AMBIENTE - 31 agosto 2026, 14:19

Comuni Plastic Free 2027, la sfida arriva anche in Valle d’Aosta: i Comuni chiamati a dimostrare quanto fanno per l’ambiente

Aperte fino al 30 novembre 2026 le candidature al riconoscimento promosso da Plastic Free Onlus. Venti criteri misureranno concretezza, continuità e risultati delle amministrazioni. Un’occasione che dovrebbe interessare anche la Valle d’Aosta, con Aosta chiamata in particolare a rafforzare politiche, controlli e sensibilizzazione contro l’inciviltà ambientale

Premiazione scorso anno

La tutela dell’ambiente non si misura soltanto attraverso le dichiarazioni di principio, ma soprattutto attraverso la capacità quotidiana delle amministrazioni di trasformare gli obiettivi in comportamenti, servizi e risultati verificabili. È questa la filosofia alla base di Comune Plastic Free 2027, il riconoscimento assegnato da Plastic Free Onlus alle amministrazioni che si distinguono per il loro impegno concreto nella tutela del territorio, nella gestione dei rifiuti e nel contrasto all’abbandono illecito.

Le candidature resteranno aperte fino al 30 novembre 2026 e l’edizione del prossimo anno introduce 20 criteri di valutazione, aggiornati proprio con l'obiettivo di rendere il riconoscimento sempre più aderente a ciò che viene effettivamente realizzato nei territori. Non basta dunque adottare un regolamento o lanciare una campagna: ai Comuni viene chiesto di documentare le azioni intraprese e di dimostrare che siano capaci di produrre effetti concreti e, soprattutto, duraturi.

La valutazione sarà articolata in quattro grandi ambiti: contrasto all’inciviltà ambientale, attività virtuose sul territorio, gestione dei rifiuti urbani e collaborazione con Plastic Free. Tra gli elementi presi in considerazione ci sono i sistemi di segnalazione e contrasto degli abbandoni, le iniziative di educazione ambientale, la riduzione della plastica monouso negli uffici comunali, nelle scuole e durante gli eventi, la presenza di centri permanenti per il riuso, le iniziative contro l’abbandono dei mozziconi e la qualità della raccolta differenziata. Un'attenzione particolare viene inoltre riservata al coinvolgimento della comunità locale, perché la qualità ambientale di una città o di un paese dipende anche dalla capacità dell'amministrazione di costruire una responsabilità condivisa tra cittadini, associazioni, scuole e imprese.

Tra le novità dell'edizione 2027 c'è anche la valorizzazione della continuità. Saranno infatti premiati i Comuni che, dopo aver ottenuto il riconoscimento nelle precedenti edizioni, hanno saputo proseguire il proprio percorso di miglioramento. Le amministrazioni potranno inoltre presentare una specifica azione ambientale particolarmente innovativa o distintiva, anche se non direttamente riconducibile agli altri criteri della scheda.

Si amplia inoltre l'attenzione verso quelle forme di inquinamento che possono sembrare marginali, ma che nel tempo producono un impatto significativo. Tra gli elementi considerati figurano il contrasto all'utilizzo e all'abbandono di coriandoli in plastica, palloncini, lanterne volanti, glitter e altri materiali non biodegradabili. È un approccio che sposta il tema della sostenibilità dalle grandi enunciazioni alla gestione concreta dei comportamenti quotidiani.

Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, sintetizza così lo spirito dell'iniziativa: «Essere un Comune Plastic Free significa scegliere di investire nella corretta gestione dei rifiuti, nella sensibilizzazione ambientale, nel contrasto all’abbandono incivile e in azioni capaci di coinvolgere cittadini, associazioni, scuole e imprese in un percorso di miglioramento continuo». L'obiettivo, aggiunge De Gaetano, è valorizzare quelle amministrazioni che riescono a trasformare l'attenzione all'ambiente in «scelte concrete, misurabili e capaci di produrre effetti reali sul territorio e per le future generazioni».

