ATTUALITÀ - 01 settembre 2026, 15:26

Acqua ad Aosta, revocata in parte l’ordinanza di bollitura. Ma l’emergenza non è ancora finita

Il Comune revoca la misura nelle zone servite dalla stazione di rilancio di Beauregard dopo gli ultimi esami. Restano invece in vigore le prescrizioni nelle altre aree della città, mentre SEV rafforza i sistemi di disinfezione e annuncia nuovi interventi sulla rete

Un primo passo verso il ritorno alla normalità, ma non ancora la soluzione del problema. Il Comune di Aosta ha disposto la revoca parziale dell’ordinanza di bollitura dell’acqua adottata il 27 agosto, dopo che le ultime analisi hanno certificato il ripristino delle condizioni di conformità in una parte della rete cittadina.

La revoca riguarda le utenze alimentate dalla stazione di rilancio di Beauregard: corso Ivrea, via Brocherel, via Montagnayes, via Monte Emilius, via Viseran, Quartiere Dora, via Col du Mont e via Valli Valdostane. In queste zone l’acqua può nuovamente essere utilizzata per il consumo umano senza preventiva bollitura.

Il dato, tuttavia, non consente ancora di considerare chiusa la vicenda. Gli ulteriori controlli effettuati nei diversi punti della rete stanno infatti restituendo un quadro non uniforme. Per le zone non comprese nella revoca odierna, le prescrizioni di bollitura restano pienamente in vigore.

È proprio questo elemento a rendere la questione più complessa di quanto potrebbe apparire a una prima lettura. Da una parte c’è il risultato positivo ottenuto nella zona di Beauregard; dall’altra rimangono anomalie e verifiche ancora da completare in altri settori della rete. La prudenza, quando si parla di acqua destinata al consumo umano, è naturalmente necessaria. Ma insieme alla gestione dell’emergenza resta aperta una domanda: perché si è arrivati a una situazione nella quale la conformità dell’acqua deve essere verificata zona per zona?

SEV sta intanto rafforzando gli interventi sulla rete. Oltre al sistema a raggi ultravioletti di Entrebin, il gestore ha attivato i cloratori di Arpuilles, Bornyon, Pont d’Avisod e Tramail e ha programmato ulteriori sistemi di clorazione a Excenex e Talapé. Sono inoltre in corso verifiche sulla possibilità di installare altri dispositivi nelle vasche dell’intercomunale poste a monte degli stacchi verso Aosta.

Il programma comprende anche la pulizia delle vasche di Tramail e Talapé e, nel medio termine, l’installazione di un impianto di potabilizzazione presso il pozzo di Montfleury. SEV ha inoltre previsto nuovi prelievi di controllo nella zona ovest e sui pozzi, compreso Montfleury, oltre a ulteriori campionamenti sulla distribuzione della collina dopo l’attivazione dei sistemi di disinfezione.

Sono interventi tecnici, ma hanno inevitabilmente anche una dimensione politica. L’acqua potabile non è soltanto un servizio essenziale: è una delle infrastrutture fondamentali sulle quali si misura l'efficienza di un'amministrazione pubblica e di un gestore. Per questo, accanto alla domanda su quando l'acqua tornerà ovunque conforme, ce n'è un'altra destinata a pesare nel dibattito cittadino: quali siano state le cause delle non conformità e quali investimenti siano necessari per evitare che una situazione simile possa ripetersi.

Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco rivendica il risultato ottenuto, ma invita a non considerare la revoca parziale come la conclusione dell'emergenza. “La revoca della bollitura in una parte della città è una prima risposta concreta e positiva”, afferma, sottolineando però che sarebbe sbagliato “utilizzare questo dato per semplificare una situazione che, negli altri settori della rete, resta articolata”.

Il sindaco insiste soprattutto sulla necessità di comprendere le cause del problema. “Non ci basta sapere che un nuovo campione è conforme”, dichiara Rocco, spiegando di voler capire “perché si sono verificate queste non conformità, perché alcuni esiti risultano differenti tra punti della rete e quali interventi strutturali siano necessari per impedire che la situazione si ripeta”.

È un passaggio politicamente significativo, perché sposta l'attenzione dalla semplice gestione dell'emergenza alla capacità di affrontarne le cause. Il Comune chiede a SEV controlli serrati, dati completi, spiegazioni tecniche sulle anomalie e un programma degli interventi sia immediati sia strutturali.

La domanda, però, resta sul tavolo. In questi giorni il tema dell'acqua è diventato uno degli argomenti più discussi ad Aosta e il continuo richiamo alla situazione da parte dell'amministrazione può essere letto anche dentro il confronto politico cittadino. Il punto, tuttavia, non dovrebbe essere stabilire se parlarne sia conveniente o sconveniente per il sindaco: dovrebbe essere capire se l'emergenza rappresenti soltanto un episodio tecnico destinato a rientrare oppure il sintomo di una fragilità più profonda della rete idrica.

Rocco assicura che il Comune continuerà a seguire la situazione “con la massima determinazione” e ribadisce che la revoca verrà disposta nelle singole zone soltanto quando esisteranno gli elementi tecnici necessari. “Dove questi elementi ci sono, come oggi nella zona di Beauregard, procediamo immediatamente”, afferma il sindaco, mentre nelle altre aree continueranno le verifiche.

La vicenda dell'acqua, dunque, non si chiude con la revoca dell'ordinanza in una parte della città. Al contrario, proprio adesso comincia la fase nella quale sarà necessario capire non soltanto quando l'acqua tornerà potabile ovunque senza precauzioni, ma soprattutto che cosa abbia prodotto le non conformità e quali garanzie concrete verranno messe in campo per il futuro. Perché la vera risposta politica a questa emergenza non sarà soltanto riportare i parametri nella norma, ma dimostrare che la rete idrica di Aosta è sufficientemente sicura, controllata e adeguata per evitare che i cittadini si ritrovino nuovamente, pochi giorni dopo, a chiedersi se possono aprire il rubinetto e bere un bicchiere d'acqua.

je.fe.