La Valle d’Aosta si prepara a vivere uno dei momenti più intensi del proprio calendario religioso. La Solennità di san Grato, Patrono della Diocesi di Aosta, non è soltanto una ricorrenza liturgica, ma rappresenta ogni anno un momento nel quale la comunità cristiana valdostana è chiamata a riconoscersi, a pregare e a rinnovare il proprio affidamento a Dio attraverso l’intercessione del Santo Patrono.
Quest’anno la celebrazione assume un significato ancora più ampio perché cade nell’ottantesimo anniversario della ricostituzione dei Comuni della Valle d’Aosta. La Cattedrale di Aosta diventerà così il luogo nel quale fede, storia e appartenenza territoriale potranno incontrarsi, con la presenza rappresentativa di tutti i Comuni della regione accanto al Vescovo, al clero e ai fedeli.
La celebrazione eucaristica è prevista per le ore 9.30 di lunedì 7 settembre 2026. Sarà presieduta da monsignor Franco Lovignana, Vescovo della Diocesi di Aosta, e vedrà riunito attorno a lui il presbiterio diocesano insieme alla comunità dei fedeli. Un appuntamento nel quale la preghiera per la Chiesa particolare di Aosta si intreccerà inevitabilmente con quella per la popolazione, per le famiglie, per le istituzioni e per l'intero territorio valdostano.
Al centro della riflessione di quest’anno si colloca la Lettera pastorale 2026/2027 del Vescovo, intitolata «Finché Cristo sia formato in voi». Nel primo punto della Lettera, monsignor Lovignana ricorda che il mandato missionario non riguarda soltanto alcune categorie di persone, ma l’intera comunità ecclesiale: «I destinatari del mandato, qui e adesso, siamo noi, Chiesa di Aosta, vescovo, sacerdoti, diaconi, consacrati, famiglie e laici tutti». È un richiamo diretto alla responsabilità di ogni battezzato, chiamato a vivere la propria fede non come esperienza privata, ma come testimonianza concreta nella società.
Il cuore del messaggio è racchiuso in una parola semplice e radicale: «Andate!». Il Vescovo la presenta come una chiamata rivolta a tutta la Chiesa, una Chiesa che non può chiudersi dentro le proprie strutture e nelle proprie consuetudini, ma è chiamata a incontrare le persone là dove vivono. Monsignor Lovignana sottolinea infatti che si è mandati «a tutti i popoli, a tutte le persone che vivono sulla faccia della terra», cominciando proprio da coloro che condividono «lo spazio amato e benedetto del territorio che abitiamo».
È una prospettiva profondamente cristiana, ma anche fortemente legata alla vita concreta della Valle d’Aosta. La missione della Chiesa passa infatti dalle comunità parrocchiali, dalle famiglie, dalle persone anziane e dai giovani, dalle realtà di montagna e dai centri urbani, dalle situazioni di fragilità e da quelle nelle quali il tessuto sociale conserva ancora una particolare vitalità. La fede, in questa prospettiva, non si limita alla celebrazione liturgica: diventa attenzione all'uomo, cura della comunità, solidarietà e capacità di leggere le trasformazioni del territorio alla luce del Vangelo.
Dopo la celebrazione eucaristica si rinnoverà uno dei momenti più suggestivi della festa patronale: la processione della cassa reliquiaria di san Grato attraverso le vie della città. La processione sarà un gesto di affidamento della vita quotidiana al Santo Patrono e alla sua intercessione. La cassa verrà portata dai giovani della parrocchia di Fontainemore, vestiti con il costume tradizionale, in memoria dello storico episodio del recupero delle reliquie trafugate e successivamente riportate da un gruppo di muratori provenienti proprio da quella comunità.
