Salute in Valle d'Aosta - 01 settembre 2026, 08:41

Dipendenze, in Valle d’Aosta cresce la domanda: in quattro anni gli utenti del SerD aumentano del 51%

Nel primo semestre 2026 sono 1.384 le persone entrate in contatto con il Servizio. Forte crescita del tabagismo, mentre aumentano anche le donne. Online il nuovo portale e i canali social per combattere lo stigma

Presentazione nuovo portale SerD

La dipendenza non è più soltanto quella legata a droghe e alcol. E i numeri del Servizio per le Dipendenze Patologiche (SerD) dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta mostrano quanto il fenomeno sia ormai trasversale e coinvolga fasce sempre più ampie della popolazione.

Nel primo semestre del 2026 sono state 1.384 le persone entrate in contatto con il SerD, contro le 1.189 dello stesso periodo del 2025, le 988 del 2024, le 982 del 2023 e le 914 del 2022. In quattro anni l'aumento è stato quindi del 51,4%.

Sono invece 1.172 le persone complessivamente prese in carico nei primi sei mesi dell'anno, rispetto alle 805 del 2022: un incremento del 45,5%.

Numeri che fotografano una domanda di assistenza in crescita, ma anche la progressiva trasformazione dello stesso Servizio, oggi impegnato non soltanto sulle dipendenze da sostanze, ma anche su tabagismo, gioco d'azzardo patologico, farmacodipendenze e dipendenze comportamentali.

Il dato forse più significativo riguarda il tabagismo. Le persone prese in carico sono passate dalle 33 del primo semestre 2022 alle 133 del primo semestre 2026, con una crescita superiore al 300%.

E nel solo 2026 il tabagismo è diventato la prima categoria tra i nuovi accessi per dipendenza: 60 nuovi utenti, contro i 40 della tossicodipendenza e i 26 dell'alcoldipendenza.

Nel complesso, tra le persone prese in carico nel primo semestre figurano 368 utenti per tossicodipendenza, 259 per alcoldipendenza, 133 per tabagismo, 34 per gioco d'azzardo patologico e 23 per farmacodipendenza. A questi si aggiungono le persone seguite in carcere e quelle inviate al Servizio da Commissione patenti, Tribunale, Servizi sociali e Medico del lavoro, oltre a familiari ed educatori.

Un altro elemento significativo è la crescita dell'utenza femminile.

Nel primo semestre 2026 gli utenti sono 916 uomini e 357 donne. Queste ultime rappresentano il 28,1% dell'utenza e sono aumentate del 61,5% rispetto al 2022, quando erano 221.

Anche l'età degli utenti conferma che il problema non può essere ricondotto a una specifica fascia generazionale. Nel primo semestre 2026 il SerD ha seguito 44 ragazzi tra i 16 e i 19 anni, 81 persone tra i 20 e i 24 anni, 118 tra i 25 e i 29, 240 tra i 30 e i 39, 256 tra i 40 e i 49, 292 tra i 50 e i 59 anni e 238 persone con 60 anni o più.

È proprio il superamento dello stigma uno degli obiettivi dichiarati dal nuovo progetto del SerD, diretto dal dottor Gerardo Di Carlo.

«Vogliamo raggiungere più persone e mostrare la multiformità del nostro lavoro, l'innovazione e i risultati», spiega Di Carlo. Ma, aggiunge, c'è un obiettivo altrettanto importante: «Abbattere lo stigma».

Secondo il direttore del SerD, infatti, è ancora diffusa una concezione della dipendenza come vizio o scelta deliberata. Una visione che, sottolinea, può sopravvivere persino all'interno del mondo sociosanitario.

La dipendenza è invece «una condizione complessa», con importanti conseguenze sanitarie e sociali, che può riguardare persone molto diverse tra loro e che può essere prevenuta e trattata.

In questo quadro il SerD dispone oggi di percorsi differenziati e anche di trattamenti innovativi, tra cui la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) nell'ambito di percorsi specialistici.

Per avvicinare ulteriormente il Servizio alla popolazione nasce ora anche una nuova presenza digitale.

È stato presentato il nuovo portale web del SerD, pensato come una vera estensione online del Servizio, con informazioni sulle diverse forme di dipendenza, sulle équipe, sui percorsi assistenziali, sui trattamenti e sulle attività di prevenzione.

Il progetto comprende anche nuovi canali social, a partire da Instagram e TikTok, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere soprattutto i più giovani attraverso linguaggi differenti da quelli della comunicazione sanitaria tradizionale.

Il portale è disponibile all'indirizzo serd.ausl.vda.it, mentre il nuovo profilo Instagram è @serd.vda.

L'idea è quella di intercettare le persone prima che la situazione diventi un'emergenza: fornire informazioni corrette, ridurre le barriere all'accesso e rendere più semplice anche soltanto chiedere informazioni.

Il progetto si inserisce nella strategia dell'Azienda Usl per rafforzare l'assistenza territoriale.

Il direttore sanitario Mauro Occhi definisce il SerD uno dei servizi «di bassa soglia», insieme a consultori, servizi domiciliari, centri di salute mentale, centri diurni e ambulatori di prossimità.

L'obiettivo, spiega, è costruire una sanità «prossima alla casa delle persone», capace di intervenire prima che il disagio si trasformi in un problema più grave e di recuperare le autonomie delle persone.

Per l'assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, il nuovo progetto rappresenta un ulteriore passo per «avvicinare i servizi alle persone e combattere lo stigma». La scelta di utilizzare anche i social, in particolare per raggiungere le fasce più giovani, rientra secondo l'assessore in una più ampia strategia di sensibilizzazione e prevenzione.

Il progetto è finanziato attraverso fondi ministeriali vincolati. L'investimento ammonta a 9.000 euro più Iva per la realizzazione del portale web e a 12.200 euro per l'avvio e la gestione dei canali social.

La scommessa, ora, è trasformare la comunicazione digitale in uno strumento concreto di prevenzione: arrivare alle persone prima che chiedere aiuto diventi difficile e, soprattutto, prima che il pregiudizio impedisca loro di farlo.

pi.mi.