CRONACA - 09 settembre 2026, 15:28

Nus: Acqua da bollire in tutto il territorio comunale, ordinanza precauzionale del sindaco

Il provvedimento è scattato immediatamente dopo la comunicazione di non conformità dell’acqua potabile. Il Comune segnala problemi alla rete idrica e all’approvvigionamento delle vasche dell’acquedotto. In attesa delle analisi di laboratorio, l’acqua destinata al consumo umano dovrà essere utilizzata esclusivamente previa bollitura

Un provvedimento assunto in via precauzionale per tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano. È questo il senso dell’ordinanza firmata dal sindaco Camillo Rosset, dopo la comunicazione di non conformità dell’acqua potabile ricevuta dal Comune nella giornata di 9 settembre 2026 e acquisita al protocollo con il numero 8445/2026.

Alla base della decisione ci sono alcune problematiche che hanno interessato la rete idrica comunale e l’approvvigionamento delle vasche dell’acquedotto. Una situazione che ha portato l’amministrazione ad attivare immediatamente gli interventi urgenti necessari per cercare di ripristinare le condizioni di regolare distribuzione dell’acqua potabile.

In attesa di avere un quadro definitivo sulla qualità dell’acqua, il Comune ha quindi scelto la linea della massima prudenza. L’ordinanza stabilisce infatti che, con decorrenza immediata e fino a eventuale revoca del provvedimento, l’acqua potabile presente su tutto il territorio comunale potrà essere consumata soltanto previa bollitura.

Si tratta di una misura temporanea, legata alla necessità di disporre degli esiti delle verifiche analitiche. Il Comune ha infatti previsto il prelievo, nel più breve tempo possibile, di campioni da inviare al laboratorio incaricato, che dovrà accertare la qualità dell’acqua destinata all’uso umano. Saranno dunque i risultati delle analisi a fornire gli elementi necessari per stabilire se le condizioni di non conformità siano state superate e se sarà possibile procedere alla revoca dell’ordinanza.

Sul piano pratico, la disposizione interessa tutto il territorio comunale e impone quindi particolare attenzione da parte della popolazione fino a nuove comunicazioni ufficiali. La bollitura rappresenta, in questa fase, una misura di carattere esclusivamente precauzionale adottata dall’autorità sanitaria locale in attesa degli accertamenti.

L’ordinanza richiama, tra gli altri riferimenti normativi, il decreto legislativo 267/2000, con particolare riferimento agli articoli 50 e 54, oltre all’articolo 26 della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, che disciplina il sistema delle autonomie in Valle d’Aosta, e al vigente Statuto comunale. Il sindaco interviene quindi nella propria qualità di autorità sanitaria locale, assumendo un provvedimento finalizzato alla salvaguardia della salute pubblica.

La vicenda mette inoltre in evidenza quanto la gestione delle infrastrutture idriche rappresenti un tema delicato per le amministrazioni locali. La continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento dell’acqua costituiscono infatti un servizio essenziale, con ricadute non soltanto sanitarie ma anche sociali ed economiche. Eventuali criticità della rete possono incidere sulle attività quotidiane delle famiglie, sulle attività commerciali e produttive e, più in generale, sul normale funzionamento della comunità.

Per questo motivo, in questa fase, assume particolare importanza la rapidità degli interventi tecnici e soprattutto la comunicazione alla popolazione. L’amministrazione ha disposto la massima diffusione dell’ordinanza, che sarà pubblicata all’albo pretorio online per 15 giorni consecutivi, proprio per assicurare che la prescrizione raggiunga il maggior numero possibile di cittadini.

Il provvedimento è immediatamente esecutivo e resterà in vigore fino a quando non verrà formalmente revocato. Il Comune ha inoltre demandato agli incaricati dell’ente e agli agenti della forza pubblica la verifica del rispetto dell’ordinanza.

In sostanza, il messaggio dell’amministrazione è chiaro: fino a nuove disposizioni, l’acqua della rete comunale non deve essere consumata direttamente, ma soltanto dopo essere stata bollita. L’attesa è ora concentrata sugli esiti delle analisi di laboratorio, che dovranno chiarire la situazione e consentire al Comune di assumere le successive decisioni sulla sicurezza dell’acqua e sull’eventuale revoca della misura precauzionale.

Contro il provvedimento, l’ordinanza ricorda infine la possibilità di proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta entro 60 giorni dalla pubblicazione oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

je.fe.