Il gesto assume così un valore che va oltre la semplice rievocazione storica. Il popolo cristiano porta il Santo tra le proprie strade, nei luoghi ordinari della vita, quasi a ricordare che la fede non appartiene soltanto alle chiese, ma accompagna il lavoro, le relazioni, le gioie e le difficoltà quotidiane. Durante il percorso sarà impartita la benedizione alla città e alla Diocesi: una preghiera che abbraccia idealmente ogni persona e ogni realtà della Valle.
Anche la scelta di affidare la processione ai giovani di Fontainemore contiene un messaggio significativo. In un tempo nel quale la trasmissione della fede tra le generazioni rappresenta una delle grandi sfide per la Chiesa europea, la presenza dei giovani accanto alle reliquie del Patrono testimonia che la tradizione può continuare a vivere quando viene custodita non come semplice memoria del passato, ma come patrimonio capace di parlare al presente.
La Solennità di san Grato assume quindi anche una dimensione sociale. La Chiesa di Aosta si presenta come una comunità chiamata a stare accanto alle persone e dentro il territorio, con una particolare attenzione alle fragilità e alle trasformazioni della società valdostana. In una regione nella quale identità, comunità locali, tradizioni e autonomia rappresentano elementi importanti della vita collettiva, la dimensione religiosa continua a costituire per molti un riferimento spirituale e culturale.
In questo contesto, la presenza dei Comuni nell’ottantesimo anniversario della loro ricostituzione offre alla celebrazione una particolare profondità simbolica. Le istituzioni civili e la comunità ecclesiale appartengono naturalmente a sfere differenti, ma condividono la responsabilità di servire le persone e di contribuire al bene delle comunità. La Cattedrale, in questa occasione, diventa dunque anche luogo nel quale una parte significativa della storia valdostana viene idealmente consegnata alla preghiera.
La celebrazione sarà trasmessa da Radio Proposta Aosta a partire dalle ore 9.00, consentendo anche a quanti non potranno essere fisicamente presenti di unirsi spiritualmente alla comunità diocesana.
La Solennità sarà preceduta dalla tradizionale Conferenza stampa del Vescovo con gli operatori della comunicazione. Venerdì 4 settembre 2026 alle ore 11.00, nel salone del Vescovado, monsignor Franco Lovignana presenterà ufficialmente la nuova Lettera pastorale che accompagnerà il cammino della Diocesi nell’anno 2026/2027. Al termine dell’incontro, il Vescovo e il Vicario generale, canonico monsignor Fabio Brèdy, saranno disponibili per rispondere alle domande dei giornalisti.
È un appuntamento importante perché permette di comprendere quale direzione la Chiesa valdostana intenda imprimere al proprio cammino. La Lettera pastorale, con il suo invito ad andare verso gli altri, sembra indicare una Chiesa che vuole uscire dalle proprie mura per tornare a essere presenza viva nelle strade, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e nelle comunità. Una Chiesa che non rinuncia alla propria identità, ma proprio a partire dalla propria identità sente il dovere di incontrare l'uomo contemporaneo.
Nel giorno dedicato a san Grato, dunque, la Valle d’Aosta non celebrerà soltanto un Patrono. Celebrerà una storia di fede che attraversa i secoli e che continua a interrogare il presente. La cassa reliquiaria che percorrerà le strade di Aosta sarà, ancora una volta, il segno visibile di una comunità che chiede protezione, ma anche di una Chiesa che riconosce di avere una missione.
E quella parola, «Andate!», consegnata dal Vescovo alla comunità nella nuova Lettera pastorale, può diventare il significato più profondo della festa. Andare verso Dio, certamente, ma anche verso gli altri; verso chi crede e verso chi dubita; verso chi è forte e verso chi è fragile; verso chi custodisce la tradizione e verso chi fatica a riconoscersi nella Chiesa.
Affidare la Valle d’Aosta a san Grato significa allora guardare al passato con gratitudine, vivere il presente con fede e affrontare il futuro con speranza. Perché una comunità è davvero viva quando sa custodire ciò che ha ricevuto, ma soprattutto quando trova il coraggio di trasformare quella eredità in una responsabilità per il domani.