L’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione Valle d’Aosta ha prorogato i termini per partecipare al bando dell’intervento SRD03, inserito nel Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, dedicato agli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole. La decisione sposta in avanti di oltre un mese la precedente scadenza del 15 settembre 2026, offrendo agli operatori interessati un margine temporale più ampio per definire e presentare i propri progetti.
La proroga, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, non rappresenta soltanto un rinvio tecnico. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di consentire ai potenziali beneficiari di completare e qualificare maggiormente le proposte, favorendo progetti più coerenti con le finalità dell’intervento. In una realtà come quella valdostana, caratterizzata da una forte presenza di aziende agricole di piccola e media dimensione e da un territorio nel quale agricoltura, turismo, ambiente e comunità locali sono strettamente collegati, la possibilità di diversificare le fonti di reddito può assumere un rilievo economico che va oltre la singola impresa.
Il bando prevede contributi a fondo perduto per gli investimenti destinati alla creazione, alla valorizzazione e allo sviluppo delle attività agricole connesse previste dall’articolo 2135 del Codice civile, con particolare attenzione ai comparti dell’agriturismo e dell’agricoltura sociale. Si tratta di ambiti nei quali l'attività agricola può diventare anche uno strumento per rafforzare l'offerta turistica, sostenere i servizi nelle aree rurali e mantenere una presenza economica e sociale sul territorio.
La dimensione economica dell’intervento si intreccia quindi con quella territoriale. Per molte aziende agricole valdostane, soprattutto nelle aree più periferiche e montane, la possibilità di affiancare alla produzione tradizionale nuove attività può contribuire alla sostenibilità dei bilanci aziendali e, allo stesso tempo, alla conservazione del paesaggio e del presidio umano. L’agriturismo, in particolare, consente di mettere in relazione produzioni locali, ospitalità e valorizzazione dell’identità del territorio; l’agricoltura sociale può invece ampliare la funzione dell’impresa agricola verso servizi rivolti alla comunità.
Sul piano politico, la misura si inserisce dunque in una strategia più ampia di sostegno alla multifunzionalità dell’agricoltura. In una regione autonoma come la Valle d’Aosta, dove il territorio montano pone condizioni produttive particolari e rende spesso più complessa la competizione basata esclusivamente sui volumi, la diversificazione può rappresentare una delle leve per mantenere vive le aziende e rendere economicamente sostenibili attività che svolgono anche una funzione collettiva.
La nuova scadenza è fissata alle ore 23.59 del 30 ottobre 2026. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, previo accreditamento, attraverso la compilazione della domanda informatizzata disponibile sul Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) da parte degli utenti abilitati.
La proroga offre quindi agli interessati non soltanto qualche settimana aggiuntiva, ma l'opportunità di arrivare alla presentazione con progetti più strutturati, soprattutto considerando gli investimenti necessari per trasformare un’attività agricola tradizionale in una realtà capace di integrare ospitalità, servizi e nuove funzioni. Il termine del 30 ottobre 2026 diventa così un passaggio importante per quelle aziende che intendono cogliere la diversificazione come strumento di crescita e di resilienza.
Per informazioni e per consultare la documentazione del bando è disponibile il sito istituzionale della Regione Valle d’Aosta. Gli uffici competenti possono inoltre essere contattati ai numeri 0165 275338 e 0165 275276.
Al di là della singola misura, il tema posto dal bando riguarda una delle questioni centrali per il futuro dell’agricoltura di montagna: come garantire redditività alle imprese senza separarle dal territorio nel quale operano. La sfida, per la Valle d’Aosta, è trasformare le risorse pubbliche in investimenti capaci di generare attività economica, occupazione e servizi, mantenendo al tempo stesso quel presidio agricolo che contribuisce in modo decisivo all’equilibrio ambientale, sociale e identitario della regione.