Una giornata di arte, memoria e partecipazione ha accompagnato la conclusione della terza edizione del Concorso Gabriele Campana, ospitata al Forte di Fenestrelle, in Val Chisone. La cerimonia di premiazione, svoltasi domenica 30 settembre alle 16, ha raccolto attorno alla figura di Gabriele artisti provenienti da diverse regioni italiane, volontari, rappresentanti delle istituzioni e numerosi visitatori, trasformando uno dei luoghi simbolo della storia piemontese in uno spazio di incontro e riflessione.
Il Forte di Fenestrelle, con la sua imponente presenza e il patrimonio storico che custodisce, ha fatto da cornice a una manifestazione nella quale l'espressione artistica si è intrecciata con il ricordo personale e con una più ampia riflessione sulla sofferenza e sulla condizione umana. Quelle mura, nei secoli, sono state infatti teatro di vicende dolorose e di detenzione, legate anche a figure entrate nella memoria collettiva, come l'abate Faria, la Maschera di Ferro e alcune brigantesse.
È proprio a partire da questa dimensione di memoria che Daniela e Mario Campana hanno scelto di promuovere il concorso e le numerose altre iniziative culturali e filantropiche dedicate al figlio Gabriele, scomparso prematuramente. Un impegno portato avanti anche in collaborazione con la Lilium Art Gallery di Perosa Argentina, con l'obiettivo di trasformare il dolore privato in un'occasione di incontro, cultura e solidarietà.
La partecipazione registrata durante la giornata ha confermato la capacità dell'iniziativa di andare oltre il semplice momento celebrativo. La presenza di artisti arrivati da diverse regioni italiane, insieme a volontari e autorità, ha dato alla manifestazione una dimensione nazionale, mentre la presenza dei bambini e dei loro giochi e quella degli animali hanno contribuito a rendere l'atmosfera più familiare e spontanea.
Ad aprire l'incontro è stato Fabrizio Legger, che ha dedicato a Gabriele una poesia, dando così avvio a una cerimonia caratterizzata da momenti di forte partecipazione emotiva. Nina Caterina Piga ha invece documentato fotograficamente l'evento, accompagnando attraverso le immagini i diversi momenti della giornata.
Particolarmente significativo è stato l'intervento di Daniela Campana, madre di Gabriele. Le sue parole hanno assunto un significato che ha oltrepassato la vicenda familiare, richiamando le tante storie di madri e padri che, nel corso dei secoli, hanno conosciuto il dolore della separazione dai propri figli. In un luogo segnato dalla presenza di detenuti, soldati e deportati, la memoria di Gabriele si è così inserita in una riflessione più ampia sulle sofferenze individuali e collettive che attraversano la storia.
Anche in questa prospettiva, il concorso assume una valenza che non è soltanto artistica. La cultura diventa infatti uno strumento per custodire la memoria, creare relazioni e restituire significato a esperienze dolorose. L'arte, attraverso la pittura, la fotografia e la creatività, permette di trasformare un ricordo privato in un patrimonio condiviso, capace di coinvolgere generazioni e sensibilità diverse.
Sul piano strettamente concorsuale, la giuria tecnica ha assegnato il primo premio assoluto a Fabio Argenton, mentre il Premio Arte è stato attribuito a Martina Daniela Veronesi. Il Premio Fotografia è andato a Maria Laura Verdoia, mentre Maria Breuza si è aggiudicata il Premio Critica Peggy Guggenheim. Il Premio Menzione Tonino Rivolo è stato assegnato a Vincenzo Di Gregorio.
La giuria popolare ha invece premiato Angelo Di Prima con il primo premio, mentre il secondo premio è andato a Lunatika e il terzo premio a Brumi Lumi. I Premi alla carriera sono stati infine conferiti a Lorenzo Zappa e Franca Balla, riconoscendo il valore di percorsi artistici costruiti nel tempo.
Al di là dell'elenco dei riconoscimenti, il significato della giornata sembra però risiedere soprattutto nella capacità di unire persone diverse attorno a un'esperienza comune. In una società spesso segnata dalla frammentazione e dalla difficoltà di mantenere vivi i legami comunitari, iniziative come quella dedicata a Gabriele Campana mostrano come la cultura possa diventare uno spazio concreto di partecipazione.
Il Forte di Fenestrelle, con la sua storia complessa e stratificata, ha aggiunto a questa esperienza un ulteriore livello di significato. Le sue pietre raccontano sofferenze lontane nel tempo, mentre la manifestazione ha scelto di guardare al presente attraverso l'arte e al futuro attraverso la possibilità di costruire occasioni di incontro. È in questo passaggio tra memoria individuale e memoria collettiva che il concorso trova probabilmente la sua dimensione più profonda.
Nel chiudere la giornata, il presidente ha sottolineato il valore di un percorso che, anno dopo anno, vuole continuare a tenere insieme arte, memoria e impegno umano, ribadendo che «ricordare Gabriele significa trasformare il dolore in qualcosa che possa generare bellezza, incontro e speranza». E proprio questo sembra essere il messaggio più ampio della manifestazione: la memoria non come semplice ritorno al passato, ma come responsabilità verso il presente e possibilità di costruire, attraverso la cultura, una comunità più attenta alle persone, alla loro storia e alla loro dignità.