A Quart l’estate non rappresenta la fine delle attività educative rivolte a bambini e ragazzi, ma soltanto una tappa di un percorso più ampio. L’amministrazione comunale ha infatti scelto di dare continuità alle iniziative del progetto “COMUNITÀ EDUCANTI – S.O.S. Sport e Scuola”, finanziato dal Fondo per il sostegno alle attività educative formali e non formali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, trasformando l'educazione e l'aggregazione giovanile in una delle direttrici dell'azione amministrativa.
È un lavoro che coinvolge il Comune, la scuola, le realtà educative e associative del territorio e che, proprio per questo, assume un significato che va oltre il semplice calendario delle attività. Dietro ai compiti delle vacanze, alle lezioni di inglese, ai giochi e ai tornei c'è infatti l'idea di costruire una rete capace di accompagnare bambini e ragazzi nei diversi momenti della loro crescita, offrendo occasioni di apprendimento ma anche di incontro, relazione e socializzazione.
In questi giorni sono in corso due iniziative che fotografano bene questa impostazione. La prima è “DOUBLE TROUBLE”, realizzata in partenariato con la scuola d'inglese First Class School. La proposta accompagna i ragazzi nella mattinata con lo svolgimento dei compiti delle vacanze, mentre il pomeriggio è dedicato alle lezioni di lingua inglese. Una formula che cerca di tenere insieme due esigenze spesso vissute separatamente: il recupero e il consolidamento degli apprendimenti scolastici e l'acquisizione di competenze linguistiche sempre più importanti in un contesto sociale ed economico nel quale la conoscenza dell'inglese rappresenta una risorsa concreta per il futuro.
Accanto allo studio trova spazio la dimensione del gioco con “MERCOLANDO”, pomeriggi dedicati a giochi e tornei organizzati in collaborazione con l'oratorio parrocchiale L'Arca del Villair de Quart. Anche in questo caso l'obiettivo non è soltanto quello di riempire il tempo libero dei più giovani, ma di creare spazi di aggregazione nei quali bambini e ragazzi possano stare insieme, confrontarsi, sviluppare relazioni e vivere il territorio come una comunità.
È proprio questa integrazione tra scuola, sport, gioco e socialità a rappresentare uno degli elementi più interessanti dell'iniziativa. Il tema educativo, infatti, non può essere confinato alle sole ore trascorse sui banchi. Una comunità educante è tale quando riesce a mettere in relazione istituzioni, famiglie, scuola, associazioni, parrocchie e realtà del territorio, condividendo responsabilità e obiettivi.
L'aspetto economico si intreccia così direttamente con quello sociale. Investire nelle attività educative significa sostenere le famiglie, offrire opportunità ai giovani e prevenire, attraverso la partecipazione e l'inclusione, quelle situazioni di isolamento che possono diventare più evidenti proprio durante i periodi di sospensione dell'attività scolastica. Il sostegno pubblico, in questo quadro, non è soltanto una voce di bilancio: diventa uno strumento attraverso il quale un Comune può contribuire concretamente alla qualità della vita della propria comunità.
E il percorso non si fermerà con la conclusione delle attività attualmente in programma. Nel corso dell'autunno partiranno infatti le iniziative di supporto e assistenza allo studio realizzate in partenariato con l'Istituzione scolastica Mont-Émilius 2. Si aggiunge così un ulteriore tassello a un progetto che punta a costruire continuità durante l'anno e a rafforzare il collegamento tra amministrazione comunale e mondo della scuola.
La scelta di intervenire sul terreno educativo assume una particolare rilevanza anche guardando alla Valle d'Aosta nel suo complesso. I Comuni valdostani si trovano infatti davanti a una sfida comune: mantenere vivi i servizi e le opportunità per le giovani generazioni anche nei territori di dimensioni più contenute, contrastando il rischio che la distanza dai grandi centri si trasformi in una minore disponibilità di occasioni formative, sportive e culturali.
Quart dimostra che, anche in una realtà comunale di dimensioni contenute, la risposta può passare dalla collaborazione. Il valore del progetto non sta quindi soltanto nelle singole attività, ma nella capacità di creare una rete territoriale. È una prospettiva che guarda al presente, con un aiuto concreto alle famiglie, ma anche al futuro, perché una comunità che investe sui propri ragazzi investe sulla propria capacità di rimanere viva.
In fondo, è proprio questo il significato più profondo di una “comunità educante”: non lasciare l'educazione sulle sole spalle della scuola o della famiglia, ma considerarla una responsabilità collettiva. E l'esperienza di Quart sembra muoversi proprio in questa direzione, attraverso una collaborazione nella quale istituzioni, scuola e realtà del territorio possono fare la loro parte. Perché, come sintetizza lo spirito stesso del progetto, educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma “costruire comunità”: un obiettivo che, per un territorio come quello valdostano, significa anche creare le condizioni perché i giovani possano crescere, partecipare e immaginare il proprio futuro senza sentirsi costretti ad allontanarsi dalla comunità nella quale sono nati.