. Parole che sintetizzano bene il significato della manifestazione: celebrare chi ha già donato, ma contemporaneamente ricordare a tutti che la solidarietà non è un valore astratto e che può tradursi in un gesto concreto, periodico e responsabile.
La donazione di sangue rappresenta infatti una risorsa indispensabile per il sistema sanitario. La disponibilità di sangue ed emocomponenti deve essere garantita con continuità e questo rende fondamentale la presenza di una rete di donatori volontari capace di assicurare nel tempo l’autosufficienza ematica del territorio. In questo senso il ruolo delle associazioni è anche sociale: non si limitano a raccogliere adesioni, ma contribuiscono a costruire una cultura della partecipazione e della responsabilità reciproca.
Dietro ogni donazione ci sono dunque tempo, attenzione e disponibilità personale. È un impegno che non produce necessariamente visibilità, ma che assume un valore enorme nel momento in cui diventa necessario per un paziente. Per questo le benemerenze assegnate dall’Avis hanno un significato che va oltre il semplice riconoscimento: rendono visibile una solidarietà che normalmente rimane anonima e restituiscono alla comunità il racconto di tante persone che, con regolarità, hanno scelto di esserci.
A ricevere la medaglia in bronzo per 8 donazioni saranno Claudia Barailler, Luca Ceriolo, Emanuela Franco, Valentina Gay, Ivo Jorrioz, Francesco Felice Marincola, Cristina Irma Martignoni, Melany Prato, Lorella Premazzi, Alessandra Vallet e Giuseppe Varone.
La medaglia in argento, riservata a chi ha raggiunto 16 donazioni, sarà consegnata a Roberto Belletti, Stephanie Bethaz, Ernesto Canneva, Elisa Coggiola, Enrico Collajanni, Chantal De Chiara, Marta Garino, Eyvia Luicianaz, Davide Lugon, Othman Naim, Marangelo David Nardone, Francesca Verducci e Christian Zuncheddu.
Per il traguardo delle 36 donazioni, con la medaglia in argento dorato, saranno premiati Roger Berthod, Alain Bivona, Danilo Fabbri, Alessandro Olians e Federica Telesforo.
La medaglia d’oro per 50 donazioni andrà invece a Diego Canazza, Francesco Caracciolo, Roberto Di Giacomo, Corrado Garino, Giorgio Merivot, Elio Montrosset, Mauro Loris Verducci e Alessandro Vierin.
Particolarmente significativo il riconoscimento destinato a Sabina Marta Bredy, che ha raggiunto il traguardo delle 75 donazioni, ottenendo la medaglia in oro rubino. Ancora più alto il risultato di Mauro Dayné, che con 100 donazioni riceverà la medaglia in oro smeraldo.
Numeri che raccontano percorsi personali differenti ma accomunati dalla stessa scelta: donare con continuità. Dai primi traguardi fino alle 100 donazioni, ogni medaglia rappresenta un pezzo di una storia fatta di disponibilità e senso di appartenenza alla comunità.
L’iniziativa dell’Avis Gressan assume quindi anche una valenza sociale e culturale. In una società nella quale spesso prevalgono individualismo e attenzione al proprio interesse, il volontariato continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per rafforzare i legami tra le persone. La donazione del sangue ne è una delle espressioni più immediate: chi dona non sa necessariamente chi beneficerà del proprio gesto e proprio per questo la scelta assume un significato particolare.
La 41ª Giornata del Donatore sarà infine anche un’occasione di incontro e convivialità. Al termine della cerimonia è prevista un’apericena aperta ai partecipanti, per concludere la serata condividendo non soltanto il riconoscimento dei risultati raggiunti, ma anche il senso di appartenenza a una realtà associativa che da anni promuove la cultura del dono a Gressan.
Perché, al di là delle medaglie e dei numeri, il messaggio che l’Avis vuole rilanciare è semplice: la solidarietà diventa davvero forte quando smette di essere soltanto una parola e si trasforma in un gesto concreto. E ogni donazione, proprio perché destinata a qualcuno che potrebbe averne bisogno in qualsiasi momento, è una piccola scelta di altruismo capace di avere un grande valore per tutta la comunità.