È proprio su questo terreno che la proposta può assumere un significato particolare anche per la Valle d’Aosta. Una regione piccola, caratterizzata da un patrimonio naturale di enorme valore e da una forte vocazione turistica, non può considerare la qualità ambientale un elemento accessorio. Pulizia degli spazi pubblici, gestione dei rifiuti, decoro urbano, riduzione della plastica, educazione ambientale e contrasto agli abbandoni sono aspetti che incidono direttamente non soltanto sulla qualità della vita dei residenti, ma anche sull'immagine turistica e sull'attrattività economica del territorio.

La candidatura dovrebbe quindi rappresentare una sollecitazione per tutti i Comuni valdostani, indipendentemente dalle loro dimensioni. Per un piccolo paese può diventare l'occasione per valorizzare iniziative già esistenti; per un centro più grande può invece costituire uno stimolo a verificare criticamente ciò che funziona e ciò che deve essere migliorato.

E qui il discorso riguarda inevitabilmente anche Aosta. Il capoluogo regionale, proprio per la sua dimensione, per il numero di persone che quotidianamente vi abitano o vi transitano e per il suo ruolo di principale centro urbano della regione, dovrebbe essere tra i primi a raccogliere la sfida. Il decoro degli spazi pubblici, l'abbandono dei piccoli rifiuti, i mozziconi, la gestione della plastica e la sensibilizzazione dei cittadini sono temi sui quali esiste ancora un margine significativo di miglioramento. Partecipare al percorso Plastic Free non significherebbe certificare che tutto è perfetto, ma accettare pubblicamente una misurazione e impegnarsi a migliorare.

È d'altra parte lo stesso principio indicato da De Gaetano, secondo cui la scheda viene aggiornata ogni anno proprio per spingere le amministrazioni a crescere. «Per ogni criterio chiediamo prove concrete dell’impegno assunto», sottolinea, spiegando che il riconoscimento deve rappresentare «un percorso credibile, misurabile e in continua crescita». Una logica che, soprattutto per le amministrazioni pubbliche, ha anche una valenza politica: rendere verificabili gli impegni significa aumentare la trasparenza e consentire ai cittadini di valutare i risultati, non soltanto gli annunci.

C'è poi un aspetto economico che non va sottovalutato. Una migliore gestione dei rifiuti, la prevenzione dell'abbandono e la riduzione dell'uso di materiali non necessari possono contribuire a contenere costi e sprechi, mentre un territorio più pulito e curato rafforza la propria attrattività. In una regione turistica come la Valle d'Aosta, ambiente e economia sono infatti strettamente collegati: la qualità del paesaggio e dei centri abitati è parte integrante del prodotto turistico.

Nel 2026 sono stati 141 i Comuni premiati a Roma, a conferma della crescente partecipazione degli enti locali. I Comuni riconosciuti vengono classificati, sulla base del punteggio ottenuto, nei livelli di una, due, tre tartarughe o tre tartarughe Gold. Non si tratta quindi di un semplice attestato simbolico, ma di un sistema che punta a distinguere diversi livelli di impegno e a premiare la progressione.

La sfida, per la Valle d'Aosta, potrebbe allora essere quella di non limitarsi a osservare il fenomeno da spettatrice. I Comuni valdostani hanno la possibilità di confrontarsi con criteri precisi, verificare le proprie politiche ambientali e mettere in evidenza le buone pratiche già presenti. Ma soprattutto possono utilizzare questa occasione come uno strumento di miglioramento.

«Non tutte le amministrazioni sono uguali: alcune scelgono di fare la differenza», osserva De Gaetano, indicando nella candidatura anche un'occasione per misurare quanto è stato fatto e capire dove intervenire.

È forse questo il punto più interessante dell'iniziativa. Un riconoscimento ambientale ha valore non quando serve semplicemente a mettere una tartaruga sul sito istituzionale o su un cartello, ma quando diventa un impegno politico e amministrativo a rendere i territori più puliti, vivibili e responsabili. Per la Valle d'Aosta, dove la difesa dell'ambiente dovrebbe essere naturalmente parte della propria identità, la candidatura a Comune Plastic Free 2027 può dunque diventare un piccolo ma concreto banco di prova. E sarebbe auspicabile che tutti i Comuni, con Aosta in prima fila, decidessero di raccogliere la sfida: non per dimostrare di essere già virtuosi, ma per dimostrare di volerlo diventare sempre di più.

pi.mi.