Le Messager Campagnard - 19 agosto 2026, 15:50

Alpeggi, arriva un milione di euro per rilanciare i tramuti: contributi fino a 150 mila euro

Dal 24 agosto al 26 ottobre 2026 proprietari privati di alpeggi potranno chiedere contributi a fondo perduto per recuperare e ampliare i tramuti. Il sostegno coprirà il 50% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 100 mila e 300 mila euro. La dotazione complessiva del bando è di 1,05 milioni di euro, finanziati da Unione europea, Stato e Regione autonoma Valle d’Aosta

Assessora Speranza Girod

Gli alpeggi valdostani non sono soltanto strutture legate alla produzione agricola. Sono una parte concreta del paesaggio, della storia e dell’economia delle montagne, ma in molti casi hanno bisogno di interventi importanti per continuare a essere utilizzati. È in questo spazio che si inserisce il nuovo bando dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, rivolto al miglioramento degli alpeggi attraverso il recupero e l’ampliamento funzionale dei tramuti d’alpe.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 24 agosto 2026 e fino alle 23.59 del 26 ottobre 2026. Il bando è inserito nel CSR 2023-2027, nell’ambito dell’intervento SRD09 “Investimenti non produttivi nelle aree rurali”, Azione B, dedicata proprio al miglioramento degli alpeggi.

La misura presenta una caratteristica precisa: possono accedere al sostegno i soggetti privati proprietari di alpeggio che non esercitano attività agricola nel sito. L’obiettivo è quindi intervenire anche su strutture che, pur appartenendo a privati, svolgono una funzione importante per la permanenza e la qualità delle attività economiche agricole in montagna.

Gli investimenti finanziabili sono piuttosto ampi. Sono previsti contributi per il restauro e la ristrutturazione dei fabbricati e per gli ampliamenti funzionali necessari allo svolgimento delle attività agricole. Possono rientrare nel finanziamento anche opere di completamento, attrezzature e impianti fissi, arredi destinati ai punti vendita, sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e interventi per migliorare l’approvvigionamento idrico.

Particolare attenzione viene riservata proprio all’acqua, una delle questioni più delicate nella gestione degli alpeggi. Il bando consente infatti di finanziare opere per la raccolta e la distribuzione dell’acqua sia a servizio dei fabbricati sia per l’abbeverata del bestiame. Sono inoltre ammissibili l’IVA non recuperabile e le spese generali collegate agli interventi finanziati.

Il contributo pubblico arriva al 50% della spesa ammissibile. Gli investimenti devono partire da un minimo di 100 mila euro e possono arrivare a 300 mila euro. Questo significa che, nel caso di un progetto interamente ammesso per 300 mila euro, il contributo potrà raggiungere 150 mila euro.

La dotazione finanziaria complessiva è di 1.050.000 euro. Risorse che arrivano dal FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, dallo Stato e dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. Non si tratta quindi di un intervento puramente edilizio: dietro il finanziamento c’è una scelta di politica agricola e territoriale, quella di mantenere efficienti strutture che rendono possibile la gestione degli alpeggi e, con essa, la presenza dell’agricoltura nelle zone più alte della regione.

Il punto decisivo sarà però la graduatoria. La presentazione della domanda non garantisce automaticamente l’ottenimento del contributo: saranno finanziati i progetti che raggiungeranno una posizione utile sulla base dei criteri di selezione stabiliti dal bando. Per gli interventi previsti è inoltre possibile presentare, negli stessi termini temporali, una domanda ai sensi della legge regionale 17/2016 per ottenere un mutuo a tasso agevolato integrativo rispetto al contributo in conto capitale. I criteri sono stati approvati con la DGR 925 del 21 luglio 2025.

La misura può avere un peso significativo soprattutto perché gli interventi sugli alpeggi richiedono spesso investimenti consistenti. Recuperare una struttura, sistemare gli impianti, garantire l'acqua, migliorare l'efficienza energetica o rendere funzionale uno spazio di vendita significa affrontare costi che difficilmente possono essere sostenuti senza un sostegno pubblico. In questo senso, il contributo può diventare uno strumento per trasformare strutture degradate o sottoutilizzate in patrimoni nuovamente funzionali.

C'è poi una questione più ampia, che riguarda il futuro della montagna valdostana. Un alpeggio mantenuto in buone condizioni non è soltanto un edificio recuperato: significa sostenere la gestione dei pascoli, l'allevamento, la manutenzione del territorio e un'economia che contribuisce a tenere vive le aree più periferiche. Significa anche preservare un paesaggio che, senza l'attività dell'uomo e degli animali, rischia di cambiare profondamente.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), previa abilitazione degli utenti e compilazione della domanda informatizzata entro la scadenza prevista.

La finestra per presentare le richieste si aprirà dunque il 24 agosto 2026 e si chiuderà alle 23.59 del 26 ottobre 2026. Per informazioni e chiarimenti sono disponibili gli uffici competenti ai numeri 0165 275338 e 0165 275276. La documentazione completa è pubblicata sul sito della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Il vero valore di questo bando, al di là del milione di euro stanziato, si misurerà però nei risultati sul territorio. La sfida non è semplicemente spendere risorse europee, ma fare in modo che diventino strutture recuperate, acqua disponibile, energia più efficiente e condizioni migliori per chi continua a lavorare in quota. In una regione in cui la montagna rappresenta una parte essenziale dell'identità e dell'economia, investire negli alpeggi significa quindi intervenire su un pezzo concreto del futuro della Valle d'Aosta.

pi.mi.